Ci sono tanti modi per rinascere, o meglio, "rinascere"... anche se la cultura indiana mi intriga non sono addentro a ste cose da caste et similia.
Appunto, tanti modi esistono per tornare, come dire, a vivere ancora, a riprendersi tra le mani la propria esistenza, i propri sogni, i propri affetti.
Ed io devo dire di averne provati due modi nel giro di meno di quattro-cinque giorni.
E solo dopo questi momenti si riesce a capire cosa avrebbe potuto dire perdere un qualcuno a cui si vuole bene oppure sapere di dover lasciar perdere per sempre le proprie ambizioni, i propri desideri e tutto il resto che ne consegue.
Irlanda, Dublin...mercoledì scorso. Partiamo da qua.
Mercoledì appunto era il giorno della partenza per la gita scolastica di mio fratello, delle sua e di un'altra classe alla volta di Dublin.
Lui non lo sapeva ma circa un mesetto fa, sapendo della sua gita mi ero prenotato un volo per salire insieme a loro, solo per un paio di giorni, non di più (all'epoca sapevo di essere impegnato il week-end...altro tasto dolente e situazione da rimuovere quanto prima, per la mia salute!!!) e così mercoledì accompagnandolo nella città di quel campanile venuto male e dove usano come intercalare "gaò", mi sono portato dietro la mia valigia; al momento di prendere la sua valigia non vi riesco a descrivere la faccia che ha fatto per la sorpresa di scoprire che sarei stato anche io parte della gita.
Piccole soddisfazioni...piccole gioie... un piccolo passo, il primo, per il desiderio che mi sono voluto augurare in questo 2008, ovvero riuscire a far conoscere alla mia famiglia quella terra che io amo alla follia.
Il primo, piccolo, mattoncino di questo sogno.
E non vi dico... non vi dico la mia gioia al momento dello sbarco in quel di Dublin.
Una sensazione fatta di ricordi, di memorie, momenti che nella mente erano ancora freschi dalla scorsa estate; ma in questa sensazione c'era ancora dell'altro.
Mischiati insieme, fusi, indefinibili tra loro c'erano la paura ed il terrore di scoprire che per qualche motivo il mio futuro, vuoi per il problemino di salute che ho avuto, vuoi per mancate opportunità, vuoi per qualsiasi altra ragione (ed io sono un mago nel trovarle e farmele attaccare al culo) non si potesse realizzare a breve o mai, ma anche la gioia, l'immensa gioia di essere di nuovo là.
Un segno, anche se piccolo e forse effimero, che in un qualche modo il periodo nero della malattia è, per ora, alle spalle.
Ecco...questo è stato per me, in un qualche modo rinascere. La prima volta in cinque giorni.
Scendere dall'aereo, sentire quel vento che arriva dall'ovest, a really strong westerly wind, quel vento che si affaccia sull'Irlanda delle parti di Galway, attraversa tutte le midlands e poi ricaricato come non mai spazza la capitale irlandese e tutto quello che si trova tra Dundalk e Wicklow. Fantastico.
Un vento che ti può tagliare le guance e ti può far lacrimare gli occhi da quanto è forte e teso e freddo. Ho detto può.
Perchè se ami quel paese non ti fa niente...ti accarezza e ti fa ri-sentire di nuovo a casa. E' quello che è successo a me.
E poi attraversare il nuovo terminal... minchia oh... ma quanto è lungo? quanto si deve camminare per uscire? ...arrivare poi al ritiro bagagli ed uscire da quella porta da cui lo scorsa estate vedevo arrivare centinaia di turisti che poi avrei scarrozzato in giro per Erin, salutandoli che l'acclamata e ben riuscita formula "Benvenuti in Irlanda, io sono Paolo, la vostra guida! Le toilette sono là in fondo sulla sinistra, ci vediamo non appena sarete arrivati tutti quanti di fronte al negozio della Vodafone. Di nuovo, benvenuti in Irlanda!!!.
Quanti sabato ho passato da quelle parti...
E poi risentire quell'accento, quelle facce... gli odori di onion rings ed altre amenità alimentari da fish&chips o peggio ancora...
Tutto come sempre. Come sempre.
Insomma ero alla fine di nuovo in Irlanda.
Se mi avreste chiesto quando pensavo di tornare su, fra lo scorso novembre e dicembre, beh, onestamente, avrei detto "forse mai".
Ed invece, c'ero. Ero là. Di nuovo, ancora.
Ero rinato.
Ed anche i giorni successivi sono stati una conferma... una piacevole conferma.
Ho fatto da guida al gruppo di mio fratello, a detta loro anche con buoni risultati (io non dico niente...chi si loda si imbroda), ho rivisto con grande, immenso, incredibile piacere il mitico Fabione che nel frattempo si è fatto un nuovo, incredibile appartamento. In affitto, ovvio. Ma è veramente un gran bell'appartamento.
Complimenti davvero Fabio, te l'ho detto e lo ripeto.
Cinque minuti a piedi da Temple Bar, duecento metri da Christ Church, ottanta, forse meno, dagli uffici di Abbey Tours.
Appunto... piccolo inciso...anche là ottime news.
Conferma per la prossima stagione e ci sarà qualcosa anche in aprile e maggio.
Poi da giugno si parte a fiamma... Alè.
Speriamo che la salute ci assista.
Fine dell'inciso. Era breve, no? Son di parola io. Si sa. Bah. Forse.
E poi le classiche bevute in centro, qualche pinta là, un altro paio là... cavolo quanto mi mancava quell'atmosfera. Mi mancava da morire.
E' stata breve... purtroppo.
Venerdì alle 23.30 ero di nuovo, in stra-orario, in quel di Pisa.
E poi via verso casa...con un sonno assurdo, la gioia di aver coronato un piccolo sogno e, lo ammetto, anche con una discreta fame.
Di solito però, quando si rinasce, bisogna morire prima...o no?
Chi è di voi che è espero in questo campo?
Io, come vi avevo anticipato, son rinato due volte in questi giorni.
Indi per cui dovevo per forza "morire".
Ecco, mi son sentito morire, venerdì notte, quando sono arrivato a casa, intorno a mezzanotte e mezzo l'una ed i miei genitori mi hanno detto che il nostro Duffy, il nostro canone, giusto quella stessa mattina, era scappato di casa.
Piccolo inciso: tutta colpa di una sola testa di cazzo, bastardo & figlio di buona donna che sta facendo dei lavori nell'appartamento accanto al mio e non ha voluto darmi retta nel mettere delle reti per non avere alcun problema con il cane.
Sarebbe stata una garanzia di sicurezza per noi e per i muratori che erano a lavoro.
Niente...non mi hanno voluto ascoltare. Ed il danno è arrivato.
Il problema è che questa persona è, purtroppo, uno di famiglia.
Ma io onestamente sento più "di famiglia" Duffy che non lui.
Ripeto, una miserabile testa di cazzo e persona che vale meno di zero.
Proprio non ha valore questa persona. E' più inutile dei disutili.
Che da qui in avanti non riceverà da parte mia nè il saluto nè qualsivoglia segno di amicizia.
Anzi, è già tanto che non l'ho preso tra le mani.
Mi arrabbio raramente. Ma quando lo faccio vi sconsiglio di trovarvi nei dintorni.
Insomma... potete capire come mi sentivo.
Ho passato la giornata di sabato e domenica a cercarlo per mari e monti, lungo la ferrovia e le strade di transito avendo paura di dover trovare un'amara sorpresa.
Ma in fondo, forse, sarebbe stato meglio rispetto al fatto di non sapere per sempre chi fine avesse fatto il mio amato Duffy.
Due giorni da incubo...da incubo.
Mi sentivo il cuore a pezzi...mi sentivo morire pian piano.
E con questo stato d'animo che montava non potevo far altro che perdere le poche speranze che ancora c'erano.
E pensavo che dovevo aggiornare la lista delle cose che potevano capitarmi...questa proprio sfuggiva anche alla mia pur fervida immaginazione.
Avevamo messo anche l'annuncio per ritrovarlo sul Tirreno, nell'edizione locale.
Buffo... tanto per confermare il fatto che ultimamente la dea della fortuna si è dimenticata di quelli che vivono al 26 di Via Berlinguer, il Tirreno aveva anche sbagliato il numero di telefono per contattarci.
La sera di domenica, così, tanto per provarle tutte mi ero messo a fare un volantino da attaccare in tutta Rosignano e Castiglioncello.
Ultimo, disperato tentativo.
Così ieri, alle 7.30 ho iniziato a fare il giro del Comune per mettere questi cartelli: sul mare, alle edicole, agli uffici postali, al mercato settimanale...ne ho messi una trentina, forse più.
Ma onestamente, dentro di me, non ero molto ottimista. Anzi.
E poi...e poi alle quindici e trenta di ieri una telefonata...un pescatore del porto Cala de' Medici di Rosignano... ha visto uno dei volantini messi proprio all'ingresso del porto... dice di aver visto la mattina, al rientro dalla pesca, un cane nero in mezzo agli scogli della diga, sotto la piattaforma degli elicotteri.
Mi dice potrebbe essere lui. Dice ogni tanto di riuscire a vederlo ancora.
Non faccio in tempo a rimettere giù, a mettermi le scarpe, prendere il guinzaglio e salire in macchina.
Non so quanto tempo c'ho messo... ma per arrivare al porto è stato più breve che bere un mezzo bicchiere d'acqua.
Arrivare là, parcheggiare, camminare fino alla diga e poi vedere Duffy che scattava fuori dagli scogli. E poi lui che mi saltava addosso.
Tutt'uno. Pochi secondi, tanti minuti. Non lo so quanto è durato tutto questo.
Avevo perso la cognizione del tempo e dello spazio.
Ma riabbracciare Duffy...ragazzi... una delle gioie più incredibili della mia vita.
Veramente.
All'inizio non ci credevo neanche io...non ci credevo.
Mi sembrava uno di quei tanti sogni che avevo fatto fra sabato e domenica notte in cui vedevo Duffy che tornava a casa e che si faceva fare di nuovo le coccole.
Mi sembrava un sogno. Ed invece era tutto vero. Tutto vero.
Duffy era tornato tra noi.
Tremava...tremava come una foglia.
L'ho abbracciato per qualche minuto. Poco o tanto tempo non lo so.
Non lo avrei più lasciato.
Ecco, quello è stato il momento in cui ho capito che non era un sogno.
Ed ho anche sentito quella strana sensazione in cui capisci di essere rinato.
Di nuovo.
Ragazzi, quanto è bello rinascere.
Ma da qui in avanti lo farò più di rado...almeno quello addetto a tutta sta faccenda si scorderà che si deve anche "rimorire" prima di poter provare quelle gioie.
Per la cronaca oggi ho realizzato il tempo di 47'44".
Sarà stata la gioia di ieri, o forse il bel ponente che spirava oggi e che faceva spruzzare il mare a forza7 fin sopra la passeggiata.
Chissà...
Slàn.
2 commenti:
Per la prima volta non trovo parole per commentare il post. Vuoi perchè parla di tanti argomenti, vuoi perchè è lungo e bisognerebbe "splittare" i commenti, ma soprattutto vuoi perchè è difficilissimo commentare qualcosa di così profondo ed intimo.
BRAVO!
Ne aspetto tanti altri così!
Un abbraccio!
A volte è veramente difficile far capire agli altri quello che si prova, quello che si sente.
Dirlo a parole, spesso, è praticamente impossibile, andiamo di fretta, siam sempre di corsa...ed i dieci minuti in cui vediamo qualcuno li occupiamo per parlare dell'ordinaria amministrazione.
Qua, quando posso e quando soprattutto il cuore ha da dire qualcosa, provo a buttar giù quelli che sono i miei pensieri, le mie emozioni.
Ma è sempre dura comunque riuscire a farlo.
Fa piacere che ogni tanto quelle che sono le mie emozioni, le mie vibrazioni del cuore e della mente riescano in qualche modo ad arrivare.
Grazie e te mitico pilone.
Un abbraccio.
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