L'altro giorno ho avuto il grande, immenso piacere di sentire per telefono il mitico Davide, che ogni tanto mi onora dei suoi preziosi ed affettuosi interventi su questo blog. Quindi in qualche modo lo conoscete un po' anche voi.
E abbiamo parlato, visto che anche lui viene da un periodo di recupero fisico, dei propri limiti, dei propri momenti in cui ci si misura per capire come stiamo fisicamente e sotto l'aspetto dell'umore e della psiche.
Ma non abbiamo parlato di questi limiti standard, quelli che siamo abituati a conoscere, sempre e comunque, che siamo abituati a misurare a "cose pari", cioè quando tutto va bene ed è ok.
No.
Abbiamo parlato di quei nuovi limiti personali che dobbiamo andare a scoprire e conquistare quando per un motivo o per un altro siamo costretti a ripartire da zero.
Ripartire da zero appunto.
Quando per uno come me, e chi mi conosce lo sa, anche se al primo sguardo non si direbbe, amante dello sport in tutte le sue sfumature, che per un disgraziato momento di debolezza del mio organismo, mi sono ritrovato a "ripartire da zero".
Che cosa vuol dire questo? ...direte voi...
Vuol dire che c'è stato un momento nelle settimane, nei mesi scorsi in cui rispondere al telefono era una paura più grande del dolore che provavo nel cuore (che era immenso) ed anche uscire per andare a comprare il pane o il giornale era una fatica ed uno sforzo fuori dalla mia portata.
Ecco, quello è stato il mio "momento zero".
E' un po' come quando, al vostro videogame preferito, avete tutta una serie di record (nel mio caso, una "vita normale") e d'un tratto dovete cancellare tutto.
Zac, un colpo di polpastrello e tutto quello che c'è stato prima non esiste più.
Via, da capo, si riparte da zero, nuovi scenari, nuovi orizzonti.
E allora si devono riprogrammare tante situazioni.
Ed i nuovi traguardi vanno rimessi a fuoco, ricalibrati. Ripensati.
E così, a quasi 27 anni ci si ritrova una domenica ad uscire per andare a comprare il pane ed il giornale, laggiù, in piazza, una distanza che per settimane sembrava infinita. Questo succedeva poco prima della fine dello scorso anno, giusto tre mesi fa.
E così, appena rientrato a casa, ci si ritrova, sempre a quasi 27 anni (oh, era la stessa giornata,ero solo invecchiato di qualche ora...) a piangere come un bambino per la contentezza di essere riusciti nell'impresa. Già, l'impresa.
Comprare il pane ed il giornale.
E mi ricorderò sempre quel giorno, una telefonata, con un'amica lontana.
Anche quella, un'altra impresa.
Ed ora, adesso, i nuovi limiti sono quasi tutti rimessi a fuoco, qualcuno è già stato raggiunto, come tornare a portare in giro dei gruppi dopo mesi.
Ed è andata bene.
Mercoledì farò un altro passo, tornerò su a Dublin.
Solo per due giorni, solo per una "boccata d'ossigeno", come qualcuno mi ha suggerito oggi (a proposito...non si commenta più il blog?).
Solo per sentirmi vivo, di nuovo, ancora.
Nuovi limiti... diciamo che sono sulla buona strada per provare a rimettere al loro posto tutti i miei "record".
Ma ogni giorno è una nuova scoperta del proprio corpo, della propria mente, che volente o nolente, alla fine, dallo scorso mese di novembre, sono cambiati. Ed anche tanto.
Dovrò solamente essere bravo abbastanza a far pendere dalla mia parte questa situazione, trovando la forza nel mio cuore, nella mia mente e nei miei pensieri sufficiente a farmi superare anche questa.
O affogavo o provavo a nuotare.
Io son del segno dei pesci...
Stamani mi sono messo a fare la lucertola sul mare... si stava proprio bene.
Con la faccia al sole, un leggero scirocco tiepido, seduto sul muretto vicino al fungo dei Canottieri, mi sono messo a guardare il mare "in scaduta" dopo la mareggiata di ieri...ed ho avuto modo di godermi un po' delle evoluzioni di alcuni surfisti che in attesa dell'onda giusta se ne stavano a mollo davanti al Lillatro con le loro tute nere a mo' di tante foche in attesa di chissà cosa.
Spettacolo buffo.
Questi quaranta minuti di "lucertolata" al solicchio mi hanno fatto venire in mente una malsana idea.
O meglio... una serie di malsane idee.
Tutta colpa dello scirocco forse.
Ve ne parlerò a breve.
Buona notte. A tutti.
Slàn.
4 commenti:
ECCOLO!
Eh sì, dopo certi "incidenti" tante cose cambiano: il tempo, la soglia del dolore, la voglia di fare e non fare certe cose, l'umore e i sentimenti ad esso legati. in una parola I LIMITI. Dopo questi eventi si ritorna ad apprezzare i dettagli e le "cose" semplici, perchè sono quelle che danno certezza e raramente cambiano, insomma sono dei punti di riferimento.
Non voglio (e non sono in grado) di filosofeggiare sui misteri e le sorprese della vita, ma credo che tutti, nel loro piccolo, si siano imbattuti in ostacoli, prove difficili ed esami. Quindi tutti, spero, capiscono quanto sia importante ridisegnare i propri limiti, riposizionarli nella propria testa e all'interno della propria vita. Priorità e precisione, ecco le parole chiave.
Non mollare! E' questo quello che noi ci aspettiamo: NON MOLLARE!
Un abbraccio
Grazie.
Grazie di cuore.
E' anche per questo che ho voluto dedicare il nome di questo piccolo blog agli amici.
Senza di voi sarei poco.
Slàn.
Leggere il tuo scritto di oggi mi ha emozionato e fatto riflettere,tanto,sono tanti aspetti!!
Scrivere su questo blog forse è l'unica porta che Paolino tiene veramente aperta,(visto che soprattutto in alcuni momenti non sei facilmente avvicinabile) e che fa scorgere l'interno della casa,quella casa che sta dentro di te,così bella e ricca di spazi che uno neanche si puo' immaginare.
Grazie per tutte le volte che mi dai la possibilità di entrare a vedere quelle "stanze" ed a scorgere quello che contengono!!
Buon compleanno di cuore e l'augurio più grande che ti facio è quello di riuscire comunque sia a realizzare la tua vita,nel migliore dei modi possibile!!
Ti voglio bene,
un abbraccio forte forte da un'amica
Sere
Sere...chiedo venia perchè non avevo letto in tempo...I beg a pardon!!!
Ti dico che quello che mi hai scritto mi ha fatto veramente emozionare.
E' vero, tante, forse troppe volte mi chiudo e non lascio entrare gli altri, i miei amici, nei miei pensieri, nelle mie emozioni.
Però..c'è un però.
Non è assolutamente un tipo di gesto con cui voglio fare del male o cosa agli altri.
E' solo il mio modo di essere...un po' da tartaruga, che si ritira quando si sente "in pericolo".
E per me forse, "il pericolo" è mettere in piazza pensieri e sensazioni che vorrei vivere solo in me stesso.
Forse, dico forse perchè in realtà non lo so neanche io il motivo per cui faccio così.
So solo che mi viene naturale...così...d'istinto.
Non ci penso neanche sopra...
E se per caso questo mio modo di fare può far dispiacere qualcuno...beh,me ne dispiaccio onestamente.
Ma in fin dei conti Paolino è questo...è il pacchetto completo...con i suoi lati bui ed un po' meno cupi.
Certo però che quello che hai scritto Sere è veramente bello.
Ti ringrazio di cuore.
Veramente.
Slàn.
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