domenica 4 maggio 2008

The Hollow of Morning

Non sono andato al suo concerto martedì scorso al Tripod, zona di St. Stephen's Green su a Dublin, ma stamattina la prima cosa che ho fatto, quassù, nella mia mansarda, il mio fav spot @ home, ho messo sù il suo ultimo album, l'ultima fatica discografica di Gemma Hayes.
The Hollow of Morning.
Titolo giusto? Titolo giusto a questa mia giornata di rientro a casa?
Forse...
Cavalo però quanto è bello sto cd...siamo già alla quarta canzone e son tremendamente belle. Brava Gemma. Bella e Brava.
Bis.

Ogni volta che rientro a casa, al mattino successivo, dopo una notte di sonno così e così (e succede sempre...sempre sempre) è un po' come svegliarsi da un sogno durato più del solito.
Vi capita mai appena svegli di provare a sforzarsi di ricordare quello che avete appena sognato? Io devo essere sincero, mi ricordo quasi sempre ogni singolo momento dei miei sogni, sia quelli belli che purtroppo anche quelli meno sereni.
E spesso capita.
Ma in mattinate come queste la mia mente è come un turbine, un vortice, un continuo rimbalzare da un ricordo all'altro, un continuo andare avanti ed indietro nei momenti passati nei giorni, nelle settimane scorse.
E' un po' come rimettere insieme dei piccoli pezzi di un puzzle che pian piano ho costruito nei miei giorni di lavoro e soggiorno su Erin; puzzle che ieri al momento di risalire sull'aereo ho dovuto riporre e spezzettare in valigia; e stamattina, non appena ho aperto gli occhi son dovuto correre là, nella valigia a ritirarli fuori e metterli insieme, di nuovo, nel più breve tempo possibile.
Ed eccomi qua con questo brain storming che mi accompagnerà anche nei prossimi giorni (oramai ci sono abituato)...un qualcosa di strano, indescrivibile con parole semplici e capibili "dalla folla". Di questo me ne scuso.
Così...eccomi qua...con questa melodiosa voce di Gemma in sottofondo (a volte parte pure un brividino sotto la pelle, lungo la schiena, risultato di suggestioni e momenti particolari...chi lo sa...) ed a scrivere un piccolo pensiero.

Davanti ai miei occhi, dentro la mia mente, attraverso il mio cuore passano in questi momenti, in questi attimi come su di una pellicola gigante un'infinità di fotogrammi, di momenti, di situazioni, di colori, di angolazioni, di suggestioni, di persone speciali incontrate durante queste due settimane, che siano colleghi/e, persone del gruppo oppure ragazzi/e conosciuti in qualche pub di Galway oppure "vecchi amici" che con una loro semplice telefonata, un panino hillibilly mangiato all'una di notte sulla spiaggia di Dollymount dopo aver tirato fuori l'auto dalle "sabbie mobili" (feckkk!!!) o di una splendida passeggiata sulla ventosa penisola do Howth, giù fino al faro.
Tanto per rendere l'idea un mega slideshow in rotazione continua, costante; un caleidoscopio di tutto quello vissuto, sentito, provato fino a non più tardi qualche ora fa e che adesso piano piano si sta fondendo, sciogliendo in un gusto dolce al palato, si sta fondendo in ricordi e sensazioni, sentimenti ed emozioni sopraffine per la mente.
Avevo sete di tutto questo. Avevo fame di sentirmi vivo così.
Avevo bisogno di tornare a vivere la vita che ho sempre sognato.
Su in Irlanda, dove ho lasciato, dieci anni fa, il mio primo pezzettino di cuore oramai seguito da tante altre migliaia di piccole parti sparse da Sligo fino giù a Slea Head.
Il sogno. Il mio sogno appunto.
Io mi ricordo sempre i miei sogni.
E giusto ieri sera sono tornato da uno di questi...
E stamattina svegliandomi non ho potuto fare altro che mettermi qua a provare a ricordarmene ogni singolo momento.

E' troppo bello.
E' la cosa più bella del mondo provare ad inseguire i propri sogni.
E quando ci si riesce, anche solo in parte magari, beh...
Ci si sente vivi.

Stamattina avevo proprio voglia di scrivere tutto questo.
Arriva da là, direttamente dal profondo del cuore.



Slàn.

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