Strani giorni gli ultimi giorni.
Strani giorni per eventi, situazioni, richiami, "strane resurrezioni"... di tutto un po' insomma.
Non saprei onestamente da dove iniziare...forse per riprendere un po' le fila di tutto quanto sopra potrei utilizzare un termine che almeno per me è di chiaro significato; posso però capire che per chi si ha di fronte, in risposta a determinate domande può assumere tutto un'altro valore.
Rullo di tamburi...il termine è... "spiazzato".
Si, proprio spiazzato.
Spiazzato perchè è come se tutto d'un tratto ti mancasse il terreno sotto ai piedi, ovvero certezze acquisite o forse mai capite fino in fondo prendono d'un tratto un'altra via, un altro significato e soprattutto altri valori.
A volte bum...ti si può squarciare il sipario ed allora si inizia a vedere tutto in altro modo.
Che modo sia è ancora tutto da capire.
E poi ci si mettono anche "vecchie conoscenze" che puff, di punto in bianco si fanno vive..o meglio...si son fatte vive anche in passato ma per varie ragioni non c'era stato un contatto; una telefonata di quasi un'ora alla mezzanotte per toccare il cuore nelle sue corde più nascoste e forse anche un po' atrofizzate negli ultimi tempi.
Dite che è un segno buono o cattivo avere nella mente, nei sogni, quella faccia, quel volto di cui sopra per tutta una notte?
Nei sogni...ed anche negli occhi quando il sonno non voleva arrivare stanotte.
Aut! Aut! Paolo; piedi di piombo.
Da qui in poi ti dovranno chiamare "Paolino Piedi di Piombo".
Cercherò le mie risposte a tutto questo nella tauromachia... domattina alle sei partenza per la Provenza e la Camargue.
Il bel tempo dovrebbe esserci...speriamo che qualche lunga camminata sulla spiaggia al chiaro di luna possa riuscire a portare un po' di luce in una mente al momento leggerissimamente annebbiata.
A venerdì notte/sabato mattina.
Slàn.
Do we really need a mirror to understand ourselves? Parole scritte in fretta...pensieri che corrono ancora più veloci. Fermatevi... fermatevi un attimo voi viaggiatori moderni. Prestate un attimo di attenzione, vogliate donarmi un breve attimo delle vostra esistenza. In cambio chiedo solo... sincerità. Vi sembra molto? Troppo? Di questi tempi...sì, avete ragione.
lunedì 31 marzo 2008
sabato 29 marzo 2008
Grazie al cielo
Grazie al cielo...un modo di dire molto comune e che per diverse persone assume significati molto alti ed intensi. Non per me purtroppo.
Io a questa frase associo un significato molto terreno...anche se parliamo comunque di volta celeste e di conseguenza di cose non proprio rasoterra.
Dicevo appunto del mio significato, del mio personalissimo "interpretare" il cielo, quello che comunica e che mi fa sentire.
Stamani appunto mi vien da dire "grazie al cielo".
Grazie al cielo perchè a volta basta poco (ed a me ancora meno), veramente poco per farsi disegnare un cuore sul volto da parte del cuore.
Basta poco...bastano due passi sul mare in una mattina di marzo...basta una leggera brezzettina a soffiarti sulla pelle del volto...e basta guardare verso l'alto...verso un cielo azzurro come non mai ed alle sue piccole nuvole che corrono veloci bianche, soffici e che regalano giochi di luce ed ombra sul pelo dell'acqua che sembra un immenso telo turchese maculato.
Un cielo carico di luce, positività, energia...un cielo carico di gioia di vivere.
Che si può chiedere di più dalla vita?
Datemi un giorno come questo, datemi della buona musica da tenere ad un volume giusto, datemi pure un Lucano (meglio però un buon bicchiere di Lucestraia a quest'ora) e sarò l'uomo più felice di questo mondo.
Con un piccola vena di malinconia visto che non posso condividere questi momenti con chi il mio cuore desidera...ma comunque positivo al punto giusto.
Se potrebbe fà mejo...ma se dovemo d'accontentà.
Slàn.
Io a questa frase associo un significato molto terreno...anche se parliamo comunque di volta celeste e di conseguenza di cose non proprio rasoterra.
Dicevo appunto del mio significato, del mio personalissimo "interpretare" il cielo, quello che comunica e che mi fa sentire.
Stamani appunto mi vien da dire "grazie al cielo".
Grazie al cielo perchè a volta basta poco (ed a me ancora meno), veramente poco per farsi disegnare un cuore sul volto da parte del cuore.
Basta poco...bastano due passi sul mare in una mattina di marzo...basta una leggera brezzettina a soffiarti sulla pelle del volto...e basta guardare verso l'alto...verso un cielo azzurro come non mai ed alle sue piccole nuvole che corrono veloci bianche, soffici e che regalano giochi di luce ed ombra sul pelo dell'acqua che sembra un immenso telo turchese maculato.
Un cielo carico di luce, positività, energia...un cielo carico di gioia di vivere.
Che si può chiedere di più dalla vita?
Datemi un giorno come questo, datemi della buona musica da tenere ad un volume giusto, datemi pure un Lucano (meglio però un buon bicchiere di Lucestraia a quest'ora) e sarò l'uomo più felice di questo mondo.
Con un piccola vena di malinconia visto che non posso condividere questi momenti con chi il mio cuore desidera...ma comunque positivo al punto giusto.
Se potrebbe fà mejo...ma se dovemo d'accontentà.
Slàn.
giovedì 27 marzo 2008
E' giovedì e quindi...
...è tempo di incazzature.
No no...tranquilli...niente di che.
E' solo che stasera, come ogni giovedì, ci saranno intorno alle 21 quei 7-8 minuti di giornalismo di qualità che rispondono al nome di Marco Travaglio.
Chissà quali "simpatiche" novità renderà di pubblico dominio questo Giornalista con la G maiuscola che non si mette prono di fronte al politico o al lobbista di turno.
Chissà.
Ma oggi, come avevo anticipato qualche giorno fa, vi voglio rubare qualche minuto.
Diciamo intorno ai 20 minuti, il tempo totale di questi tre video di Beppe Grillo ad Anno Zero.
Ragazzi vi dico...si rimane senza parole.
Senza parole.
Considerato che la classe politica e dirigente ci ha rubato, ci ruba e ci ruberà (se non saremo in grado di cambiare registro) il nostro futuro e la nostra esistenza, io e Beppe ve ne rubiamo una ventina.
Solamente una ventina; ma che in una qualche maniera spero vi aiutino a capire a chi stiamo per dare in mano il nostro paese, il nostro futuro...
Psiconano? Topo Gigio? No grazie.
Io non ci sarò il 25 in Italia; ma chi può...vada!!!

Slàn.
No no...tranquilli...niente di che.
E' solo che stasera, come ogni giovedì, ci saranno intorno alle 21 quei 7-8 minuti di giornalismo di qualità che rispondono al nome di Marco Travaglio.
Chissà quali "simpatiche" novità renderà di pubblico dominio questo Giornalista con la G maiuscola che non si mette prono di fronte al politico o al lobbista di turno.
Chissà.
Ma oggi, come avevo anticipato qualche giorno fa, vi voglio rubare qualche minuto.
Diciamo intorno ai 20 minuti, il tempo totale di questi tre video di Beppe Grillo ad Anno Zero.
Ragazzi vi dico...si rimane senza parole.
Senza parole.
Considerato che la classe politica e dirigente ci ha rubato, ci ruba e ci ruberà (se non saremo in grado di cambiare registro) il nostro futuro e la nostra esistenza, io e Beppe ve ne rubiamo una ventina.
Solamente una ventina; ma che in una qualche maniera spero vi aiutino a capire a chi stiamo per dare in mano il nostro paese, il nostro futuro...
Psiconano? Topo Gigio? No grazie.
Io non ci sarò il 25 in Italia; ma chi può...vada!!!
Slàn.
martedì 25 marzo 2008
Distanze
Qualche anno fa, e mi ricorderò per sempre quel momento...ho in mente, nella mia mente quel preciso istante in cui squillò il mio cellulare per un messaggio in entrata.
Aprii il telefono...vidi il nome della persona che me lo inviò...una cara persona, una carissima ragazza...direi senza dubbio speciale (e questo me lo dice il cuore...ed il cuore raramente sbaglia, vero?)... e già al solo leggere il suo nome come mittente di quel messaggio mi venne di sorridere, così...perchè il solo pensiero del sorriso e degli occhi di questa ragazza cresciuta in un angolo di mondo che io considero semplicemente uno spicchio di paradiso mi hanno sempre messo una grande positività e gioia addosso.
C'erano solo quattro parole. Secche. Ed un punto interrogativo.
Parole che da quel momento mi sono rimbalzate spesso in testa...in varie occasioni, in vari momenti.
Oserei quasi dire che da quel momento è diventato forse un tormentone della mia vita.
Sia per quei vari momenti di cui sopra...ma soprattutto se il riferimento va, come accadde quella sera e come spesso accade nei miei pensieri, a lei.
C'era scritto in quel massaggio...
"Perchè esistono le distanze?"
Già... perchè?
Ancora non me lo riesco a spiegare....ma già non mi riesco a spiegare e non mi do pace nel chiedermi perchè ci sono...perchè fisicamente, realmente esistono queste stramaledette distanze.
Ma il dubbio più atroce, lacerante e annientante è quello che riguarda il fatto per cui spesso e volentieri andiamo a trovare certe cose, magari quelle che da sempre abbiamo cercato di scovare nelle persone di fianco a noi... perchè?
Perchè ci puniamo così, deliberatamente?
E' il destino che ci porta là?
E' il nostro eterno peregrinare alla ricerca di un qualcosa di bello ed appagante per il nostro cuore?
Distanze...maledette distanze.
Una distanza materiale non potrà mai separarci davvero dagli amici.
Se anche solo desideri essere accanto a qualcuno che ami, ci sei già.
Richard Bach
Più leggo e rileggo questa frase...e più mi tocca il cuore.
E' una verità..una bellissima, splendida verità ma è anche un'amara verità.
La mente umana, la mia mente in questo caso è un aiuto.
Ma il cuore reclama qualcosa di diverso.
Slàn.
Aprii il telefono...vidi il nome della persona che me lo inviò...una cara persona, una carissima ragazza...direi senza dubbio speciale (e questo me lo dice il cuore...ed il cuore raramente sbaglia, vero?)... e già al solo leggere il suo nome come mittente di quel messaggio mi venne di sorridere, così...perchè il solo pensiero del sorriso e degli occhi di questa ragazza cresciuta in un angolo di mondo che io considero semplicemente uno spicchio di paradiso mi hanno sempre messo una grande positività e gioia addosso.
C'erano solo quattro parole. Secche. Ed un punto interrogativo.
Parole che da quel momento mi sono rimbalzate spesso in testa...in varie occasioni, in vari momenti.
Oserei quasi dire che da quel momento è diventato forse un tormentone della mia vita.
Sia per quei vari momenti di cui sopra...ma soprattutto se il riferimento va, come accadde quella sera e come spesso accade nei miei pensieri, a lei.
C'era scritto in quel massaggio...
"Perchè esistono le distanze?"
Già... perchè?
Ancora non me lo riesco a spiegare....ma già non mi riesco a spiegare e non mi do pace nel chiedermi perchè ci sono...perchè fisicamente, realmente esistono queste stramaledette distanze.
Ma il dubbio più atroce, lacerante e annientante è quello che riguarda il fatto per cui spesso e volentieri andiamo a trovare certe cose, magari quelle che da sempre abbiamo cercato di scovare nelle persone di fianco a noi... perchè?
Perchè ci puniamo così, deliberatamente?
E' il destino che ci porta là?
E' il nostro eterno peregrinare alla ricerca di un qualcosa di bello ed appagante per il nostro cuore?
Distanze...maledette distanze.
Una distanza materiale non potrà mai separarci davvero dagli amici.
Se anche solo desideri essere accanto a qualcuno che ami, ci sei già.
Richard Bach
Più leggo e rileggo questa frase...e più mi tocca il cuore.
E' una verità..una bellissima, splendida verità ma è anche un'amara verità.
La mente umana, la mia mente in questo caso è un aiuto.
Ma il cuore reclama qualcosa di diverso.
Slàn.
domenica 23 marzo 2008
Mary
Non so se capita anche voi...
Riminiscenze d'infanzia...ricordi...sensazioni.
Ecco quello che mi capita spesso e volentieri quando in tv vedo un film che avevo visto da piccolo, o in casa rivedo la copertina di un libro che ho letto quando andavo alle elementari (su tutti i libri di Jules Verne e Gianburrasca)...
Ritorno bambino.
E allora, quando come stasera danno un film che ho visto decine e decine di volte, ultimamente anche in ligua originale, mi metto lì e me lo godo tutto, in religioso silenzio, sulla poltrona in salotto.
E pagherei qualunque cifra per avere la possibilità di vedere la faccia da ebete, la mia faccia da ebete mentre mi guardo ogni singola scena della mitica Mary Poppins.
Tra le mie scene preferite, così, in ordine sparso...l'arrivo di Mary, la danza degli spazzacamini e il capitano che segna le ore con il colpo di cannone.
Ammetto di essere profondamente innamorato di Mary Poppins.
Forse il film preferito di Paolino. Paolino il bambino.
Di 27 anni.
Slàn.
Riminiscenze d'infanzia...ricordi...sensazioni.
Ecco quello che mi capita spesso e volentieri quando in tv vedo un film che avevo visto da piccolo, o in casa rivedo la copertina di un libro che ho letto quando andavo alle elementari (su tutti i libri di Jules Verne e Gianburrasca)...
Ritorno bambino.
E allora, quando come stasera danno un film che ho visto decine e decine di volte, ultimamente anche in ligua originale, mi metto lì e me lo godo tutto, in religioso silenzio, sulla poltrona in salotto.
E pagherei qualunque cifra per avere la possibilità di vedere la faccia da ebete, la mia faccia da ebete mentre mi guardo ogni singola scena della mitica Mary Poppins.
Tra le mie scene preferite, così, in ordine sparso...l'arrivo di Mary, la danza degli spazzacamini e il capitano che segna le ore con il colpo di cannone.
Ammetto di essere profondamente innamorato di Mary Poppins.
Forse il film preferito di Paolino. Paolino il bambino.
Di 27 anni.
Slàn.
venerdì 21 marzo 2008
...mare...
Avete mai pensato a quanto può arrivare ad essere profondo il mare?
Profondo, scuro, avvolgente, incupito, soffocante...e più che scendi giù, più ti accorgi di quanto ti allontani dal pelo dell'acqua, dalla luce, dal sole, dal tepore, dalla bellezza di una semplice giornata limpida e tersa.
Giù...pian piano...come un sasso scagliato da qualcuno che si vuole liberare di un peso, di un qualcosa che dà fastidio... giù, piano piano.
E più il sasso viene scagliato lontano, più si è sicuri che il mare in quel punto sarà profondo...scuro, avvolgente, incupito, soffocante.
Mare...mare mio... quanto mi piaci...quanto ho bisogno di sentirti incazzato, vivo, spumeggiante, brioso... sotto un vento dell'ovest ti increspi e ti gonfi come un cuore che vuole battere sempre più forte.
Non c'è niente che riesca a fermarti...niente in natura che possa dire io ti fermo, io ti arresto...io ti placo. Niente.
Questo mi piace di te... questo mi fa dire che non potrei vivere senza mare a portata di sguardo... non ci riuscirei. Mai.
Ah...quanto ti adoro... e lo sai perchè?
Perchè in fin dei conti assomigli come una goccia d'acqua salmastra alla mie mente, ai miei pensieri, al mio "io".
Siete propri uguali... riuscite a far sprofondare in egual misura verso il buio, verso il nero, verso il freddo ogni cosa, ogni pensiero, oggetto o persona (o meglio...il suo pensiero) con una velocità e facilità impressionante.
Riuscite a farvi, a farmi sentire vivo solo quando vi incazzate con passione, con ardore, con quel cipiglio tipico di chi vuole sentirsi vivo a tutti i costi..."costi" compresi quelli che ricadono sotto la voce sofferenza, dolore e speranze dissolte.
Mare...amico mio...ti chiedo solo un aiuto, un piccolo sostegno. Puoi?
Ecco...insegna al mio "io", alla mia mente, al mio essere ad essere coraggioso come te, forte, deciso, impetuoso quando serve...con quella decisione che a volte latita dalle mie parti.
Deciso, coraggioso come quando ti infrangi, ti sbatti contro uno scoglio, una pietra...che sembra star lì ferma ed immobile, impassibile...ma che sa benissimo che piano piano quell'onda, quelle piccole particelle d'acqua e sale, messe tutte insieme e mosse all'unisono da un vento teso e forte dell'ovest, la ridurranno in polvere.
Piano piano... senza fretta.
Con la consapevolezza che alla fine il risultato arriverà.
Slàn.
Profondo, scuro, avvolgente, incupito, soffocante...e più che scendi giù, più ti accorgi di quanto ti allontani dal pelo dell'acqua, dalla luce, dal sole, dal tepore, dalla bellezza di una semplice giornata limpida e tersa.
Giù...pian piano...come un sasso scagliato da qualcuno che si vuole liberare di un peso, di un qualcosa che dà fastidio... giù, piano piano.
E più il sasso viene scagliato lontano, più si è sicuri che il mare in quel punto sarà profondo...scuro, avvolgente, incupito, soffocante.
Mare...mare mio... quanto mi piaci...quanto ho bisogno di sentirti incazzato, vivo, spumeggiante, brioso... sotto un vento dell'ovest ti increspi e ti gonfi come un cuore che vuole battere sempre più forte.
Non c'è niente che riesca a fermarti...niente in natura che possa dire io ti fermo, io ti arresto...io ti placo. Niente.
Questo mi piace di te... questo mi fa dire che non potrei vivere senza mare a portata di sguardo... non ci riuscirei. Mai.
Ah...quanto ti adoro... e lo sai perchè?
Perchè in fin dei conti assomigli come una goccia d'acqua salmastra alla mie mente, ai miei pensieri, al mio "io".
Siete propri uguali... riuscite a far sprofondare in egual misura verso il buio, verso il nero, verso il freddo ogni cosa, ogni pensiero, oggetto o persona (o meglio...il suo pensiero) con una velocità e facilità impressionante.
Riuscite a farvi, a farmi sentire vivo solo quando vi incazzate con passione, con ardore, con quel cipiglio tipico di chi vuole sentirsi vivo a tutti i costi..."costi" compresi quelli che ricadono sotto la voce sofferenza, dolore e speranze dissolte.
Mare...amico mio...ti chiedo solo un aiuto, un piccolo sostegno. Puoi?
Ecco...insegna al mio "io", alla mia mente, al mio essere ad essere coraggioso come te, forte, deciso, impetuoso quando serve...con quella decisione che a volte latita dalle mie parti.
Deciso, coraggioso come quando ti infrangi, ti sbatti contro uno scoglio, una pietra...che sembra star lì ferma ed immobile, impassibile...ma che sa benissimo che piano piano quell'onda, quelle piccole particelle d'acqua e sale, messe tutte insieme e mosse all'unisono da un vento teso e forte dell'ovest, la ridurranno in polvere.
Piano piano... senza fretta.
Con la consapevolezza che alla fine il risultato arriverà.
Slàn.
giovedì 20 marzo 2008
(Mal)PENSAnti
Oggi cari amici è giovedì.
Gran giorno. Senza dubbio. Senza alcun dubbio.
Al giovedì sera, su RAI2 c'è una trasmissione molto carina...mooolto ma molto carina oserei asserire.
E' AnnoZero, di Santoro.
Premessa. Doverosa e credo condivisa un po' da tutti.
Santoro in se e per è mediamente di parte, fazioso. Alle volte.
Alle volte però non va oltre alla semplice cronaca dei fatti e spesso e volentieri questa cosa qua dà molto fastidio ai politici ed agli ospiti di turno.
Chissà perchè...
E questo succede a tutti...indistintamente a tutti quelli proveniente da ogni angolo dell'arco parlamentare.
Però il punto forte di questa trasmissione è l'intervento in apertura di un certo Marco Travaglio.
Guarderei solamente quei 7-8 minuti...sarebbero più che sufficienti.
Travaglio, come ho avuto modo di dire qualche settimana fa, è l'unico Giornalista (o almeno, uno dei pochi, pochissimi) che fa il suo lavoro come si deve.
Senza chinarsi prono al politico di turno o alla lobby del momento.
Ma la cosa più buffa è che in ogni suo intervento porta alla luce dei fatti, e ripeto, solo i FATTI delle vicende che al momento sono sulla cresta dell'onda della cronaca nostrana.
E chi di volta in volta si trova in mezzo a questi fatti...beh...ha anche il coraggio di ribattere e far credere che Travaglio dica il falso.
Beh, in effetti se il top del giornalismo italiano è considerato baciapile-Vespa seguito a ruota da servodelnano-Mentana...beh... se avete un attimo di amor proprio capite bene che siamo messi male.
Molto male.
Da qualche settimana si sta parlando della questione Alitalia...
Situazione secondo me emblematica del prendere-per-il-culo-il-prossimo classica della gestione italiana di aziende di stato et simili.
Tanto per farvi un esempio...cosa sentita giusto giusto stamattina a La7, Omnibus (la buona tv si trova con il lanternino...); si parlava del fatto che AirFrance al momento, nel suo possibile (e comunque discutibile eh...) piano di rilancio, parlava di diversi tagli al personale.
Tutti tutti i torti non li hanno. Però ripeto, son cose da rivedere...
Però... Alitalia Cargo, ramo della compagnia... ha meno di 10 aereomobili per fare questi servizi cargo per il mondo... sapete quanti piloti sono a libro paga per questo ramo d'azienda?
Sparate... sparate...che tanto rimanete bassi lo stesso. Centotrentotto.
Se non vi sembrano sprechi questi...
Ma tanto siamo in Itlia...l'azienda è italiana... s'aumenta un po' le tasse ed il gioco è fatto. O meglio...il gioco della rava (qualcuno scommetto conosce...) è servito e noi cittadini stiamo sotto...
Guardate un po' che belle storielline ci sono dietro Alitalia & Malpensa...
Sentite... ascoltate Travaglio...
Siamo un paese messo molto ma molto male....
Slàn.
Gran giorno. Senza dubbio. Senza alcun dubbio.
Al giovedì sera, su RAI2 c'è una trasmissione molto carina...mooolto ma molto carina oserei asserire.
E' AnnoZero, di Santoro.
Premessa. Doverosa e credo condivisa un po' da tutti.
Santoro in se e per è mediamente di parte, fazioso. Alle volte.
Alle volte però non va oltre alla semplice cronaca dei fatti e spesso e volentieri questa cosa qua dà molto fastidio ai politici ed agli ospiti di turno.
Chissà perchè...
E questo succede a tutti...indistintamente a tutti quelli proveniente da ogni angolo dell'arco parlamentare.
Però il punto forte di questa trasmissione è l'intervento in apertura di un certo Marco Travaglio.
Guarderei solamente quei 7-8 minuti...sarebbero più che sufficienti.
Travaglio, come ho avuto modo di dire qualche settimana fa, è l'unico Giornalista (o almeno, uno dei pochi, pochissimi) che fa il suo lavoro come si deve.
Senza chinarsi prono al politico di turno o alla lobby del momento.
Ma la cosa più buffa è che in ogni suo intervento porta alla luce dei fatti, e ripeto, solo i FATTI delle vicende che al momento sono sulla cresta dell'onda della cronaca nostrana.
E chi di volta in volta si trova in mezzo a questi fatti...beh...ha anche il coraggio di ribattere e far credere che Travaglio dica il falso.
Beh, in effetti se il top del giornalismo italiano è considerato baciapile-Vespa seguito a ruota da servodelnano-Mentana...beh... se avete un attimo di amor proprio capite bene che siamo messi male.
Molto male.
Da qualche settimana si sta parlando della questione Alitalia...
Situazione secondo me emblematica del prendere-per-il-culo-il-prossimo classica della gestione italiana di aziende di stato et simili.
Tanto per farvi un esempio...cosa sentita giusto giusto stamattina a La7, Omnibus (la buona tv si trova con il lanternino...); si parlava del fatto che AirFrance al momento, nel suo possibile (e comunque discutibile eh...) piano di rilancio, parlava di diversi tagli al personale.
Tutti tutti i torti non li hanno. Però ripeto, son cose da rivedere...
Però... Alitalia Cargo, ramo della compagnia... ha meno di 10 aereomobili per fare questi servizi cargo per il mondo... sapete quanti piloti sono a libro paga per questo ramo d'azienda?
Sparate... sparate...che tanto rimanete bassi lo stesso. Centotrentotto.
Se non vi sembrano sprechi questi...
Ma tanto siamo in Itlia...l'azienda è italiana... s'aumenta un po' le tasse ed il gioco è fatto. O meglio...il gioco della rava (qualcuno scommetto conosce...) è servito e noi cittadini stiamo sotto...
Guardate un po' che belle storielline ci sono dietro Alitalia & Malpensa...
Sentite... ascoltate Travaglio...
Siamo un paese messo molto ma molto male....
Slàn.
mercoledì 19 marzo 2008
Ebbro
Lo so...lo so... lo ammetto.
In tanti me lo hanno detto e devo dire che mi ci ritrovo.
In che cosa? Beh, facile dai... nella definizione di "aforista":
"scrittore che con una manciata di parole
vuole far concorrenza a un libro intero,
e con un piccolo libro a una biblioteca."
Julien De Valckenaere.
Ecco...aforisticamente parlando questa è la definizione più carina che ho trovato a tal proposito.
Però nel mio caso questa definizione mi è stata attribuita per il semplice fatto che spesso e volentieri faccio un uso indiscriminato di aforismi et similia.
oh...che ci volete fare... spesso e volentieri in poche parole sono racchiusi dei significati e dei concetti che spesso e volentieri (...e 3!!!) richiederebbero paginate e paginate di mie parole.
Ve ne avete per caso a male se ogni tanto uso ste cose?
Ieri sera mi è ricapitata sotto mano una frase che proprio ieri mi risuonava nella mente...me l'ero appuntata qualche anno fa e mi piacque un sacco.
Veramente tanto.
Stride un po' con quello di cui avevo parlato ieri...però in fin dei conti penso che sia proprio per quello che continuava a ronzarmi nella mente... proprio perchè a certe parole io davo e dò tutt'ora un'altro significato, un'altra lettura.
Ecco a voi...anche se penso sia un detto o comunque un concetto ben conosciuto.
"Quello che sta nel cuore del sobrio è sulla lingua dell'ubriaco."
Plutarco
Ecco...non l'avevo inserito nella mia wishlist ma...per dirvela tutta... sogno e desidero proprio di ubriacarmi d'amore e di passione al più presto.
Ho sete d'affetto.
Slàn.
In tanti me lo hanno detto e devo dire che mi ci ritrovo.
In che cosa? Beh, facile dai... nella definizione di "aforista":
"scrittore che con una manciata di parole
vuole far concorrenza a un libro intero,
e con un piccolo libro a una biblioteca."
Julien De Valckenaere.
Ecco...aforisticamente parlando questa è la definizione più carina che ho trovato a tal proposito.
Però nel mio caso questa definizione mi è stata attribuita per il semplice fatto che spesso e volentieri faccio un uso indiscriminato di aforismi et similia.
oh...che ci volete fare... spesso e volentieri in poche parole sono racchiusi dei significati e dei concetti che spesso e volentieri (...e 3!!!) richiederebbero paginate e paginate di mie parole.
Ve ne avete per caso a male se ogni tanto uso ste cose?
Ieri sera mi è ricapitata sotto mano una frase che proprio ieri mi risuonava nella mente...me l'ero appuntata qualche anno fa e mi piacque un sacco.
Veramente tanto.
Stride un po' con quello di cui avevo parlato ieri...però in fin dei conti penso che sia proprio per quello che continuava a ronzarmi nella mente... proprio perchè a certe parole io davo e dò tutt'ora un'altro significato, un'altra lettura.
Ecco a voi...anche se penso sia un detto o comunque un concetto ben conosciuto.
"Quello che sta nel cuore del sobrio è sulla lingua dell'ubriaco."
Plutarco
Ecco...non l'avevo inserito nella mia wishlist ma...per dirvela tutta... sogno e desidero proprio di ubriacarmi d'amore e di passione al più presto.
Ho sete d'affetto.
Slàn.
martedì 18 marzo 2008
Never Ever...
...Drink & Drive.
Così dicono in Irlanda nelle campagne radio e tv per dissuadere soprattutto i giovani dal bere alcolici e poi mettersi alla guida di un'auto o di un qualunque altro mezzo, anche a due ruote.
Ieri come avevo scritto nel post era St. Patrick's...Festa d'Irlanda e degli Irlandesi sparsi un po' ovunque nel mondo.
Fino a qualche decennio fa i giovani fuggivano dall'Irlanda perchè era un paese senza futuro...al giorno d'oggi i giovani Irlandesi che se ne vanno all'estero lo fanno magari per una vacanza o per andare a trovare degli amici o parenti fuori dai confini di Erin.
Anche Mary Clare, 29 anni e Elizabeth Anne, 28 anni, entrambe della Contea di Limerick avevano deciso di passare in vacanza la festa nazionale, St. Pat's appunto.
Avevano scelto Roma, insieme ad altri amici, per passare qualche giorno di vacanza, di divertimento.
Chissà, forse era anche la prima volta che venivano in Italia.
Chissà... già. Perchè non glielo potremo chiedere se era la prima volta che visitavano Roma.
Ed i loro genitori, amici o parenti non potranno neanche chiedergli se alla fine la vacanza romana è stata una bella esperienza oppure no.
No potranno più chiederglielo.
Perchè ieri notte mentre tornavano in hotel insieme ai loro amici dopo i festeggiamenti per quella che per ogni irlandese è la Festa, al momento di attraversare sulle strisce pedonali sono state falciate ed ucciso da un comune bastardo che era alla guida con un tasso alcolemico quattro volte e mezzo superiore al limite consentito.
Bastardo e figlio di puttana è l'unica definizione che mi viene in mente per una persona così.
Come quelli delle stragi di Fiumicino ad esempio e di tante altre che si sentono sui giornali o alla tv quasi quotidianamente.
Non c'è altra definizione.
E sto qua oggi non era neanche in carcere...è ai domiciliari, gli toglieranno qualche punto dalla patente e fra qualche mese sarà di nuovo in giro a far danni.
Vi sembra giusto?
Io non commento.
Ma la cosa che mi fa più schifo di questo paese e di tutta la sua "casta" dell'informazione è "il come" è stata trattata la notizia.
Non so se vi ricordate di tale Ametovic, rom che uccise dei poveri ragazzi mentre guidava ubriaco ed addirittura senza patente.
Ecco...ci fu una sollevazione popolare...qualcosa di più anche... gente indignata (vi ricordo che in Italia non si fanno scioperi e manifestazioni...ma si scende in piazza a Roma se per caso la Figc vuole far retrocedere in Serie B il Catania...ancora...no comment), minacce e tutto il resto.
Solo perchè questo era un rom.
Siccome quello di ieri sera, il bastardo di ieri sera è italiano, figlio (oltre che di puttana) anche di un ufficiale delle Polizia Municipale, beh... sì insomma... che questo qua sia libero in pratica e non si stato messo in galera non importa a nessuno.
Peggio che mai visto che comunque le vittime sono straniere... se erano italiane invece, magari giovani... forse un po' di più la notizia avrebbe fatto appunto "notizia".
Ma siccome siamo un paese fondamentalmente razzista non è successo.
Magari fra un po' verrà fuori che erano le ragazze ubriache che si sono buttate sotto la macchina che passava lì di fronte.
Senza parole.
Vi lascio ad un video un po' particolare.
Se siete suscettibili e la visione di scene crude e drammatiche vi da fastidio, non lo guardate.
E' da bollino rosso.
Ma neanche poi tanto...in Italia un video così non si potrebbe far girare in tv...metterebbe in soggezione i ragazzi...troppo crude e violente queste immagini...
Ma dove???
Farebbero dimorto ma dimorto bene.
Forse... ahimè.
E' comunque la campagna irlandese contro il "Drink & Drive".
Fa riflettere e molto anche.
Mary Clare e Elizabeth Anne...may you rest in peace.
Slàn.
Così dicono in Irlanda nelle campagne radio e tv per dissuadere soprattutto i giovani dal bere alcolici e poi mettersi alla guida di un'auto o di un qualunque altro mezzo, anche a due ruote.
Ieri come avevo scritto nel post era St. Patrick's...Festa d'Irlanda e degli Irlandesi sparsi un po' ovunque nel mondo.
Fino a qualche decennio fa i giovani fuggivano dall'Irlanda perchè era un paese senza futuro...al giorno d'oggi i giovani Irlandesi che se ne vanno all'estero lo fanno magari per una vacanza o per andare a trovare degli amici o parenti fuori dai confini di Erin.
Anche Mary Clare, 29 anni e Elizabeth Anne, 28 anni, entrambe della Contea di Limerick avevano deciso di passare in vacanza la festa nazionale, St. Pat's appunto.
Avevano scelto Roma, insieme ad altri amici, per passare qualche giorno di vacanza, di divertimento.
Chissà, forse era anche la prima volta che venivano in Italia.
Chissà... già. Perchè non glielo potremo chiedere se era la prima volta che visitavano Roma.
Ed i loro genitori, amici o parenti non potranno neanche chiedergli se alla fine la vacanza romana è stata una bella esperienza oppure no.
No potranno più chiederglielo.
Perchè ieri notte mentre tornavano in hotel insieme ai loro amici dopo i festeggiamenti per quella che per ogni irlandese è la Festa, al momento di attraversare sulle strisce pedonali sono state falciate ed ucciso da un comune bastardo che era alla guida con un tasso alcolemico quattro volte e mezzo superiore al limite consentito.
Bastardo e figlio di puttana è l'unica definizione che mi viene in mente per una persona così.
Come quelli delle stragi di Fiumicino ad esempio e di tante altre che si sentono sui giornali o alla tv quasi quotidianamente.
Non c'è altra definizione.
E sto qua oggi non era neanche in carcere...è ai domiciliari, gli toglieranno qualche punto dalla patente e fra qualche mese sarà di nuovo in giro a far danni.
Vi sembra giusto?
Io non commento.
Ma la cosa che mi fa più schifo di questo paese e di tutta la sua "casta" dell'informazione è "il come" è stata trattata la notizia.
Non so se vi ricordate di tale Ametovic, rom che uccise dei poveri ragazzi mentre guidava ubriaco ed addirittura senza patente.
Ecco...ci fu una sollevazione popolare...qualcosa di più anche... gente indignata (vi ricordo che in Italia non si fanno scioperi e manifestazioni...ma si scende in piazza a Roma se per caso la Figc vuole far retrocedere in Serie B il Catania...ancora...no comment), minacce e tutto il resto.
Solo perchè questo era un rom.
Siccome quello di ieri sera, il bastardo di ieri sera è italiano, figlio (oltre che di puttana) anche di un ufficiale delle Polizia Municipale, beh... sì insomma... che questo qua sia libero in pratica e non si stato messo in galera non importa a nessuno.
Peggio che mai visto che comunque le vittime sono straniere... se erano italiane invece, magari giovani... forse un po' di più la notizia avrebbe fatto appunto "notizia".
Ma siccome siamo un paese fondamentalmente razzista non è successo.
Magari fra un po' verrà fuori che erano le ragazze ubriache che si sono buttate sotto la macchina che passava lì di fronte.
Senza parole.
Vi lascio ad un video un po' particolare.
Se siete suscettibili e la visione di scene crude e drammatiche vi da fastidio, non lo guardate.
E' da bollino rosso.
Ma neanche poi tanto...in Italia un video così non si potrebbe far girare in tv...metterebbe in soggezione i ragazzi...troppo crude e violente queste immagini...
Ma dove???
Farebbero dimorto ma dimorto bene.
Forse... ahimè.
E' comunque la campagna irlandese contro il "Drink & Drive".
Fa riflettere e molto anche.
Mary Clare e Elizabeth Anne...may you rest in peace.
Slàn.
lunedì 17 marzo 2008
Paddy's Day
Non è un giorno qualunque oggi...non è un giorno qualunque oggi per chi come me è malato cronico.
Malato cronico di un'amore smisurato per Erin.
Oggi è il 17 Marzo...è San Patrizio... St. Patrick's Day in Irlanda ed in tutto il mondo...ad ogni angolo...basta che sia presente un Irlandese o chi ne fa le veci (come potrei essere io nel vostro caso).
E' la Festa Nazionale in Irlanda.
E' Festa.
Punto. Si festeggia...o per lo meno lo si dovrebbe fare.
Quello che ci vuole è un bel "craic".
Buona musica irish trad, buona birra alla spine e magari al fianco i tuoi migliori amici...conosciuti ed incontrati solo pochi minuti fa.
Eh...oggi il mio cuore era a qualche migliaio di chilometri di distanza... lassù... e la mia mente si mischiava idealmente con i tanti cuori che palpitavano magari ascoltando buona musica al Ceili Mor...
Eh...quanti ricordi....
Happy St. Pat's Day to you all!
Slàinte.
Pàl.
Malato cronico di un'amore smisurato per Erin.
Oggi è il 17 Marzo...è San Patrizio... St. Patrick's Day in Irlanda ed in tutto il mondo...ad ogni angolo...basta che sia presente un Irlandese o chi ne fa le veci (come potrei essere io nel vostro caso).
E' la Festa Nazionale in Irlanda.
E' Festa.
Punto. Si festeggia...o per lo meno lo si dovrebbe fare.
Quello che ci vuole è un bel "craic".
Buona musica irish trad, buona birra alla spine e magari al fianco i tuoi migliori amici...conosciuti ed incontrati solo pochi minuti fa.
Eh...oggi il mio cuore era a qualche migliaio di chilometri di distanza... lassù... e la mia mente si mischiava idealmente con i tanti cuori che palpitavano magari ascoltando buona musica al Ceili Mor...
Eh...quanti ricordi....
Happy St. Pat's Day to you all!
Slàinte.
Pàl.
domenica 16 marzo 2008
Wishlist
Avete mai fatto acquisti su internet presso siti di lingua inglese...che so, tipo Amazon o altri? Di qualsiasi tipo e natura...
Quando trovate degli articoli o degli oggetti che vi potrebbero interessate c'è di solito l'opzione per poterli inserire, prima di un eventuale acquisto, in una specie di "cestino" o qualcosa del genere.
Da qui poi potrete eventualmente passare alla fase dell'acquisto e tutto il resto.
Spesso e volentieri questo "cestino" è denominato appunto...rullo di tamburi... suspance... da-dan... Wishlist appunto.
Tradotto dall'inglese corrente "lista dei desideri". Letteralmente.
Ecco...ecco che cosa vi volevo propinare da un po' di giorni...e soprattutto ecco che cosa la mia mente contorta si è messa ad elaborare in una notte buia & tempestosa & povera di sonno.
La mia personalissima WISHLIST...la mia personalissima lista dei desideri.
Desideri che non sono altro che "cose" che voglio fare prima di passare a miglior vita.
Alcune sono semplici pazzie, altre invece sono dei bellissimi capricci.
Ne metterò poi una "copia" qua di fianco al blog, in modo tale che sia sempre in bella vista, sia per me che per voi.
Magari ogni tanto potrà essere aggiornata con nuovi punti, chissà.
Ne sottolineerò poi via via, quando ce ne sarà bisogno, i punti "raggiunti" o "realizzati".
A voi...
My Personal Wishlist:
-tatuaggio sul polpaccio sinistro
-tatuaggio sul polpaccio destro
-tatuaggio sulla spalla sinistra
-orecchino d'argento
-comprarmi una vecchia ma ancora utilizzabile Land Rover Defender
-partecipare ad un'edizione del Fastnet
-fare un viaggio in India
-fare un viaggio in Sud Africa
-fare un viaggio in Madagascar
-fare un viaggio in Russia
-fare un viaggio in Spagna
-fare un viaggio in Patagonia
-fare un viaggio in Canada
-fare un viaggio in Polinesia
-fare un viaggio in Nuova Zelanda
-fare il viaggio di nozze o a Parigi o in Polinesia
-fare un viaggio di un paio di mesi in giro per l'Australia
-fare un viaggio su di un battello postale in giro per la penisola scandinava
-fare un coast to coast negli Stati Uniti (New York-San Francisco)
-andare a sciare ad Aspen, in Colorado, USA
-fare un viaggio in moto in Corsica
-fare un viaggio in moto in Bretagna/Normandia
-fare un viaggio in moto in Trentino/Alto Adige
-fare un viaggio in moto in Sardegna
-riuscire a trovare la Persona Giusta
-sposare o vivere la mia vita, il resto della mia vita insieme alla Persona Giusta
-andare a vivere la mia vita, il resto della mia vita in Irlanda
-fare un viaggio in Irlanda insieme ai miei genitori
-riuscire a partecipare e terminare la Maratona di New York
-fare un viaggio di una settimana di fila su Inishmore
-imparare ad andare sul Surf
-andare a fare Surf in Irlanda
-andare a fare Surf alle Hawaii
-andare a fare Surf in Australia
-riuscire a vivere nella casa progettata secondo l'idea che ho in mente fin dal primo giorno di scuola al Geometri
-iniziare a collezionare oggetti trovati sulla spiaggia dopo ogni mareggiata
-metter su una buona cantina di vini toscani
-imparare la lingua gaelica
-imparare la lingua tedesca
-imparare la lingua francese
-imparare la lingua spagnola
-vedere l'aurora boreale
-vedere un'eclissi totale di sole, in qualunque parte del mondo
-tornare a giocare a rugby, anche a livello amatoriale
-imparare a suonare il pianoforte
-imparare a suonare la batteria
-vedere dal vivo al Celtic Park il derby di Glasgow Celtic-Rangers
-vedere dal vivo una partita casalinga del Liverpool
-vedere dal vivo una partita casalinga del Manchester Utd
-vedere dal vivo una partita casalinga del Lione
-vedere dal vivo una partita casalinga del Marsiglia
-vedere dal vivo una partita casalinga del Real Madrid
-vedere dal vivo una partita casalinga del Barcellona
-vedere dal vivo Irlanda-Inghilterra al Croke Park
-vedere dal vivo la All-Ireland Final di Gaelic Football al Croke Park
-partecipare ad una vendemmia nelle vigne della zona di Bolgheri-Castagneto
-vedere dal vivo una gara di un'Olimpiade
-vedere dal vivo una gara di un'Olimpiade invernale
-poter lavorare in Irlanda
-poter realizzare il sogno di lavorare inseguendo e realizzando le mie passioni
-poter metter su il mio personale tour operator in Irlanda
-vivere provando ad inseguire i miei sogni
-vivere cercando di dare tanto alle persone che mi stanno vicine
-poter far capire a chi voglio bene quanto è grande il mio affetto
E poi ci sarebbe tanto altro ancora...vi sembra poco?
Slàn.
Quando trovate degli articoli o degli oggetti che vi potrebbero interessate c'è di solito l'opzione per poterli inserire, prima di un eventuale acquisto, in una specie di "cestino" o qualcosa del genere.
Da qui poi potrete eventualmente passare alla fase dell'acquisto e tutto il resto.
Spesso e volentieri questo "cestino" è denominato appunto...rullo di tamburi... suspance... da-dan... Wishlist appunto.
Tradotto dall'inglese corrente "lista dei desideri". Letteralmente.
Ecco...ecco che cosa vi volevo propinare da un po' di giorni...e soprattutto ecco che cosa la mia mente contorta si è messa ad elaborare in una notte buia & tempestosa & povera di sonno.
La mia personalissima WISHLIST...la mia personalissima lista dei desideri.
Desideri che non sono altro che "cose" che voglio fare prima di passare a miglior vita.
Alcune sono semplici pazzie, altre invece sono dei bellissimi capricci.
Ne metterò poi una "copia" qua di fianco al blog, in modo tale che sia sempre in bella vista, sia per me che per voi.
Magari ogni tanto potrà essere aggiornata con nuovi punti, chissà.
Ne sottolineerò poi via via, quando ce ne sarà bisogno, i punti "raggiunti" o "realizzati".
A voi...
My Personal Wishlist:
-tatuaggio sul polpaccio sinistro
-tatuaggio sul polpaccio destro
-tatuaggio sulla spalla sinistra
-orecchino d'argento
-comprarmi una vecchia ma ancora utilizzabile Land Rover Defender
-partecipare ad un'edizione del Fastnet
-fare un viaggio in India
-fare un viaggio in Sud Africa
-fare un viaggio in Madagascar
-fare un viaggio in Russia
-fare un viaggio in Spagna
-fare un viaggio in Patagonia
-fare un viaggio in Canada
-fare un viaggio in Polinesia
-fare un viaggio in Nuova Zelanda
-fare il viaggio di nozze o a Parigi o in Polinesia
-fare un viaggio di un paio di mesi in giro per l'Australia
-fare un viaggio su di un battello postale in giro per la penisola scandinava
-fare un coast to coast negli Stati Uniti (New York-San Francisco)
-andare a sciare ad Aspen, in Colorado, USA
-fare un viaggio in moto in Corsica
-fare un viaggio in moto in Bretagna/Normandia
-fare un viaggio in moto in Trentino/Alto Adige
-fare un viaggio in moto in Sardegna
-riuscire a trovare la Persona Giusta
-sposare o vivere la mia vita, il resto della mia vita insieme alla Persona Giusta
-andare a vivere la mia vita, il resto della mia vita in Irlanda
-fare un viaggio in Irlanda insieme ai miei genitori
-riuscire a partecipare e terminare la Maratona di New York
-fare un viaggio di una settimana di fila su Inishmore
-imparare ad andare sul Surf
-andare a fare Surf in Irlanda
-andare a fare Surf alle Hawaii
-andare a fare Surf in Australia
-riuscire a vivere nella casa progettata secondo l'idea che ho in mente fin dal primo giorno di scuola al Geometri
-iniziare a collezionare oggetti trovati sulla spiaggia dopo ogni mareggiata
-metter su una buona cantina di vini toscani
-imparare la lingua gaelica
-imparare la lingua tedesca
-imparare la lingua francese
-imparare la lingua spagnola
-vedere l'aurora boreale
-vedere un'eclissi totale di sole, in qualunque parte del mondo
-tornare a giocare a rugby, anche a livello amatoriale
-imparare a suonare il pianoforte
-imparare a suonare la batteria
-vedere dal vivo al Celtic Park il derby di Glasgow Celtic-Rangers
-vedere dal vivo una partita casalinga del Liverpool
-vedere dal vivo una partita casalinga del Manchester Utd
-vedere dal vivo una partita casalinga del Lione
-vedere dal vivo una partita casalinga del Marsiglia
-vedere dal vivo una partita casalinga del Real Madrid
-vedere dal vivo una partita casalinga del Barcellona
-vedere dal vivo Irlanda-Inghilterra al Croke Park
-vedere dal vivo la All-Ireland Final di Gaelic Football al Croke Park
-partecipare ad una vendemmia nelle vigne della zona di Bolgheri-Castagneto
-vedere dal vivo una gara di un'Olimpiade
-vedere dal vivo una gara di un'Olimpiade invernale
-poter lavorare in Irlanda
-poter realizzare il sogno di lavorare inseguendo e realizzando le mie passioni
-poter metter su il mio personale tour operator in Irlanda
-vivere provando ad inseguire i miei sogni
-vivere cercando di dare tanto alle persone che mi stanno vicine
-poter far capire a chi voglio bene quanto è grande il mio affetto
E poi ci sarebbe tanto altro ancora...vi sembra poco?
Slàn.
venerdì 14 marzo 2008
Chantal
L'ho sempre creduto e lo sosterrò finchè i miei orecchi mi aiuteranno nell'ascoltare della buona musica:
la salvezza della "buona musica" sono i cantautori e forse anche di più le cantautrici.
Tanto per confermare questa regola, vi progongo stasera un paio di pezzi di una cantautrice che arriva dal Canada, al secolo Chantal Kreviazuk.
Chi di voi a visto negli anni passati la serie Tv "Dawson's Creek" si ricorderà di sicuro della sua splendida e particolare voce.
Già..le serie tv americane...non ve l'avevo fatto notare in passato, ma se posso darvi un consiglio, ecco, nelle loro colonne sonore ci sono spesso e volentieri delle piacevolissime scoperte e novità musicali.
Provare per credere..
Tanto molti di voi hanno il mulo, no?
Ecco...ci siamo capiti.
Canada dicevo...che niente niente da quel grande, immenso paese vengon fuori dei talenti musicali mica da ridere...in primis la mia amata Sarah... sarà forse per caso che sì tanta & incontaminata & selvaggia natura sia una formidabile fonte di ispirazione?
Io credo di sì... quasi quasi ci andrei...così...per provare e vedere se effettivamente ci può essere qualcosa di buono anche per me...
Chissà...altro punto da aggiungere alla wishlist.
Abbiate fede... è in fase si "sgrossamento" ma fra poco uscirà dai "cantieri" della mia mente contorta e arruffona.
Vedrete...vedrete.
Intanto, per augurarvi buon week-end, vi lascio in compagnia di Chantal.
Enjoy.
Siori & siore... ecco a voi Chantal Kreviazuk
con "Before You" e a seguire "In this life". Pure Live. Tiè.
Via al televoto...
Slàn.
la salvezza della "buona musica" sono i cantautori e forse anche di più le cantautrici.
Tanto per confermare questa regola, vi progongo stasera un paio di pezzi di una cantautrice che arriva dal Canada, al secolo Chantal Kreviazuk.
Chi di voi a visto negli anni passati la serie Tv "Dawson's Creek" si ricorderà di sicuro della sua splendida e particolare voce.
Già..le serie tv americane...non ve l'avevo fatto notare in passato, ma se posso darvi un consiglio, ecco, nelle loro colonne sonore ci sono spesso e volentieri delle piacevolissime scoperte e novità musicali.
Provare per credere..
Tanto molti di voi hanno il mulo, no?
Ecco...ci siamo capiti.
Canada dicevo...che niente niente da quel grande, immenso paese vengon fuori dei talenti musicali mica da ridere...in primis la mia amata Sarah... sarà forse per caso che sì tanta & incontaminata & selvaggia natura sia una formidabile fonte di ispirazione?
Io credo di sì... quasi quasi ci andrei...così...per provare e vedere se effettivamente ci può essere qualcosa di buono anche per me...
Chissà...altro punto da aggiungere alla wishlist.
Abbiate fede... è in fase si "sgrossamento" ma fra poco uscirà dai "cantieri" della mia mente contorta e arruffona.
Vedrete...vedrete.
Intanto, per augurarvi buon week-end, vi lascio in compagnia di Chantal.
Enjoy.
Siori & siore... ecco a voi Chantal Kreviazuk
con "Before You" e a seguire "In this life". Pure Live. Tiè.
Via al televoto...
Slàn.
giovedì 13 marzo 2008
mercoledì 12 marzo 2008
Datemi una chitarra
Stasera mi è presa male così...male...no dai, non esageriamo.
E' solo partito il classico embolo seral-musicale.
Stasera vorrei...ecco... prendere una chitarra (e nel pacchetto dove la compro è inclusa anche la possibilità di riuscire a suonarla alla grande solo impugnandola per pochi secondi...io so solo suonare i citofoni e neanche bene...) ed andarmene sulla spiaggia suonare per me, i gabbiani e le stelle.
Chi vorrà ascoltarmi lo farà, anche a migliaia di chilometri di distanza.
Tutto questo perchè...
...perchè stasera mi sono imbattuto in un brano degli Oasis che mi è piaciuto un sacco fin dal primo ascolto.
Lo so...sono inglesi... però son dei grandi perchè tifano Man City!
Chiedo venia per questa mia debolezza.
Amo gli Oasis.
Adoro questa canzone.
Invidio chi sa suonare uno strumento ma soprattutto chi sa e può cantare...
Mi vado a fare una doccia ed un balsamo.
Slàn.
Pleistascion: occhio che fra poco arriva la wishlist...
E' solo partito il classico embolo seral-musicale.
Stasera vorrei...ecco... prendere una chitarra (e nel pacchetto dove la compro è inclusa anche la possibilità di riuscire a suonarla alla grande solo impugnandola per pochi secondi...io so solo suonare i citofoni e neanche bene...) ed andarmene sulla spiaggia suonare per me, i gabbiani e le stelle.
Chi vorrà ascoltarmi lo farà, anche a migliaia di chilometri di distanza.
Tutto questo perchè...
...perchè stasera mi sono imbattuto in un brano degli Oasis che mi è piaciuto un sacco fin dal primo ascolto.
Lo so...sono inglesi... però son dei grandi perchè tifano Man City!
Chiedo venia per questa mia debolezza.
Amo gli Oasis.
Adoro questa canzone.
Invidio chi sa suonare uno strumento ma soprattutto chi sa e può cantare...
Mi vado a fare una doccia ed un balsamo.
Slàn.
Pleistascion: occhio che fra poco arriva la wishlist...
martedì 11 marzo 2008
Dixie Chicks
Un po' di country con i fiocchi...
Dixie Chicks.
Belle e brave...che cosa chiedere di più?
Slàn.
Dixie Chicks.
Belle e brave...che cosa chiedere di più?
Slàn.
Rinascere
Ci sono tanti modi per rinascere, o meglio, "rinascere"... anche se la cultura indiana mi intriga non sono addentro a ste cose da caste et similia.
Appunto, tanti modi esistono per tornare, come dire, a vivere ancora, a riprendersi tra le mani la propria esistenza, i propri sogni, i propri affetti.
Ed io devo dire di averne provati due modi nel giro di meno di quattro-cinque giorni.
E solo dopo questi momenti si riesce a capire cosa avrebbe potuto dire perdere un qualcuno a cui si vuole bene oppure sapere di dover lasciar perdere per sempre le proprie ambizioni, i propri desideri e tutto il resto che ne consegue.
Irlanda, Dublin...mercoledì scorso. Partiamo da qua.
Mercoledì appunto era il giorno della partenza per la gita scolastica di mio fratello, delle sua e di un'altra classe alla volta di Dublin.
Lui non lo sapeva ma circa un mesetto fa, sapendo della sua gita mi ero prenotato un volo per salire insieme a loro, solo per un paio di giorni, non di più (all'epoca sapevo di essere impegnato il week-end...altro tasto dolente e situazione da rimuovere quanto prima, per la mia salute!!!) e così mercoledì accompagnandolo nella città di quel campanile venuto male e dove usano come intercalare "gaò", mi sono portato dietro la mia valigia; al momento di prendere la sua valigia non vi riesco a descrivere la faccia che ha fatto per la sorpresa di scoprire che sarei stato anche io parte della gita.
Piccole soddisfazioni...piccole gioie... un piccolo passo, il primo, per il desiderio che mi sono voluto augurare in questo 2008, ovvero riuscire a far conoscere alla mia famiglia quella terra che io amo alla follia.
Il primo, piccolo, mattoncino di questo sogno.
E non vi dico... non vi dico la mia gioia al momento dello sbarco in quel di Dublin.
Una sensazione fatta di ricordi, di memorie, momenti che nella mente erano ancora freschi dalla scorsa estate; ma in questa sensazione c'era ancora dell'altro.
Mischiati insieme, fusi, indefinibili tra loro c'erano la paura ed il terrore di scoprire che per qualche motivo il mio futuro, vuoi per il problemino di salute che ho avuto, vuoi per mancate opportunità, vuoi per qualsiasi altra ragione (ed io sono un mago nel trovarle e farmele attaccare al culo) non si potesse realizzare a breve o mai, ma anche la gioia, l'immensa gioia di essere di nuovo là.
Un segno, anche se piccolo e forse effimero, che in un qualche modo il periodo nero della malattia è, per ora, alle spalle.
Ecco...questo è stato per me, in un qualche modo rinascere. La prima volta in cinque giorni.
Scendere dall'aereo, sentire quel vento che arriva dall'ovest, a really strong westerly wind, quel vento che si affaccia sull'Irlanda delle parti di Galway, attraversa tutte le midlands e poi ricaricato come non mai spazza la capitale irlandese e tutto quello che si trova tra Dundalk e Wicklow. Fantastico.
Un vento che ti può tagliare le guance e ti può far lacrimare gli occhi da quanto è forte e teso e freddo. Ho detto può.
Perchè se ami quel paese non ti fa niente...ti accarezza e ti fa ri-sentire di nuovo a casa. E' quello che è successo a me.
E poi attraversare il nuovo terminal... minchia oh... ma quanto è lungo? quanto si deve camminare per uscire? ...arrivare poi al ritiro bagagli ed uscire da quella porta da cui lo scorsa estate vedevo arrivare centinaia di turisti che poi avrei scarrozzato in giro per Erin, salutandoli che l'acclamata e ben riuscita formula "Benvenuti in Irlanda, io sono Paolo, la vostra guida! Le toilette sono là in fondo sulla sinistra, ci vediamo non appena sarete arrivati tutti quanti di fronte al negozio della Vodafone. Di nuovo, benvenuti in Irlanda!!!.
Quanti sabato ho passato da quelle parti...
E poi risentire quell'accento, quelle facce... gli odori di onion rings ed altre amenità alimentari da fish&chips o peggio ancora...
Tutto come sempre. Come sempre.
Insomma ero alla fine di nuovo in Irlanda.
Se mi avreste chiesto quando pensavo di tornare su, fra lo scorso novembre e dicembre, beh, onestamente, avrei detto "forse mai".
Ed invece, c'ero. Ero là. Di nuovo, ancora.
Ero rinato.
Ed anche i giorni successivi sono stati una conferma... una piacevole conferma.
Ho fatto da guida al gruppo di mio fratello, a detta loro anche con buoni risultati (io non dico niente...chi si loda si imbroda), ho rivisto con grande, immenso, incredibile piacere il mitico Fabione che nel frattempo si è fatto un nuovo, incredibile appartamento. In affitto, ovvio. Ma è veramente un gran bell'appartamento.
Complimenti davvero Fabio, te l'ho detto e lo ripeto.
Cinque minuti a piedi da Temple Bar, duecento metri da Christ Church, ottanta, forse meno, dagli uffici di Abbey Tours.
Appunto... piccolo inciso...anche là ottime news.
Conferma per la prossima stagione e ci sarà qualcosa anche in aprile e maggio.
Poi da giugno si parte a fiamma... Alè.
Speriamo che la salute ci assista.
Fine dell'inciso. Era breve, no? Son di parola io. Si sa. Bah. Forse.
E poi le classiche bevute in centro, qualche pinta là, un altro paio là... cavolo quanto mi mancava quell'atmosfera. Mi mancava da morire.
E' stata breve... purtroppo.
Venerdì alle 23.30 ero di nuovo, in stra-orario, in quel di Pisa.
E poi via verso casa...con un sonno assurdo, la gioia di aver coronato un piccolo sogno e, lo ammetto, anche con una discreta fame.
Di solito però, quando si rinasce, bisogna morire prima...o no?
Chi è di voi che è espero in questo campo?
Io, come vi avevo anticipato, son rinato due volte in questi giorni.
Indi per cui dovevo per forza "morire".
Ecco, mi son sentito morire, venerdì notte, quando sono arrivato a casa, intorno a mezzanotte e mezzo l'una ed i miei genitori mi hanno detto che il nostro Duffy, il nostro canone, giusto quella stessa mattina, era scappato di casa.
Piccolo inciso: tutta colpa di una sola testa di cazzo, bastardo & figlio di buona donna che sta facendo dei lavori nell'appartamento accanto al mio e non ha voluto darmi retta nel mettere delle reti per non avere alcun problema con il cane.
Sarebbe stata una garanzia di sicurezza per noi e per i muratori che erano a lavoro.
Niente...non mi hanno voluto ascoltare. Ed il danno è arrivato.
Il problema è che questa persona è, purtroppo, uno di famiglia.
Ma io onestamente sento più "di famiglia" Duffy che non lui.
Ripeto, una miserabile testa di cazzo e persona che vale meno di zero.
Proprio non ha valore questa persona. E' più inutile dei disutili.
Che da qui in avanti non riceverà da parte mia nè il saluto nè qualsivoglia segno di amicizia.
Anzi, è già tanto che non l'ho preso tra le mani.
Mi arrabbio raramente. Ma quando lo faccio vi sconsiglio di trovarvi nei dintorni.
Insomma... potete capire come mi sentivo.
Ho passato la giornata di sabato e domenica a cercarlo per mari e monti, lungo la ferrovia e le strade di transito avendo paura di dover trovare un'amara sorpresa.
Ma in fondo, forse, sarebbe stato meglio rispetto al fatto di non sapere per sempre chi fine avesse fatto il mio amato Duffy.
Due giorni da incubo...da incubo.
Mi sentivo il cuore a pezzi...mi sentivo morire pian piano.
E con questo stato d'animo che montava non potevo far altro che perdere le poche speranze che ancora c'erano.
E pensavo che dovevo aggiornare la lista delle cose che potevano capitarmi...questa proprio sfuggiva anche alla mia pur fervida immaginazione.
Avevamo messo anche l'annuncio per ritrovarlo sul Tirreno, nell'edizione locale.
Buffo... tanto per confermare il fatto che ultimamente la dea della fortuna si è dimenticata di quelli che vivono al 26 di Via Berlinguer, il Tirreno aveva anche sbagliato il numero di telefono per contattarci.
La sera di domenica, così, tanto per provarle tutte mi ero messo a fare un volantino da attaccare in tutta Rosignano e Castiglioncello.
Ultimo, disperato tentativo.
Così ieri, alle 7.30 ho iniziato a fare il giro del Comune per mettere questi cartelli: sul mare, alle edicole, agli uffici postali, al mercato settimanale...ne ho messi una trentina, forse più.
Ma onestamente, dentro di me, non ero molto ottimista. Anzi.
E poi...e poi alle quindici e trenta di ieri una telefonata...un pescatore del porto Cala de' Medici di Rosignano... ha visto uno dei volantini messi proprio all'ingresso del porto... dice di aver visto la mattina, al rientro dalla pesca, un cane nero in mezzo agli scogli della diga, sotto la piattaforma degli elicotteri.
Mi dice potrebbe essere lui. Dice ogni tanto di riuscire a vederlo ancora.
Non faccio in tempo a rimettere giù, a mettermi le scarpe, prendere il guinzaglio e salire in macchina.
Non so quanto tempo c'ho messo... ma per arrivare al porto è stato più breve che bere un mezzo bicchiere d'acqua.
Arrivare là, parcheggiare, camminare fino alla diga e poi vedere Duffy che scattava fuori dagli scogli. E poi lui che mi saltava addosso.
Tutt'uno. Pochi secondi, tanti minuti. Non lo so quanto è durato tutto questo.
Avevo perso la cognizione del tempo e dello spazio.
Ma riabbracciare Duffy...ragazzi... una delle gioie più incredibili della mia vita.
Veramente.
All'inizio non ci credevo neanche io...non ci credevo.
Mi sembrava uno di quei tanti sogni che avevo fatto fra sabato e domenica notte in cui vedevo Duffy che tornava a casa e che si faceva fare di nuovo le coccole.
Mi sembrava un sogno. Ed invece era tutto vero. Tutto vero.
Duffy era tornato tra noi.
Tremava...tremava come una foglia.
L'ho abbracciato per qualche minuto. Poco o tanto tempo non lo so.
Non lo avrei più lasciato.
Ecco, quello è stato il momento in cui ho capito che non era un sogno.
Ed ho anche sentito quella strana sensazione in cui capisci di essere rinato.
Di nuovo.
Ragazzi, quanto è bello rinascere.
Ma da qui in avanti lo farò più di rado...almeno quello addetto a tutta sta faccenda si scorderà che si deve anche "rimorire" prima di poter provare quelle gioie.
Per la cronaca oggi ho realizzato il tempo di 47'44".
Sarà stata la gioia di ieri, o forse il bel ponente che spirava oggi e che faceva spruzzare il mare a forza7 fin sopra la passeggiata.
Chissà...
Slàn.
Appunto, tanti modi esistono per tornare, come dire, a vivere ancora, a riprendersi tra le mani la propria esistenza, i propri sogni, i propri affetti.
Ed io devo dire di averne provati due modi nel giro di meno di quattro-cinque giorni.
E solo dopo questi momenti si riesce a capire cosa avrebbe potuto dire perdere un qualcuno a cui si vuole bene oppure sapere di dover lasciar perdere per sempre le proprie ambizioni, i propri desideri e tutto il resto che ne consegue.
Irlanda, Dublin...mercoledì scorso. Partiamo da qua.
Mercoledì appunto era il giorno della partenza per la gita scolastica di mio fratello, delle sua e di un'altra classe alla volta di Dublin.
Lui non lo sapeva ma circa un mesetto fa, sapendo della sua gita mi ero prenotato un volo per salire insieme a loro, solo per un paio di giorni, non di più (all'epoca sapevo di essere impegnato il week-end...altro tasto dolente e situazione da rimuovere quanto prima, per la mia salute!!!) e così mercoledì accompagnandolo nella città di quel campanile venuto male e dove usano come intercalare "gaò", mi sono portato dietro la mia valigia; al momento di prendere la sua valigia non vi riesco a descrivere la faccia che ha fatto per la sorpresa di scoprire che sarei stato anche io parte della gita.
Piccole soddisfazioni...piccole gioie... un piccolo passo, il primo, per il desiderio che mi sono voluto augurare in questo 2008, ovvero riuscire a far conoscere alla mia famiglia quella terra che io amo alla follia.
Il primo, piccolo, mattoncino di questo sogno.
E non vi dico... non vi dico la mia gioia al momento dello sbarco in quel di Dublin.
Una sensazione fatta di ricordi, di memorie, momenti che nella mente erano ancora freschi dalla scorsa estate; ma in questa sensazione c'era ancora dell'altro.
Mischiati insieme, fusi, indefinibili tra loro c'erano la paura ed il terrore di scoprire che per qualche motivo il mio futuro, vuoi per il problemino di salute che ho avuto, vuoi per mancate opportunità, vuoi per qualsiasi altra ragione (ed io sono un mago nel trovarle e farmele attaccare al culo) non si potesse realizzare a breve o mai, ma anche la gioia, l'immensa gioia di essere di nuovo là.
Un segno, anche se piccolo e forse effimero, che in un qualche modo il periodo nero della malattia è, per ora, alle spalle.
Ecco...questo è stato per me, in un qualche modo rinascere. La prima volta in cinque giorni.
Scendere dall'aereo, sentire quel vento che arriva dall'ovest, a really strong westerly wind, quel vento che si affaccia sull'Irlanda delle parti di Galway, attraversa tutte le midlands e poi ricaricato come non mai spazza la capitale irlandese e tutto quello che si trova tra Dundalk e Wicklow. Fantastico.
Un vento che ti può tagliare le guance e ti può far lacrimare gli occhi da quanto è forte e teso e freddo. Ho detto può.
Perchè se ami quel paese non ti fa niente...ti accarezza e ti fa ri-sentire di nuovo a casa. E' quello che è successo a me.
E poi attraversare il nuovo terminal... minchia oh... ma quanto è lungo? quanto si deve camminare per uscire? ...arrivare poi al ritiro bagagli ed uscire da quella porta da cui lo scorsa estate vedevo arrivare centinaia di turisti che poi avrei scarrozzato in giro per Erin, salutandoli che l'acclamata e ben riuscita formula "Benvenuti in Irlanda, io sono Paolo, la vostra guida! Le toilette sono là in fondo sulla sinistra, ci vediamo non appena sarete arrivati tutti quanti di fronte al negozio della Vodafone. Di nuovo, benvenuti in Irlanda!!!.
Quanti sabato ho passato da quelle parti...
E poi risentire quell'accento, quelle facce... gli odori di onion rings ed altre amenità alimentari da fish&chips o peggio ancora...
Tutto come sempre. Come sempre.
Insomma ero alla fine di nuovo in Irlanda.
Se mi avreste chiesto quando pensavo di tornare su, fra lo scorso novembre e dicembre, beh, onestamente, avrei detto "forse mai".
Ed invece, c'ero. Ero là. Di nuovo, ancora.
Ero rinato.
Ed anche i giorni successivi sono stati una conferma... una piacevole conferma.
Ho fatto da guida al gruppo di mio fratello, a detta loro anche con buoni risultati (io non dico niente...chi si loda si imbroda), ho rivisto con grande, immenso, incredibile piacere il mitico Fabione che nel frattempo si è fatto un nuovo, incredibile appartamento. In affitto, ovvio. Ma è veramente un gran bell'appartamento.
Complimenti davvero Fabio, te l'ho detto e lo ripeto.
Cinque minuti a piedi da Temple Bar, duecento metri da Christ Church, ottanta, forse meno, dagli uffici di Abbey Tours.
Appunto... piccolo inciso...anche là ottime news.
Conferma per la prossima stagione e ci sarà qualcosa anche in aprile e maggio.
Poi da giugno si parte a fiamma... Alè.
Speriamo che la salute ci assista.
Fine dell'inciso. Era breve, no? Son di parola io. Si sa. Bah. Forse.
E poi le classiche bevute in centro, qualche pinta là, un altro paio là... cavolo quanto mi mancava quell'atmosfera. Mi mancava da morire.
E' stata breve... purtroppo.
Venerdì alle 23.30 ero di nuovo, in stra-orario, in quel di Pisa.
E poi via verso casa...con un sonno assurdo, la gioia di aver coronato un piccolo sogno e, lo ammetto, anche con una discreta fame.
Di solito però, quando si rinasce, bisogna morire prima...o no?
Chi è di voi che è espero in questo campo?
Io, come vi avevo anticipato, son rinato due volte in questi giorni.
Indi per cui dovevo per forza "morire".
Ecco, mi son sentito morire, venerdì notte, quando sono arrivato a casa, intorno a mezzanotte e mezzo l'una ed i miei genitori mi hanno detto che il nostro Duffy, il nostro canone, giusto quella stessa mattina, era scappato di casa.
Piccolo inciso: tutta colpa di una sola testa di cazzo, bastardo & figlio di buona donna che sta facendo dei lavori nell'appartamento accanto al mio e non ha voluto darmi retta nel mettere delle reti per non avere alcun problema con il cane.
Sarebbe stata una garanzia di sicurezza per noi e per i muratori che erano a lavoro.
Niente...non mi hanno voluto ascoltare. Ed il danno è arrivato.
Il problema è che questa persona è, purtroppo, uno di famiglia.
Ma io onestamente sento più "di famiglia" Duffy che non lui.
Ripeto, una miserabile testa di cazzo e persona che vale meno di zero.
Proprio non ha valore questa persona. E' più inutile dei disutili.
Che da qui in avanti non riceverà da parte mia nè il saluto nè qualsivoglia segno di amicizia.
Anzi, è già tanto che non l'ho preso tra le mani.
Mi arrabbio raramente. Ma quando lo faccio vi sconsiglio di trovarvi nei dintorni.
Insomma... potete capire come mi sentivo.
Ho passato la giornata di sabato e domenica a cercarlo per mari e monti, lungo la ferrovia e le strade di transito avendo paura di dover trovare un'amara sorpresa.
Ma in fondo, forse, sarebbe stato meglio rispetto al fatto di non sapere per sempre chi fine avesse fatto il mio amato Duffy.
Due giorni da incubo...da incubo.
Mi sentivo il cuore a pezzi...mi sentivo morire pian piano.
E con questo stato d'animo che montava non potevo far altro che perdere le poche speranze che ancora c'erano.
E pensavo che dovevo aggiornare la lista delle cose che potevano capitarmi...questa proprio sfuggiva anche alla mia pur fervida immaginazione.
Avevamo messo anche l'annuncio per ritrovarlo sul Tirreno, nell'edizione locale.
Buffo... tanto per confermare il fatto che ultimamente la dea della fortuna si è dimenticata di quelli che vivono al 26 di Via Berlinguer, il Tirreno aveva anche sbagliato il numero di telefono per contattarci.
La sera di domenica, così, tanto per provarle tutte mi ero messo a fare un volantino da attaccare in tutta Rosignano e Castiglioncello.
Ultimo, disperato tentativo.
Così ieri, alle 7.30 ho iniziato a fare il giro del Comune per mettere questi cartelli: sul mare, alle edicole, agli uffici postali, al mercato settimanale...ne ho messi una trentina, forse più.
Ma onestamente, dentro di me, non ero molto ottimista. Anzi.
E poi...e poi alle quindici e trenta di ieri una telefonata...un pescatore del porto Cala de' Medici di Rosignano... ha visto uno dei volantini messi proprio all'ingresso del porto... dice di aver visto la mattina, al rientro dalla pesca, un cane nero in mezzo agli scogli della diga, sotto la piattaforma degli elicotteri.
Mi dice potrebbe essere lui. Dice ogni tanto di riuscire a vederlo ancora.
Non faccio in tempo a rimettere giù, a mettermi le scarpe, prendere il guinzaglio e salire in macchina.
Non so quanto tempo c'ho messo... ma per arrivare al porto è stato più breve che bere un mezzo bicchiere d'acqua.
Arrivare là, parcheggiare, camminare fino alla diga e poi vedere Duffy che scattava fuori dagli scogli. E poi lui che mi saltava addosso.
Tutt'uno. Pochi secondi, tanti minuti. Non lo so quanto è durato tutto questo.
Avevo perso la cognizione del tempo e dello spazio.
Ma riabbracciare Duffy...ragazzi... una delle gioie più incredibili della mia vita.
Veramente.
All'inizio non ci credevo neanche io...non ci credevo.
Mi sembrava uno di quei tanti sogni che avevo fatto fra sabato e domenica notte in cui vedevo Duffy che tornava a casa e che si faceva fare di nuovo le coccole.
Mi sembrava un sogno. Ed invece era tutto vero. Tutto vero.
Duffy era tornato tra noi.
Tremava...tremava come una foglia.
L'ho abbracciato per qualche minuto. Poco o tanto tempo non lo so.
Non lo avrei più lasciato.
Ecco, quello è stato il momento in cui ho capito che non era un sogno.
Ed ho anche sentito quella strana sensazione in cui capisci di essere rinato.
Di nuovo.
Ragazzi, quanto è bello rinascere.
Ma da qui in avanti lo farò più di rado...almeno quello addetto a tutta sta faccenda si scorderà che si deve anche "rimorire" prima di poter provare quelle gioie.
Per la cronaca oggi ho realizzato il tempo di 47'44".
Sarà stata la gioia di ieri, o forse il bel ponente che spirava oggi e che faceva spruzzare il mare a forza7 fin sopra la passeggiata.
Chissà...
Slàn.
mercoledì 5 marzo 2008
A fra poco...
Se tutto va come deve, e se giove-pluvio-eolo non ci mettono lo zampino fra poco si parte.
Strane emozioni, strane sensazioni.
Slàn.
Strane emozioni, strane sensazioni.
Slàn.
lunedì 3 marzo 2008
27
Da circa quaranti minuti, 27 anni fa, veniva al mondo, purtroppo in quella città con il campanile venuto male, il sottoscritto.
Mamma mia...chissà che spavento l'ostetrica e l'infermiera quando mi hanno visto venire alla luce...e ci metto anche la mia mamma...che poverina...l'ho fatta patire e tribolare un bel po' (un paio di mesi di ospedale e flebo).
Sperava, credo onestamente, in qualcosa di meglio.
Però da piccino ero un bel bambino...chi ha visto i foto-ritratti che tappezzano casa di nonna lo sa. Non dico mai le bugie. IO.
Poi col tempo mi sono un attimo rovinato...solo un attimo.
Ed il risultato di tutto, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti.
27 anni...e sentirli.
Vabbè.
Mi posso fare un augurio? Tanto il regalo me lo sono fatto.
E si sa, i regali fatti "per conto proprio a noi stessi medesimi" sono quelli meglio.
Dico bene o dico giusto?
Sparo alto...lo so. Ma ogni tanto bisogna osare.
Mi auguro solamente di tornare a vivere una vita "normale" e di poter, o almeno provare, a realizzare i miei sogni.
Tutto qua.
Sarebbe un regalo da sogno. Appunto.
La-breithe mhaith agat Pàl!
Slàn.
Mamma mia...chissà che spavento l'ostetrica e l'infermiera quando mi hanno visto venire alla luce...e ci metto anche la mia mamma...che poverina...l'ho fatta patire e tribolare un bel po' (un paio di mesi di ospedale e flebo).
Sperava, credo onestamente, in qualcosa di meglio.
Però da piccino ero un bel bambino...chi ha visto i foto-ritratti che tappezzano casa di nonna lo sa. Non dico mai le bugie. IO.
Poi col tempo mi sono un attimo rovinato...solo un attimo.
Ed il risultato di tutto, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti.
27 anni...e sentirli.
Vabbè.
Mi posso fare un augurio? Tanto il regalo me lo sono fatto.
E si sa, i regali fatti "per conto proprio a noi stessi medesimi" sono quelli meglio.
Dico bene o dico giusto?
Sparo alto...lo so. Ma ogni tanto bisogna osare.
Mi auguro solamente di tornare a vivere una vita "normale" e di poter, o almeno provare, a realizzare i miei sogni.
Tutto qua.
Sarebbe un regalo da sogno. Appunto.
La-breithe mhaith agat Pàl!
Slàn.
domenica 2 marzo 2008
I propri limiti, nuovi limiti
L'altro giorno ho avuto il grande, immenso piacere di sentire per telefono il mitico Davide, che ogni tanto mi onora dei suoi preziosi ed affettuosi interventi su questo blog. Quindi in qualche modo lo conoscete un po' anche voi.
E abbiamo parlato, visto che anche lui viene da un periodo di recupero fisico, dei propri limiti, dei propri momenti in cui ci si misura per capire come stiamo fisicamente e sotto l'aspetto dell'umore e della psiche.
Ma non abbiamo parlato di questi limiti standard, quelli che siamo abituati a conoscere, sempre e comunque, che siamo abituati a misurare a "cose pari", cioè quando tutto va bene ed è ok.
No.
Abbiamo parlato di quei nuovi limiti personali che dobbiamo andare a scoprire e conquistare quando per un motivo o per un altro siamo costretti a ripartire da zero.
Ripartire da zero appunto.
Quando per uno come me, e chi mi conosce lo sa, anche se al primo sguardo non si direbbe, amante dello sport in tutte le sue sfumature, che per un disgraziato momento di debolezza del mio organismo, mi sono ritrovato a "ripartire da zero".
Che cosa vuol dire questo? ...direte voi...
Vuol dire che c'è stato un momento nelle settimane, nei mesi scorsi in cui rispondere al telefono era una paura più grande del dolore che provavo nel cuore (che era immenso) ed anche uscire per andare a comprare il pane o il giornale era una fatica ed uno sforzo fuori dalla mia portata.
Ecco, quello è stato il mio "momento zero".
E' un po' come quando, al vostro videogame preferito, avete tutta una serie di record (nel mio caso, una "vita normale") e d'un tratto dovete cancellare tutto.
Zac, un colpo di polpastrello e tutto quello che c'è stato prima non esiste più.
Via, da capo, si riparte da zero, nuovi scenari, nuovi orizzonti.
E allora si devono riprogrammare tante situazioni.
Ed i nuovi traguardi vanno rimessi a fuoco, ricalibrati. Ripensati.
E così, a quasi 27 anni ci si ritrova una domenica ad uscire per andare a comprare il pane ed il giornale, laggiù, in piazza, una distanza che per settimane sembrava infinita. Questo succedeva poco prima della fine dello scorso anno, giusto tre mesi fa.
E così, appena rientrato a casa, ci si ritrova, sempre a quasi 27 anni (oh, era la stessa giornata,ero solo invecchiato di qualche ora...) a piangere come un bambino per la contentezza di essere riusciti nell'impresa. Già, l'impresa.
Comprare il pane ed il giornale.
E mi ricorderò sempre quel giorno, una telefonata, con un'amica lontana.
Anche quella, un'altra impresa.
Ed ora, adesso, i nuovi limiti sono quasi tutti rimessi a fuoco, qualcuno è già stato raggiunto, come tornare a portare in giro dei gruppi dopo mesi.
Ed è andata bene.
Mercoledì farò un altro passo, tornerò su a Dublin.
Solo per due giorni, solo per una "boccata d'ossigeno", come qualcuno mi ha suggerito oggi (a proposito...non si commenta più il blog?).
Solo per sentirmi vivo, di nuovo, ancora.
Nuovi limiti... diciamo che sono sulla buona strada per provare a rimettere al loro posto tutti i miei "record".
Ma ogni giorno è una nuova scoperta del proprio corpo, della propria mente, che volente o nolente, alla fine, dallo scorso mese di novembre, sono cambiati. Ed anche tanto.
Dovrò solamente essere bravo abbastanza a far pendere dalla mia parte questa situazione, trovando la forza nel mio cuore, nella mia mente e nei miei pensieri sufficiente a farmi superare anche questa.
O affogavo o provavo a nuotare.
Io son del segno dei pesci...
Stamani mi sono messo a fare la lucertola sul mare... si stava proprio bene.
Con la faccia al sole, un leggero scirocco tiepido, seduto sul muretto vicino al fungo dei Canottieri, mi sono messo a guardare il mare "in scaduta" dopo la mareggiata di ieri...ed ho avuto modo di godermi un po' delle evoluzioni di alcuni surfisti che in attesa dell'onda giusta se ne stavano a mollo davanti al Lillatro con le loro tute nere a mo' di tante foche in attesa di chissà cosa.
Spettacolo buffo.
Questi quaranta minuti di "lucertolata" al solicchio mi hanno fatto venire in mente una malsana idea.
O meglio... una serie di malsane idee.
Tutta colpa dello scirocco forse.
Ve ne parlerò a breve.
Buona notte. A tutti.
Slàn.
E abbiamo parlato, visto che anche lui viene da un periodo di recupero fisico, dei propri limiti, dei propri momenti in cui ci si misura per capire come stiamo fisicamente e sotto l'aspetto dell'umore e della psiche.
Ma non abbiamo parlato di questi limiti standard, quelli che siamo abituati a conoscere, sempre e comunque, che siamo abituati a misurare a "cose pari", cioè quando tutto va bene ed è ok.
No.
Abbiamo parlato di quei nuovi limiti personali che dobbiamo andare a scoprire e conquistare quando per un motivo o per un altro siamo costretti a ripartire da zero.
Ripartire da zero appunto.
Quando per uno come me, e chi mi conosce lo sa, anche se al primo sguardo non si direbbe, amante dello sport in tutte le sue sfumature, che per un disgraziato momento di debolezza del mio organismo, mi sono ritrovato a "ripartire da zero".
Che cosa vuol dire questo? ...direte voi...
Vuol dire che c'è stato un momento nelle settimane, nei mesi scorsi in cui rispondere al telefono era una paura più grande del dolore che provavo nel cuore (che era immenso) ed anche uscire per andare a comprare il pane o il giornale era una fatica ed uno sforzo fuori dalla mia portata.
Ecco, quello è stato il mio "momento zero".
E' un po' come quando, al vostro videogame preferito, avete tutta una serie di record (nel mio caso, una "vita normale") e d'un tratto dovete cancellare tutto.
Zac, un colpo di polpastrello e tutto quello che c'è stato prima non esiste più.
Via, da capo, si riparte da zero, nuovi scenari, nuovi orizzonti.
E allora si devono riprogrammare tante situazioni.
Ed i nuovi traguardi vanno rimessi a fuoco, ricalibrati. Ripensati.
E così, a quasi 27 anni ci si ritrova una domenica ad uscire per andare a comprare il pane ed il giornale, laggiù, in piazza, una distanza che per settimane sembrava infinita. Questo succedeva poco prima della fine dello scorso anno, giusto tre mesi fa.
E così, appena rientrato a casa, ci si ritrova, sempre a quasi 27 anni (oh, era la stessa giornata,ero solo invecchiato di qualche ora...) a piangere come un bambino per la contentezza di essere riusciti nell'impresa. Già, l'impresa.
Comprare il pane ed il giornale.
E mi ricorderò sempre quel giorno, una telefonata, con un'amica lontana.
Anche quella, un'altra impresa.
Ed ora, adesso, i nuovi limiti sono quasi tutti rimessi a fuoco, qualcuno è già stato raggiunto, come tornare a portare in giro dei gruppi dopo mesi.
Ed è andata bene.
Mercoledì farò un altro passo, tornerò su a Dublin.
Solo per due giorni, solo per una "boccata d'ossigeno", come qualcuno mi ha suggerito oggi (a proposito...non si commenta più il blog?).
Solo per sentirmi vivo, di nuovo, ancora.
Nuovi limiti... diciamo che sono sulla buona strada per provare a rimettere al loro posto tutti i miei "record".
Ma ogni giorno è una nuova scoperta del proprio corpo, della propria mente, che volente o nolente, alla fine, dallo scorso mese di novembre, sono cambiati. Ed anche tanto.
Dovrò solamente essere bravo abbastanza a far pendere dalla mia parte questa situazione, trovando la forza nel mio cuore, nella mia mente e nei miei pensieri sufficiente a farmi superare anche questa.
O affogavo o provavo a nuotare.
Io son del segno dei pesci...
Stamani mi sono messo a fare la lucertola sul mare... si stava proprio bene.
Con la faccia al sole, un leggero scirocco tiepido, seduto sul muretto vicino al fungo dei Canottieri, mi sono messo a guardare il mare "in scaduta" dopo la mareggiata di ieri...ed ho avuto modo di godermi un po' delle evoluzioni di alcuni surfisti che in attesa dell'onda giusta se ne stavano a mollo davanti al Lillatro con le loro tute nere a mo' di tante foche in attesa di chissà cosa.
Spettacolo buffo.
Questi quaranta minuti di "lucertolata" al solicchio mi hanno fatto venire in mente una malsana idea.
O meglio... una serie di malsane idee.
Tutta colpa dello scirocco forse.
Ve ne parlerò a breve.
Buona notte. A tutti.
Slàn.
sabato 1 marzo 2008
Meno di 49'
Piccole ma gratificanti soddisfazioni.
Nel piccolo piano di recupero psico fisico che mi sono dato nelle scorse settimane una gran bella importanza ricade sull'attività fisica.
Mi pare che ne avevo parlato qualche tempo forse.
Ecco, tutti i giorni, tempi e malanni permettendo mi concedo una bella camminata a passo svelto sul lungomare in direzione Castiglioncello, passando per il nuovo porto Cala de' Medici.
Diciamo che senza dubbio gli scorci invogliano ad andare a fare questi due passi "veloci" ed intensi.
Oggi devo essere sincero ero un po' titubante sull'andare o meno visto che comunque il meteo non era dei migliori e soprattutto l'umore era veramente sotto la suola delle mie scarpe.
Poi la svolta.
Sono andato a fare un giretto ai Circolo Canottieri per vedere mio fratello che giocava a tennis (...e stranamente ha vinto... boh... si vede che proprio sta giornata era molto particolare) e prima di tornarmene a casa ho fatto una capatina sul mare, oggi in tempesta per un ponente bello potente e teso.
Cavolo mi son detto... non mi posso perdere la chance di fare la mia passeggiata-corsetta con una cornice così ispirante, così particolare.
Così sono schizzato a casa, rapido parcheggio proprio sotto casa (un miracolo di sabato alle 5 di pomeriggio...un autentico miracolo) e via a mettermi la tenuta da jogging.
Pantaloncino verde (strano eh), calzettoncino tennis bianco, maglia tecnica e sopra giacchino antivento nero fine che affina, cronometro strategico in mano, chiavi del portone in tasca e via, si parte.
Ritmo lento all'inizio per poi aumentare dopo.
Venivo da un paio di giorni di attività dopo essere stato fermo quasi dieci giorni causa gite, malanni & affini, e forse, ero un attimo in debito di ossigeno ma in compenso ricco di acido lattico negli arti inferiori.
Già scendendo da P.za Monte alla Rena e poi arrivando al porticciolo il vento, il ponentino, si faceva decisamente sentire ma quando poi sono arrivato a Crepatura....ah... che goduria! Pura goduria!
Vento tesissimo, vento in faccia, mare in tempesta, onde arrabbiate, salmastro nell'aria, iodio sulla pelle e sulle labbra.
Sapori che non si possono descrivere...solo chi è "di mare" può capire.
Ecco perchè oggi dovevo andare...non potevo mancare un pomeriggio così.
E nel frattempo la giacchina nera garrisce al vento quasi fosse una bandiera... via via il ritmo aumenta, ed in un batter d'occhio sono ai Pungenti, poi Bagni Salvadori e alla fine arrivo alle scale che scendono giù dal cinema di Castiglioncello.
Punto di riferimento per i tempi e giro di boa per ancora qualche giorno prima di allungare il percorso fino al Ciucheba o oltre, vedremo fra un po': dò un occhio al time e vedo che sono un pochino sopra il mio tempo migliore delle scorse settimane, ovvero 25 minuti e spiccioli. Di solito arrivavo a 24' e 30''.
Insomma, non mi potevo lamentare dai.
E via allora, si ritorna indietro, verso casa, sperando di fare meno di 51 minuti che è il mio tempo standard per questa distanza.
E tornando verso casa, come lessie, sento con molto piacere che il ritmo può aumentare senza troppo soffrire...ma soprattutto, e non so perchè, riesco a godermi quello che ho intorno ancora meglio, in maniera più forte.
E' prodigioso come il soffiare del vento negli orecchi, unito al rumore assordante, a volte, delle onde che si infrangono sugli scogli, possa aiutare la mente a portare in superficie pensieri positivi e belli ed allo stesso tempo mettere in disparte quelli neri, negativi.
O al massimo mette la testolina in un mood neutro, senza alti e bassi, quasi in un atmosfera ovattata che riesce comunque a tener lontano quello che si deve tener lontano.
Via...passo passo... ogni tanto qualche "morso" alle caviglie per via dell'acido lattico... ma la gamba tiene tutto sommato.
Di nuovo dal porticciolo, poi su in P.za Monte alla Rena di nuovo e da lì poi sono circa un minuto o poco più per arrivare a casa...al portone di fronte alla farmacia.
Là...zac... un ultimo passo sugli scalini e sono arrivato.
Il tempo di dare un rapido e furtivo sguardo al time...e... cavolo!
Ma sono meno... sono meno di 49'!
48' 57''.
Record stagionale.
Si vede proprio che oggi dovevo andare a correre.
Nelle gambe c'era una buona lena.
Piccole, effimere ma gratificanti soddisfazioni.
Ed oggi ho capito una cosa... cioè, più che altro è stata una conferma.
Senza mare non posso stare.
No, non ci riesco proprio.
E' un compagno di cui proprio sento il bisogno, nei momenti di gioia, di sconforto e di fatica.
Sempre. Non tradisce mai.
Che sia Mediterrano, Tirreno...o Oceano Atlantico, ho bisogno di sentire un po' di salmastro sulle mie labbra.
E stasera, ad essere sincero, non disdegnerei neanche un po' di coccole femminili.
No, lo ammetto. Ne avrei proprio tanto ma tanto bisogno.
Slàn.
Nel piccolo piano di recupero psico fisico che mi sono dato nelle scorse settimane una gran bella importanza ricade sull'attività fisica.
Mi pare che ne avevo parlato qualche tempo forse.
Ecco, tutti i giorni, tempi e malanni permettendo mi concedo una bella camminata a passo svelto sul lungomare in direzione Castiglioncello, passando per il nuovo porto Cala de' Medici.
Diciamo che senza dubbio gli scorci invogliano ad andare a fare questi due passi "veloci" ed intensi.
Oggi devo essere sincero ero un po' titubante sull'andare o meno visto che comunque il meteo non era dei migliori e soprattutto l'umore era veramente sotto la suola delle mie scarpe.
Poi la svolta.
Sono andato a fare un giretto ai Circolo Canottieri per vedere mio fratello che giocava a tennis (...e stranamente ha vinto... boh... si vede che proprio sta giornata era molto particolare) e prima di tornarmene a casa ho fatto una capatina sul mare, oggi in tempesta per un ponente bello potente e teso.
Cavolo mi son detto... non mi posso perdere la chance di fare la mia passeggiata-corsetta con una cornice così ispirante, così particolare.
Così sono schizzato a casa, rapido parcheggio proprio sotto casa (un miracolo di sabato alle 5 di pomeriggio...un autentico miracolo) e via a mettermi la tenuta da jogging.
Pantaloncino verde (strano eh), calzettoncino tennis bianco, maglia tecnica e sopra giacchino antivento nero fine che affina, cronometro strategico in mano, chiavi del portone in tasca e via, si parte.
Ritmo lento all'inizio per poi aumentare dopo.
Venivo da un paio di giorni di attività dopo essere stato fermo quasi dieci giorni causa gite, malanni & affini, e forse, ero un attimo in debito di ossigeno ma in compenso ricco di acido lattico negli arti inferiori.
Già scendendo da P.za Monte alla Rena e poi arrivando al porticciolo il vento, il ponentino, si faceva decisamente sentire ma quando poi sono arrivato a Crepatura....ah... che goduria! Pura goduria!
Vento tesissimo, vento in faccia, mare in tempesta, onde arrabbiate, salmastro nell'aria, iodio sulla pelle e sulle labbra.
Sapori che non si possono descrivere...solo chi è "di mare" può capire.
Ecco perchè oggi dovevo andare...non potevo mancare un pomeriggio così.
E nel frattempo la giacchina nera garrisce al vento quasi fosse una bandiera... via via il ritmo aumenta, ed in un batter d'occhio sono ai Pungenti, poi Bagni Salvadori e alla fine arrivo alle scale che scendono giù dal cinema di Castiglioncello.
Punto di riferimento per i tempi e giro di boa per ancora qualche giorno prima di allungare il percorso fino al Ciucheba o oltre, vedremo fra un po': dò un occhio al time e vedo che sono un pochino sopra il mio tempo migliore delle scorse settimane, ovvero 25 minuti e spiccioli. Di solito arrivavo a 24' e 30''.
Insomma, non mi potevo lamentare dai.
E via allora, si ritorna indietro, verso casa, sperando di fare meno di 51 minuti che è il mio tempo standard per questa distanza.
E tornando verso casa, come lessie, sento con molto piacere che il ritmo può aumentare senza troppo soffrire...ma soprattutto, e non so perchè, riesco a godermi quello che ho intorno ancora meglio, in maniera più forte.
E' prodigioso come il soffiare del vento negli orecchi, unito al rumore assordante, a volte, delle onde che si infrangono sugli scogli, possa aiutare la mente a portare in superficie pensieri positivi e belli ed allo stesso tempo mettere in disparte quelli neri, negativi.
O al massimo mette la testolina in un mood neutro, senza alti e bassi, quasi in un atmosfera ovattata che riesce comunque a tener lontano quello che si deve tener lontano.
Via...passo passo... ogni tanto qualche "morso" alle caviglie per via dell'acido lattico... ma la gamba tiene tutto sommato.
Di nuovo dal porticciolo, poi su in P.za Monte alla Rena di nuovo e da lì poi sono circa un minuto o poco più per arrivare a casa...al portone di fronte alla farmacia.
Là...zac... un ultimo passo sugli scalini e sono arrivato.
Il tempo di dare un rapido e furtivo sguardo al time...e... cavolo!
Ma sono meno... sono meno di 49'!
48' 57''.
Record stagionale.
Si vede proprio che oggi dovevo andare a correre.
Nelle gambe c'era una buona lena.
Piccole, effimere ma gratificanti soddisfazioni.
Ed oggi ho capito una cosa... cioè, più che altro è stata una conferma.
Senza mare non posso stare.
No, non ci riesco proprio.
E' un compagno di cui proprio sento il bisogno, nei momenti di gioia, di sconforto e di fatica.
Sempre. Non tradisce mai.
Che sia Mediterrano, Tirreno...o Oceano Atlantico, ho bisogno di sentire un po' di salmastro sulle mie labbra.
E stasera, ad essere sincero, non disdegnerei neanche un po' di coccole femminili.
No, lo ammetto. Ne avrei proprio tanto ma tanto bisogno.
Slàn.
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