giovedì 8 maggio 2008

Il Tempio del Fato

Tra le varie attività che in questi giorni, questi momenti, queste ore sto cercando di auto-propormi per tenere il più possibile occupata la mia diabolica mente (diabolica semplicemente per il fatto di riuscire a crearmi casini che neanche Casini), c'è ovviamente il leggere.
Leggere quotidiani al mattino, giusto per una più piacevole seduta in toilet...visto che ultimamente le novità che girano tra gli organi di stampa in una qualche maniera stimolano le funzione fisiologiche meglio di prugne ed agiolax, dico bene?
Leggere riviste o libri di lavoro durante il giorno e poi alla sera, prima di andare a dormire qualche buon libro.
Almeno per me, la lettura di un libro, meglio se un "buon libro", è una cose che sento di aver bisogno di fare almeno una volta al giorno, meglio appunto se fatta prima di lasciarsi andare alle braccia di Morfeo...non quello che gioca nel Parma eh, non pensate male.
Un buon libro ti riesce a rapire la mente, ti porta in una dimensione parallela in cui la mente cerca di adagiarsi ed abituarsi al contesto della storia narrata.
Se proprio l'autore ci sa fare con penna e calamaio (...lo so, lo so...una volta, adesso si dice che ci sa fare con laptop ed editor di testo...) allora si riesce perfino ad entrare nella psiche, nella mente dei vari personaggi che popolano la storia e la fanno scivolare via veloce tra un capitolo e l'altro.
Ah...se posso, mi permetto un consiglio letterario forse non per tutti ma che reputo assolutamente da leggere per la particolarità con cui vengono sviluppate le vicende, soprattutto per chi come me ha un debole tremendamente sfrenato per il medioevo; Fred Vargas, nome d'arte di una scrittrice Francese.
Lei di lavoro fa la medievalista...ed ogni anno nella settimana che si prende di ferie dallo studio e dal lavoro scrive un libro.
Consiglio vivamente. Da provare.
Ripeto, potrebbe non essere per tutti, ma provateci.
Dunque..veniamo allo spassosissimo libro che ho tra le mani in queste serate per me così particolari... avevo proprio bisogno di un libro che ogni due-tre capoversi mi facesse sorridere o alle volte anche scompisciare dalle risate.
Trattasi di "Il maschio Irlandese in patria e all'estero" di Joseph O'Connor.
L'autore è un giornalista nato a Dublin negli anni sessanta e questa non è altro che una raccolta di vari racconti ed articoli pubblicati in diversi momenti.
Ve lo dico...è da pisciarsi sotto dalle risate.
Reali chicche sono la sua avventura negli States per i Mondiali di calcio del '94 e, letto giusto ieri (sono circa a metà del volume), la narrazione dell'acquisto del nuovo bagno insieme alla compagna in cui si mettono a discutere con il commesso sulla reale utilità del bidet paragonato ad uno strumento, secondo lui, di piacere sessuale.
Da piegarsi in due dalle risate.
E proprio ieri sera, alla fine di un divertentissimo capitolo intitolato "Drastica Plastica", ho trovato questa frase che...appena l'ho letta mi si è come aperto un palco di teatro... Leggete qua...
"Non c'è niente di peggio, mentre attraversi il tempio pericolante del fato, che accorgersi che hai letto il saldo sotto la colonna sbagliata".

Un abbraccio immenso solo a chi mi vuole bene veramente.
E a chi risponde "Grazie" quando dico con tutto il cuore "Ti voglio bene"... beh... scrivete pure voi... vi lascio carta libera.
Anzi, schermo libero.
Buona notte di cuore e sereni sogni.

Slàn.

Nessun commento: