giovedì 29 maggio 2008

La vena creativa

Onestamente non lo so, ma credo veramente che ci siano delle giornate in cui la mia mente per qualche sinistro motivo si mette in moto fin dal mattino ed elabora idee e considerazioni in un solo giorno che a volte ci metto delle settimane per pensarne la metà.
Moltro strano tutto ciò.
Ho fatto però un po' di attenzione a quando tutto questo avviene; ci sono delle congiunzioni astrali e dei movimenti tellurici che provocano tutto ciò....forse.
Dovrei riuscire a trovare qualcosa forse sul calendario di Frate Indovino... chi lo sa... Scherzi a parte, ho proprio notato come questi momenti di vena creativa (o distruttiva, bisogna vedere un attimo da che punto di vista la si guarda) arrivano sempre e comunque in determinati momenti, con delle combinazioni molto particolari.

Arrivano quasi sempre dopo dei momenti più o meno lunghi di introspezione cronica, quella non proprio salutare...quei momenti in cui per quanto la mente, la mie mente si sforzi di arrivare ad elaborare nel modo più semplice e funzionale dei ragionamenti forse troppo complessi, non ci arriva e si "incatagna", un po' come se dentro un motore voi ci mettete delle manciate di sabbia.
Inizia a fare dei rumori strani, procede a strappi...smoccolate un po' qua, un po' là ed alla fine vi dovete fermare. Poi lasciando qualche foglio da cento dal vostro meccanico di fiducia la macchina poi riparte, più pimpante che mai.
Ecco, forse i giorni scorsi sono stati per me un po' tutto questo (meno male che non ho dovuto pagare...però in compenso oggi ho scoperto che le multe al comune di Livorno andrebbero pagate entro 15 giorni dal verbale, mentre qua a Rosignano dopo solo cinque giorni dall'infrazione; quindi, avendole pagate entro i sessanta giorni che il mio cervello fulminato riteneva il termine entro cui pagare comodamente questi trentaseieuri, moltiplicato due, adesso devo pagare il supplemento...il supplemento "da coglione"; se solo avessi letto il verbale come il foglietto illustrativo di un medicinale salvavita... ahhh...) ed adesso, stamattina, ma già era cominciato tutto ieri, c'è una di quelle giornate che piacciono a me.
Ed allora voi potete immaginare che razza di lavorio abbia qua nella mia testa...
Oggi è una di quelle giornate in cui potrei essere in grado di fare qualsiasi cosa; dal buttarla via in toto andando a fare un giro in moto, oppure potrei creare un qualcosa di veramente importante per me, il mio lavoro ed il mio futuro.
Diciamo che al momento la vedo un po' come una di quelle giornate in cui è utile e positivo mettere sul tavolo le idee, vedere che margine c'è per poterle realizzare e provare a mattere tutto ciò se non nero su bianco, almeno "in discussione", per poterne parlare con qualcuno per avere un'idea, un commento critico.
Vediamo un po' che viene fuori...
La fase della vena creativa può essere un gran bel momento...almeno la mia mente si concentra su qualcosa di positivo e concreto, si lascia andare a quegli impulsi di positività che mi hanno tanto aiutato in passato.

Attenzione "thinking in progress"...posso essere molto pericolo oggi.
Grandi idee al vaglio della mia mente...sogni più o meno nuovi...la voglia, l'infinita voglia di poter trovare la mia dimensione in questa vita.

Slàn.

martedì 27 maggio 2008

Vento d'estate

Ci sono venti che portano via lontano i pensieri, come la tramontana, ed altri come, come quello di stasera, che spirano da quadranti sud occidentali, che portano qualcosa, non rubano...ti danno la sensazione che qualcosa nell'aria sta cambiando.
Un vento caldo, rafficato...è il vento dell'estate.

Stasera prima di cena ero seduto sulle scale del terrazzo, sotto al pino, e mi arrivavano chiare e forti queste folate di vento caldo, un vento che con se porta quell'aria magiche delle notti d'estate.
Avrei un sacco voglia di andarmene un po' sul mare, anche da solo (c'è qualcuno nei paraggi che vuole per caso accompagnarmi? vabbè, vorrà dire che saremo solo io ed i miei pensieri) non appena avrò di scrivere questi pensieri volanti.
L'aria si inizia a scaldare, fanno la loro comparsa le zanzare, terribili ed odiose compagne di notti insomme passate tra sudore ed il sapore del sale sulla pelle, le giornate si allungano come non mai, fra poco arriveremo al 21 di Giugno, giornata più lunga dell'anno, la mattina diventa sempre più calda, a mezzogiorno sotto il sole battente si inizia a boccheggiare, si iniziano a cercare negli armadi indumenti adatti alla stagione, si tirano fuori costumi e creme, si preparano le infradito, si olia la catena della bici per andare al mare (con la moto mi rifiuto di andarci), si inizia a fantasticare sulle serate con gli amici tra una Corona ghiacciata con limone ed un buon cocktail vodka alla fragola e lemon soda, il mio preferito...e così via.
Sembra che rimettiamo in moto tutti quei meccanismi andati in letargo per l'inverno, perchè non prendessero freddo, perchè non si sciuparessero con le intemperie.

Conosco onestamente delle persone che iniziano a vivere solo dal primo giugno in poi.

L'estate è la stagione delle serate all'aria aperta, delle grigliate sul mare insieme agli amici, delle nottate passate con in mano un pasta calda del Giaconi ed una bottiglia di Ceres raccontandosi di come quella bionda all'Astragalo ha fatto la stronza oppure di quella mora con un sedere da paura intravista alle spiagge bianche.

Ogni anno le stesse situazioni, gli stessi personaggi, gli stessi momenti vissuti, o meglio, rivissuti con gli amici di una vita.
Tutto questo per poi dire, sempre... è andata come l'anno scorso.
Secondo me facciamo tutto questo per dare conferma a noi stessi che siamo sempre qua, siamo sempre vivi, che facciamo ancora parte di questa nostra vita.
Anche io prima di salire su in Irlanda per tutta la stagione ho vogli di tutto questo.
Ho voglia di tutto questo ed anche altro; ho voglia di continuare a sentirmi vivo dopo aver visto il buio e la fine della mia vita.
Adesso sorrido alla vita, sorrido a tutto quello che da qui in avanti il destino vorrà regalarmi.

In questi giorni sto effettivamente fondendo un po' il cd di Amy McDonalds; ma è veramente bellissimo...oramai Poison Prince(ss) la conosco a memoria, Mr Rock & Roll mi trascina con il suo ritmo.
Adesso vi voglio donare "Run".
Mi raccomando se vedete in giro degli occhi così, un viso così dolce e...da perderci la testa, fatemi uno squillo. Arrivo subito.
Se stavo a Glasgow l'avrei voluta conoscere di sicuro. E ci sarei riuscito.
A voi..."Run"



the chorus says...

But I will run until my feet no longer run no more
And I will kiss until my lips no longer feel no more
And I will love until my heart it aches
And I will love until my heart it breaks
And I will love until there's nothing more to live for


Potrebbe diventare il mio inno, l'inno di Paolino Piedi di Piombo.
Parole ed emozioni; cura per il cuore e l'animo.

Slàn.

lunedì 26 maggio 2008

Piccole cose



A volte...a volte veramente basta così poco per fare apparire un sorriso sul nostro volto, per riempire il cuore, per addolcire un po' l'animo.
Questo ho pensato pochi minuti fa qua ho visto questo passerotto ancora non così bravo nel volo, lo si vede anche dalle poche piume, nella ciotola di Duffy mentre cercava di becchettare qualche briciola.

Bellissimo.
E se guardo fuori dalla porta finestra qua della mansarda vedo un paio di tortore sulla ringhiera. E' arrivata finalmente l'estate?
Io comunque a questo sciroccaccio preferisco il maestrale.

Slàn.

domenica 25 maggio 2008

Rimpianti & Rimorsi

A chi va in bicicletta...seriamente, non a quelli che con le infradito vanno al mare come me, dicono di non guardarsi troppo indietro quando sono in fuga, in prossimità del traguardo o lungo una salita.
Io ho questo stramaledetto vizio di guardarmi spesso indietro ed analizzare un po' quello che ho fatto...forse proprio perchè non sono un ciclista serio.
Non so.

Guardarsi indietro, che il più delle volte comporta comunque un guardarsi dentro per arrivare a quei momenti che vogliamo analizzare, vuole dire inevitabilmente comunque darsi un giudizio, capire se bene o male in quel determinato momento abbiamo agito bene oppure no, interpretare ed analizzare frasi e situazioni che forse in presa diretta non avevamo avuto l'accortezza di capire nella maniera giusta.

E' molto facile a volte prendere lucciole per lanterne, capire fischi per fiaschi, andare con la propria mente sopra a delle situazioni che in realtà analizzate a freddo e da un occhio distaccato sono tutto il contrario di quello che la nostra mente aveva costruito dentro di se.
Io di solito dico che il cuore è sincero, la mente è traditrice.
Credo proprio di non andare molto lontano dalla verità dicendo questo.

Quando prendiamo delle batoste...quando prendiamo delle batoste e di mezzo ci sono dei sentimenti; quanto vorremmo che fossero il frutto di nostri "aver capito male", "aver costruito castelli sul nulla"...almeno così ci mettiamo l'animo in pace e diciamo ok, questa situazione non era proprio la mia, la nostra situazione.

Ma quando...ecco, si capisce che quello che il nostro cuore provava non era solo il frutto di una forma di abbaglio, di un qualcosa costruito di sanapianta dalla nostra mente, ma in realtà era una risposta presumo naturale alla luce che la persona che avevo di fronte e che voleva dire che c'era qualcosa in ballo, al di sopra della semplice amicizia...ecco...allora là si scatenano tutta un'altra serie di ragionamenti ed analisi.
Tutto si rimette in ballo, tutto prende una nuova prospettiva; tutto deve essere passato al vaglio della nostra introspezione per capire, o almeno provarci, che cosa in effetti c'è in mezzo a tutto questo.

Quanto è utile poter parlare di fronte alle persone a cui si tiene, guardandosi negli occhi, sfiorandosi le mani.
Quanto è bello sentire il cuore che ti batte come una locomotiva a vapore solo incrociando i suoi occhi.

Stasera sono un po' malinconico, così...senza saperne esattamente il motivo.
Veramente.
Ed allora in questi casi non mi resta che armarmi di una buona lettura e provare a prendere sonno al più presto.

Slàn.

sabato 24 maggio 2008

Glory...Glory Munster

Stasera grande, grandissima partita al Millennium Stadium di Cardiff.
Finale della Heineken Cup, la Champions League del rugby.
In campo il Tolosa (dove gioca e partirà titolare il nostro Perugini) e la mia squadra del cuore, il Munster.
Due anni la splendida, incredibile vittoria sul Biarritz.
Sarà dura quest'anno, ma ce la possiamo fare.

Alle diciotto italiane, le diciassette in quel di Cardiff il kick-off.
Sperando che il video che ho già proposto sia di buon auspicio...

C'mon guys! Let's kick'em up the arse!



Slàn.

martedì 20 maggio 2008

Che gioia!

Che gioia amici miei!!!
Oggi per puro caso ho beccato su MTV il trailer del film Once; quello girato a Dublin e con cui vi ho ammorbato per diversi post.
E' con grande, grandissima, immensa gioia che vi comunico che è in uscita nei cinema italiani dal prossimo 30 maggio!

Oggi mi son quasi commosso quando l'ho visto;
potete vedere il trailer sul sito ComingSoon, ovviamente in Italiano.
Io tanto per rammentare anche a me stesso la bellezza di questa pellicola rimetto di nuovo il trailer originale.
Il film qua da noi uscirà con il titolo "Once-Una Volta".
Non mancatelo, merita al di là di ogni cosa.
Credetemi.



Questo momento di oggi, di quasi lacrime per il semplice fatto che uscirà questo film in Italia mi fa capire, ancora una volta, quanto il nostro cuore abbia profondamente bisogno delle famose piccole che cose, delle piccole cose che riempono il nostro cuore di gioia e ricoprono il nostro animo di voglia di vivere.

Slàn.

giovedì 15 maggio 2008

Basta così poco...

Onestamente stasera avrei così tante cose da dire, raccontare, esternare.
In questi giorni ho veramente messo in pratica la strategia del "chiodo schiaccia chiodo" e devo dire che pare funzionare.
Pare funzionare perchè alla fine la mente adesso è sgombra, si muove con agilità tra i tanti pensieri e progetti di lavoro, nuove amicizie e nuove conoscenze che vale la pena assolutamente di approfondire.
Come una cappa di smog che se ne è andata dopo una sventagliata di tramontana lascia spazio ad un cielo sereno e terso.
Come un rinascere, di nuovo, ancora...per l'ennesima volta.

L'ho dovuto fare tante volte. Anche per ragioni più serie e gravi.
Stavolta ho avuto la fortuna di rendermi conto che mi stavo nuovamente avvicinando al baratro...ma per cosa? per chi?
Ad oggi non sono riuscito veramente a capire fino in fondo se quella persona che rispondeva "grazie" alle mie esternazioni d'affetto provi lo stesso mio rispetto per i sentimenti altrui. Non lo so.
Ma sarei comunque intimamente curioso di saperlo.
Così...appunto, per curiosità.

Stasera mi congedo con un brano jazz, di Diana Krall che reinterpreta una famosa canzone di "The Voice".
Stasera avrei proprio voglia di atmosfere calde, di un buon bicchiere di vino.
Ed un animo sincero vicino.



Slàn.

lunedì 12 maggio 2008

Come una scrivania

Stasera come ha detto giustamente qualcuno che forse mi conosce meglio di me stesso e di mia mamma, visto che sono quassù in mansarda e fuori scende una pioggia fine ma insistente... dovrei essere abbastanza inspirato.
Dovreste dirlo voi...boh.
Io me la sento. (...evitate facili battute, ok?)

Ci sono diversi modi per descrivere la nostra vita, a volte usiamo delle similitudini per dire "la vita è come..." e poi ci potete mettere a seguire quello che volete e che preferite.
In questo momento, in questa fase delle mia vita che sento come sospesa in una dimensione senza spazio, tempo e tutto il resto (la fisica non è mai stato il mio forte, indi per cui mi fermo qua...) penso proprio di poter e dover paragonare la mia vita ad una scrivania, alla mia scrivania qua di mansarda.

Capita spesso, cioè quasi sempre di portare su in mansarda vari fogli, varie missive, insomma documenti vari che in automatico posiziono distrattamente e senza un criterio apparentemente logico appunto sopra questa scrivania in stile vecchia marina.
Tanto per darvi un'idea, soprattutto a chi non c'è stato, tutto quello che c'è qua sopra poggia su di un piano di vetro sotto di cui ci sono una miriade di cartoline e foto con, ovviamente, tema dominante Irlanda.
Poteva essere diversamente? Credo proprio di no. Son coerente con me stesso.
Quando fa comodo, lo ammetto.
Ma torniamo ai nostri fogli...
Ecco, vi dicevo che metto sopra questa scrivania tutti questi fogli, mettendoli poi uno sopra l'altro...seppellendo poi piano piano sotto libri, riviste, altri documenti; così che capita che al momento di andare a rimettere in ordine ti ricapitano sotto mano delle cose che neanche pensavi di avere più.
Vecchi documenti, offerte commerciali ormai scadute, multe non pagate (e queste son dolori tosti...) insomma di tutto di più.

Io al momento sto provando a fare lo stesso con determinate persone; sto cercando di farle arrivare disperatamente in fondo ad una pila di altre cose in modo tale da non doverci più pensare.
Per lo meno fino alla prossima volta in cui mi deciderò a mettere un po' di ordine nella mia camera, e pariteticamente anche nella mia vita.
Oh, più guardo questa scrivania...dove c'è veramente di tutto, e più mi viene in mente la mia vita.
E' proprio vissuta. Credo intensamente.

Vi lascio con un brano di Amy McDonald...mi sta facendo innamorare questa ragazza scozzese.
Si tratta di Poison Prince; titolo non casuale, come il testo.



A poetic genius,
Its something I don’t see,
Why would a genius be trippin on me?

And there’s looking and another ,
Why he can’t see is that I’m looking through his eyes,
So many lies behind his eyes.
N tell me stories from your past,
And sing me songs you wrote before.

I tell you this my Poison Prince,
You’ll soon be knocking on Heaven’s door.

Some kind of Poison Prince,
With your eyes in a daze.
Some kind of Poison Prince,
Your life is like a maze.

And what we all want and what we all crave,
Is an upbeat song,
So we can dance the night away.

Who said life was easy,
Who said life was fair,
Who said nobody gived a damn,
And nobody even cared.

The way you’re acting now,
Like you left that all behind.
You’ve given up,
You’ve given in,
And I’m a sucker of that kind.

Some kind of Poison Prince,
With your eyes in a daze.
Some kind of Poison Prince,
Your life is like a maze.

And what we all want and what we all crave,
Is an upbeat song ,
So we can dance the night away.

Some kind of Poison Prince,
With your eyes in a daze.
Some kind of Poison Prince,
Your life is like a maze.

And what we all want and what we all crave,
Is an upbeat song ,
So we can dance the night away.


Si potrebbe cambiare il titolo in "Poison Princess".
Slàn.

giovedì 8 maggio 2008

Il Tempio del Fato

Tra le varie attività che in questi giorni, questi momenti, queste ore sto cercando di auto-propormi per tenere il più possibile occupata la mia diabolica mente (diabolica semplicemente per il fatto di riuscire a crearmi casini che neanche Casini), c'è ovviamente il leggere.
Leggere quotidiani al mattino, giusto per una più piacevole seduta in toilet...visto che ultimamente le novità che girano tra gli organi di stampa in una qualche maniera stimolano le funzione fisiologiche meglio di prugne ed agiolax, dico bene?
Leggere riviste o libri di lavoro durante il giorno e poi alla sera, prima di andare a dormire qualche buon libro.
Almeno per me, la lettura di un libro, meglio se un "buon libro", è una cose che sento di aver bisogno di fare almeno una volta al giorno, meglio appunto se fatta prima di lasciarsi andare alle braccia di Morfeo...non quello che gioca nel Parma eh, non pensate male.
Un buon libro ti riesce a rapire la mente, ti porta in una dimensione parallela in cui la mente cerca di adagiarsi ed abituarsi al contesto della storia narrata.
Se proprio l'autore ci sa fare con penna e calamaio (...lo so, lo so...una volta, adesso si dice che ci sa fare con laptop ed editor di testo...) allora si riesce perfino ad entrare nella psiche, nella mente dei vari personaggi che popolano la storia e la fanno scivolare via veloce tra un capitolo e l'altro.
Ah...se posso, mi permetto un consiglio letterario forse non per tutti ma che reputo assolutamente da leggere per la particolarità con cui vengono sviluppate le vicende, soprattutto per chi come me ha un debole tremendamente sfrenato per il medioevo; Fred Vargas, nome d'arte di una scrittrice Francese.
Lei di lavoro fa la medievalista...ed ogni anno nella settimana che si prende di ferie dallo studio e dal lavoro scrive un libro.
Consiglio vivamente. Da provare.
Ripeto, potrebbe non essere per tutti, ma provateci.
Dunque..veniamo allo spassosissimo libro che ho tra le mani in queste serate per me così particolari... avevo proprio bisogno di un libro che ogni due-tre capoversi mi facesse sorridere o alle volte anche scompisciare dalle risate.
Trattasi di "Il maschio Irlandese in patria e all'estero" di Joseph O'Connor.
L'autore è un giornalista nato a Dublin negli anni sessanta e questa non è altro che una raccolta di vari racconti ed articoli pubblicati in diversi momenti.
Ve lo dico...è da pisciarsi sotto dalle risate.
Reali chicche sono la sua avventura negli States per i Mondiali di calcio del '94 e, letto giusto ieri (sono circa a metà del volume), la narrazione dell'acquisto del nuovo bagno insieme alla compagna in cui si mettono a discutere con il commesso sulla reale utilità del bidet paragonato ad uno strumento, secondo lui, di piacere sessuale.
Da piegarsi in due dalle risate.
E proprio ieri sera, alla fine di un divertentissimo capitolo intitolato "Drastica Plastica", ho trovato questa frase che...appena l'ho letta mi si è come aperto un palco di teatro... Leggete qua...
"Non c'è niente di peggio, mentre attraversi il tempio pericolante del fato, che accorgersi che hai letto il saldo sotto la colonna sbagliata".

Un abbraccio immenso solo a chi mi vuole bene veramente.
E a chi risponde "Grazie" quando dico con tutto il cuore "Ti voglio bene"... beh... scrivete pure voi... vi lascio carta libera.
Anzi, schermo libero.
Buona notte di cuore e sereni sogni.

Slàn.

mercoledì 7 maggio 2008

Dolce Veleno

Guardate cosa si può trovare girando un po' per la rete...



C'è qualcuno che aveva allora già teorizzato sta cosa...

Slàn.

martedì 6 maggio 2008

Bad Skin Day

by Bell X-1



When I wake in the morning
Of a bad skin day
And I can't face my lover
On a bad skin day
Am I this alone?
Volcano has erupted
And the ash sails down
And I'm a poor soul of Pompeii
Oh Christ I'm such a drama queen
On a bad skin day

And you're far from me
You're all far from me
Right where I want you to be
Far from me

I could've got a job
I could've been a contender, when I never
But the streak is only so long
They're all different shades
Of the same song
There's a wind in these sails, feels like I'm always waiting
For the gold in them there hills, feels like I'm never
Them there hills

And they're far from me
Someday we'll all wear a crown
Far from me
Someday we'll be the fairest of them all
So far from me
Someday we'll have an
Open top bus parade
For from me
Someday we'll do the
Sorry sorry charade

It feels like we're always waiting
It feels like we're never leading

Slàn.

lunedì 5 maggio 2008

Rockstar

Sta canzone mi gasa un monte...
Il video è spettacolare...
Grandi Nickelback!!!
Stamani avevo bisogno di un po' di carica, no?
Ero partito un attimino low profile.

Provate a riconoscere quanti vi-ai-pi ci sono come guests nel video ;-)



Slàn.

In trasparenza

Molti di voi sanno della mia grande passione, forse negli ultimi tempi un attimo rallentata dai vari impegni che ho e da una situazione economica che non mi permette, credo giustamente, di poter spendere e spandere per i miei capricci, relativa alla raccolta e collezione di minerali e pietre.
E' una passione nata forse una quindicina o forse qualcosa in più di anni fa, quando mio zio di Volterra mi regalò uno spettacolare campione di Quarzo della Miniera di Campiano. Splendido, unico, è il mio primo pezzo, di una collezione che con il tempo si è allargata ed oggi conta circa 150 pezzi o qualcosa di meno.
E' un po' come una specie di "numero uno" di Zio Paperone; anche se con il tempo magari alla collezione sono stati aggiunti campioni più belli dal punto di vista estetico, beh, quello rimane l'unico..."the one".
Si potrebbe fare altrimenti? Credo proprio di no...
Il mio minerale preferito è appunto il quarzo, di cui ne ho decine di campioni, tutti diversi l'un l'altro e provenienti da ogni parte del mondo.
Toscana, Isola d'Elba, Monte Bianco, Francia, Madagascar, Romania, Russia, Stati Uniti ed ultimamente pure dalla Cina...oh...sono arrivati pure qua, tra sassi, cristalli e fossili.
Però c'è da ammettere che stanno portando dei campioni niente male, alcuni dei più bei pezzi mai visti in circolazione a detta di chi è nel giro da molto più tempo di me. Provare per credere...se vi capita una mostra di minerali nelle vostre vicinanze andate a dare un'occhio, merita. Scoprirete con molta sorpresa le bellezza che le profondità della terra talvolta decidono di regalarci.
Forme, colori, combinazioni...piccole opere d'arte pronte a donarvi l'emozione di tenere in mano un oggetto che la natura ha impiegato secoli a catalizzare.
E' talvolta impressionante. Ed affascinante.
Vi dicevo del quarzo.
E' un minerale che può assumere decine di forme, centinaia di varianti del colore e relative variazioni ulteriori.
Però...però la sua bellezza, l'unicità dei suoi campioni è data dalla trasparenza del cristallo stesso.
Un bel quarzo cristallo di rocca, cioè quelli limpidi e trasparenti come l'acqua è un qualcosa per me di emozionante. La forma, la disposizione e l'eventuale geminazione dei cristalli...ma soprattutto la trasparenza.
Un bel cristallo di rocca permette di poter leggervi attraverso che so, una pagina di giornale o qualsiasi altra cosa.
Alle volte però ci sono delle impurità, delle inclusioni, degli elementi di disturbo al'interno, nell'anima di questi cristalli che non permettono alla fine di vederci attraverso. Può essere aria, acqua, terra, altri minerali...però alla fine la sostanza non cambia.
Non sono trasparenti...sono opachi, impuri, non perfetti.

Credo che tutto questa sia assolutamente assimilabile all'animo umano delle persone che ogni giorno incontriamo. Che dite?
Come il quarzo...siamo rassicurati dalle persone limpide, che non nascondono niente, sono quello che si vede...della serie what you see is what you get.
Però spesso alle mostre di minerali si trovano quei campioni che ad uno sguardo superficiale sono eccezionali...grandi, lucenti, brillanti, colorati...i cristalli disposti in maniera accattivante sulla propria matrice; ma se poi alla fine ci si avvicina si notano tutte quelle impurità nel cristallo che ci fanno desistere dall'acquisto.
Magari lì accanto c'è pure un piccolo campione...semplice, perfetto, e soprattutto limpido, trasparente. Senza inclusioni, senza imperfezioni. Perfetto.
Piccolo, leggermente più caro di prezzo.
L'altro fa impressione da tanto è grande, maestoso...bello forse. E costa pure un pochino meno.
Su quale buttarsi? Fatemici pensare un attimo...

Forse alla fine non comprerò nessuno dei due. Più avanti, forse domani, ripasserò e prenderò quello più piccolo, se nel frattempo qualcuno non me l'avrà già preso.
Forse... Eveline di Joyce al confronto era una dilettante dell'immobilismo ;-)

Ieri sera, ieri pomeriggio ho avuto il piacere di rivedere dopo qualche settimana, e ne avevo bisogno, degli amici che porto nel cuore.
I saluti, un abbraccio, un bacino, un Bacardi Breezer con il sole in faccia ed un leggero vento tiepido di maestrale a ricordare come ci stiamo oramai avvicinando a grandi passi verso l'estate.
Si parla un po' di tutto, delle scorse settimane passate in Irlanda, di una possibile vacanza su a Erin tutti insieme verso settembre...si fa un po' di cappottini che non guastano mai...si passa il tempo tra un sorriso, un risata e due parole scambiate in serenità.
Era quello di cui avevo proprio bisogno.
Poi...poi d'un tratto una persona che io ritengo incredibile, fantastica...non so dove potrei andare a trovare altri aggettivi superlativi per descriverla, mi spiazza con una domanda a cui all'inizio non vorrei rispondere...
Tutto bene? C'è da raccontare qualcosa che è successo?
Beh... ammetto che all'inizio ho provato a svicolare, ma poi... ho dovuto cedere.
Ho dovuto cedere perchè comunque non mi riesce di tenere botta quando anche se per un briciolo sono in fallo...no, proprio non mi riesce.
E soprattutto glielo dovevo...te lo dovevo, vero Esimia???
Un piccolo sfogo...che forse meriterebbe un ulteriore momento da parte mia per "svuotare il sacco" dei pensieri oggi oltremodo carico...sia di quelli positivi che di quelli negativi. E che a volte, se non sono lucido a sufficienza mi fanno un attimo sbandare.
Per ora sto riuscendo a tenere la barra del timone a dritta.
Ma una domanda nasce spontanea... ne vale la pena appesantire il proprio cuore per delle questioni così?
Mi sa proprio di no.
Lei...te..ieri sera avevi visto giusto nei miei occhi...c'era una luce là in fondo che non mi faceva essere sereno, contento, positivo fino in fondo.
Certo...cavolo...il post di ieri è assolutamente vivo, sentito...sono quei momenti che mi sento io...quei momenti in cui ho una forza dentro che mi sento in grado di spostare il mondo.
E non voglio, non posso permettere a nessuno di non farmi gustare questi momenti.
Ne và di me, del mio cuore, della mia salute.
Punto. Tutto questo dovrebbe essere sufficiente a non farmi accumulare quei pensieri.
Già...
Io sono così, limpido, trasparente...sincero.
Gioco a carte scoperte, non mi nascondo... metto in gioco tutto me stesso, compresa soprattutto la mia salute. La mia vita.
E sono trasparente...se le persone che forse mi conoscono meglio di come mi conosco io, se ne accorcono che laggiù in fondo c'è una piccola luce che brilla, forse per chiedere aiuto...beh... vuol dire caro "Paolino dai Piedi di Piombo" che siamo on the edge.
Dangerous Cliffs Ahead.
Torna indietro.
Anche fermarti è inutile.
E' inutile perchè è come mettere un giocattolo di fronte ad un bambino e dirgli di non toccarlo. Quanto può resistere? Mah, io dico proprio poco.
Quindi...o glielo si leva da davanti agli occhi oppure lo si porta fuori a fare due passi sulla spiaggia.

Vorrei solo che chi ho di fronte, chi mi cerca, chi dice di volermi bene, chi mi dice "grazie" per un pensiero carino, chi si avvicina a me... beh, fosse un briciolo più trasparente, limpido.

Chiedo tanto? Chiedo troppo? Chiedo la luna?
Una signora...una fantastica signora di più di ottanta anni che era con me ed il gruppo della prima settimana, una sera viene da me e mi dice...
"Paolo...te hai bisogno di trovare una persona che ti stia accanto, ti voglia bene e ricambi anche solo un briciolo della positività e della voglia di vivere che te ogni giorno regali a noi, al mondo, alle persone che ti stanno vicino.
Mi raccomando, fà che sia quella giusta...te lo meriti, te lo merita il tuo cuore, la tua bontà d'animo, il tuo voler bene alle persone senza richiedere qualcosa in cambio. E' un dono unico, resta così. Pregherò per te."
Ammetto onestamente che dopo queste parole mi sono fermato un attimo su in camera, nella mia camera,nel letto, fissando il soffitto. Immobile.
Non avevo pensieri in testa...c'era il vuoto dentro ed intorno a me.
Ammetto che una piccola lacrima mi scese dagli occhi. Forse più di una.
Ripensandoci oggi mi vengono un po' gli occhi lucidi.
Sarà la stanchezza...sarà l'iniezione di ieri sera.
Chi lo sa...

Chiudo con queste due frasi... simpatiche, calzanti. Necessarie.
Oscar Wilde dalla sua posa rilassata di Merrion Square suole dire
"Un po' di sincerità è pericolosa, ma molta è assolutamente fatale."
Alexander Pope da non so dove risponde potrebbe rispondere così...
"Una scusa è peggiore e più terribile di una menzogna, perché la scusa è una bugia guardinga."

Piccolo sfogo mattutino che non mette in discussione tutto quello che di buono ho fatto su in Irlanda e che mi sono portato poi a casa.
Paolo, inizia veramente a volerti bene.
Quando capirai che è l'unico modo per arrivare a quell'equilibrio tanto ricercato?

Buon inizio settimana a tutti quanti.
Slàn.

domenica 4 maggio 2008

The Hollow of Morning

Non sono andato al suo concerto martedì scorso al Tripod, zona di St. Stephen's Green su a Dublin, ma stamattina la prima cosa che ho fatto, quassù, nella mia mansarda, il mio fav spot @ home, ho messo sù il suo ultimo album, l'ultima fatica discografica di Gemma Hayes.
The Hollow of Morning.
Titolo giusto? Titolo giusto a questa mia giornata di rientro a casa?
Forse...
Cavalo però quanto è bello sto cd...siamo già alla quarta canzone e son tremendamente belle. Brava Gemma. Bella e Brava.
Bis.

Ogni volta che rientro a casa, al mattino successivo, dopo una notte di sonno così e così (e succede sempre...sempre sempre) è un po' come svegliarsi da un sogno durato più del solito.
Vi capita mai appena svegli di provare a sforzarsi di ricordare quello che avete appena sognato? Io devo essere sincero, mi ricordo quasi sempre ogni singolo momento dei miei sogni, sia quelli belli che purtroppo anche quelli meno sereni.
E spesso capita.
Ma in mattinate come queste la mia mente è come un turbine, un vortice, un continuo rimbalzare da un ricordo all'altro, un continuo andare avanti ed indietro nei momenti passati nei giorni, nelle settimane scorse.
E' un po' come rimettere insieme dei piccoli pezzi di un puzzle che pian piano ho costruito nei miei giorni di lavoro e soggiorno su Erin; puzzle che ieri al momento di risalire sull'aereo ho dovuto riporre e spezzettare in valigia; e stamattina, non appena ho aperto gli occhi son dovuto correre là, nella valigia a ritirarli fuori e metterli insieme, di nuovo, nel più breve tempo possibile.
Ed eccomi qua con questo brain storming che mi accompagnerà anche nei prossimi giorni (oramai ci sono abituato)...un qualcosa di strano, indescrivibile con parole semplici e capibili "dalla folla". Di questo me ne scuso.
Così...eccomi qua...con questa melodiosa voce di Gemma in sottofondo (a volte parte pure un brividino sotto la pelle, lungo la schiena, risultato di suggestioni e momenti particolari...chi lo sa...) ed a scrivere un piccolo pensiero.

Davanti ai miei occhi, dentro la mia mente, attraverso il mio cuore passano in questi momenti, in questi attimi come su di una pellicola gigante un'infinità di fotogrammi, di momenti, di situazioni, di colori, di angolazioni, di suggestioni, di persone speciali incontrate durante queste due settimane, che siano colleghi/e, persone del gruppo oppure ragazzi/e conosciuti in qualche pub di Galway oppure "vecchi amici" che con una loro semplice telefonata, un panino hillibilly mangiato all'una di notte sulla spiaggia di Dollymount dopo aver tirato fuori l'auto dalle "sabbie mobili" (feckkk!!!) o di una splendida passeggiata sulla ventosa penisola do Howth, giù fino al faro.
Tanto per rendere l'idea un mega slideshow in rotazione continua, costante; un caleidoscopio di tutto quello vissuto, sentito, provato fino a non più tardi qualche ora fa e che adesso piano piano si sta fondendo, sciogliendo in un gusto dolce al palato, si sta fondendo in ricordi e sensazioni, sentimenti ed emozioni sopraffine per la mente.
Avevo sete di tutto questo. Avevo fame di sentirmi vivo così.
Avevo bisogno di tornare a vivere la vita che ho sempre sognato.
Su in Irlanda, dove ho lasciato, dieci anni fa, il mio primo pezzettino di cuore oramai seguito da tante altre migliaia di piccole parti sparse da Sligo fino giù a Slea Head.
Il sogno. Il mio sogno appunto.
Io mi ricordo sempre i miei sogni.
E giusto ieri sera sono tornato da uno di questi...
E stamattina svegliandomi non ho potuto fare altro che mettermi qua a provare a ricordarmene ogni singolo momento.

E' troppo bello.
E' la cosa più bella del mondo provare ad inseguire i propri sogni.
E quando ci si riesce, anche solo in parte magari, beh...
Ci si sente vivi.

Stamattina avevo proprio voglia di scrivere tutto questo.
Arriva da là, direttamente dal profondo del cuore.



Slàn.

venerdì 2 maggio 2008

Friday Night in Dublin

Cosa c'è di più appagante di passare un venerdì sera nel modo che più mi piace nella città che amo? Niente.
Ecco appunto.
Premetto subito però che non ho tradito affatto la mia Galway.
Lei è lassù...lassù in cima al mio indice di gradimento e di amore.
Lei non la tocca nessuno.
Però è anche vero che la vecchia Dirty Old Town ha sempre un suo indiscusso fascino.
Fascino ricco di profumi di birra, di alcool, di pavimenti di pub appiccicaticci, di musica a volte buona a volte rivoltante, di angoli bui in fondo ad un pub di quelli come solo ci sono qua da queste parti oppure di una coda in attesa di entrare al Cafè en Seine.
Via...una doccetta e via. Si parte.
Altro venerdì sera in giro..."a vivere"...a gustarmi questi ultimi momenti qua in Irlanda per questo turno...per questo giro.
Domani si rientra in Italia.
Dispiaciuto come sempre perchè lascio un qualcosa che amo.
Ma rientrerò in quel di Solvay con una consapevolezza ed un carico di positività da far paura.
E soprattutto rientrerò in Italia con un biglietto di ritorno qua in Irlanda già praticamente stampato. E non è poco.
Molto. Molto molto.
Se come ho sempre detto, la salute non ci mette lo zampino, penso proprio che potrò togliermi delle buone soddisfazioni.
Almeno lo spero.
Il mio cuore ci crede.
Vediamo.

Intanto un piccolo omaggio al Trap; ieri grazie a delle alte conoscenze nella Dublin che conta son riuscito ad intrufolarmi nella Concert Hall dell'RDS dove c'era la conferenza stampa di insediamento come nuovo C.T. dell'Eire.
Best of Luck Trap!



Slàn.