giovedì 20 novembre 2014

Quel giorno che ti cambia la vita


Ci sono giorno nella nostra VITA che ne cambiano il senso. Il significato. Il valore.

Onestamente non so quale sia il mio. Dovrei scegliere tra molti.
Alcuni sono anche brutti, pieni di significati negativi.
Ma bisogna anche essere onesti e dire che se non avessi passato quei momenti, beh, chi oggi ho accanto non mi avrebbe mai notato.

Tra quelli brutti, bruttissimi ci metto senza dubbio quel giorno di novembre 2007 quando un dottore mi disse un qualcosa che la mia mente, sempre pronta ad elaborare e correre, elaborò fino a farmi immaginare un futuro pessimo. Atroce. Cattivo. A 26 anni mi vedevo da lì a poco su una sedia a rotelle.

Ce ne anche un altro, che porterò sempre nel cuore. Come una cicatrice. Profonda. Che mai smetterà di sanguinare. Il 25 giugno 2014. Nonna Liliana... che ha avuto di incontrarti e conoscerti... beh... spero solo di portarmi dentro da qui in avanti qualcosa delle milioni di cose che mi ha insegnato. Che fortuna è stata quella di averti accanto in questi primi 33 anni della mia vita. Un onore quasi.

E poi... ecco... ci sono quei giorni belli, quei giorni che non potrò mai scordare, quei giorni che oggi mi fanno sentire una persona vera. E anche qua è difficile. Prima di tutto metterli in ordine, perchè quando la vita prende "quella piega" che hai sempre sognato e voluto vivere.

Mi viene in mente il giorno che incrociai il tuo sguardo, dapprima timido e poi curioso.
Mi viene in mente la sera che lessi la tua prima email.
Mi viene in mente il giorno del nostro primo appuntamento.
Mi viene in mente il giorno del primo bacio. Era un 15 giugno.
Mi viene in mente il giorno in cui inizio la nostra favola. Era un 16 giugno.
Mi viene in mente il giorno in cui andammo a vivere nella nostra casina. (mai mi perdonerà il fatto di averla lasciata per qualche giorno, per un vecchio amore di entrambi, Erin).
Mi viene in mente il giorno in cui ti chiesi di sposarmi. Da quel bellissimo belvedere con vista sul Tirreno.

E soprattutto mi viene in mente quel 27 settembre. Lo scorso 27 settembre.
Il 27 settembre 2014.

...oltre ad ogni singolo secondo che ho la fortuna di vivere al tuo fianco. La fortuna più grande che la vita mi ha voluto regalare.

Mi guardo indietro e vedo un percorso pieno di ostacoli e tranelli che mi ha portato fino a te.
Guardo avanti e vedo...

Proviamo a scrivere insieme questo domani, amore mio.
Che ne pensi?


Ps: l'insegnamento che la vita, la mia vita mi ha lasciato è uno e semplice.
Che per arrivare a vivere quei momenti che una persona ha sempre sognato ed immaginato di vivere bisogna passare momenti bui, ricchi di paure, di sconfitte, di dolore. Perchè è in quei momenti che la vita ti vuole vedere in faccia. Ed è in quei momenti che bisogna prendere quelle decisioni che porteranno la nostra vita a prendere "quella piega". E' in quei momenti che bisogna scegliere tra VIVERE o lasciarsi andare.
Io decisi di vivere. E la vita mi ha fatto un regalo immenso.
Te. 

venerdì 4 luglio 2014

Riemerge. Esiste. Ci sono.

Giorni duri.
Settimane sotto pressione.
Addii dolorosi.
Notizie che ti lasciano di stucco.

Il sunto di tutto, alla fine, è sempre uno. E uno solo.

Godetevi ogni secondo, OGNI secondo della vostra vita.
Il tempo non ritorna più. Le passioni vanno vissute, sempre.
E tenetevi vicino chi vi vuole bene.

A presto. Promesso.


lunedì 29 aprile 2013

La prossima volta mi faccio accompagnare da Paul...


La prossima volta che viene la malsana idea di andare a comprare del pesce alla coop di Rosignano alle sette di sera, prendetemi a remi di patino nelle gengive.

Soprattutto se di fronte a te, in file, trovi nell'ordine:
1) sciura meneghina che si fa pulire 2 chili di calamari
2)signora vecchiotta andante dotata di erre moscia, probabilmente piemontese, che ha ordinato una quantità di pesce disumana, e che ci provava palesemente con il pescivendolo, elogiandolo per la precisa e veloce (ma dove...) pulizia dei pesci appena acquistati
3)rincoglionito di mezz'età autoctono che era indeciso se prendere il baccalà o l'acciughe sotto sale. Tanto ti verrà sere comunque.
Totale tempo d'attesa, 35 minuti tondi.
Per prendere poi due bei esemplari di sgombri, pescati in Atlantico.
Discretamente boni.
La prossima volta mi compro i bastoncini e vado in domo a quei vecchi rincoglioniti.

O magari potrei farmi accompagnare da quell'armadio di Paul.
Io sarei anche largo, ma non ho l'altezza.

Lui metterebbe un po' di pressione a quei ceffi che rallentano il banco pescheria del supermercato.
Sicuro.

Slàn.

domenica 28 aprile 2013

Pulizie di primavera


Prima cosa  bisognerebbe togliere un po' di polvere da qua...

...guarda quanta polvere c'è in giro...e da ottobre che non salivo qua e in effetti di lavoro da fare ce n'è.
E prima di mettere ancora un po' pensieri qua, mi voglio divertire un po' a rivedere cosa era finito qua.

E devo essere sincero... ne è passata di acqua sotto i ponti da quel primo post di una domenica di marzo, di quasi sei anni fa.
Ne è passata di vita da quel momento ad oggi.

Rileggo.
Ripenso.
Sorrido.
Piango.
Penso.
Ricordo.
Sogno.
Immagino.
Sospiro.
Faccio un respirone e vado avanti.

Perchè la vita spesso ti prende qualcosa, via via ti ruba qualcos'altro.
Qualche volta ti fa capire che certe persone su cui hai pensato di poter contare in realtà si sono poi dimostrate un qualcosa di vuoti, inutile se non veri e propri soggetti dannosi.
Meglio così, il tempo ha sempre ragione. E sedimenta tutto.

Quello che rimane è quello che è giusto che sia rimasto.
Anche se un'altra bella scrollatina al setaccio andrebbe proprio data... si farà anche quello...

Ma la vita poi alla fine, se la tratti bene, l'apprezzi e la valorizzi, ti regala qualcosa.
Qualcosa di bello e di unico.

E le pulizie di primavera di quest'anno saranno proprio ispirate.
Ispirate dalla voglia di vivere questa vita al meglio, di progettarla per assecondare il volere del cuore e di sognarla per seguire i dettami dei sogni.

Si puo. Fare.
Slàn.




sabato 20 ottobre 2012

Ognuno di noi ne ha uno


Sì.
Sono proprio sicuro di sì.
Sono proprio certo che ognuno di voi ne ha uno. Che tiene segreto.
Tiene dentro di se e lo usa solo e soltanto quando ha bisogno di essere da solo con se, se stesso, i suoi progetti, le sue idee ed i propri momenti creativi.

Chi sa cosa avete capito...

Sono ancora più certo di questo, ogni volta di più.
E' sempre là, nell'angolo dei vostri pensieri, nelle intercapedini più strette e nascoste della vostra mente. Ma c'è sempre. Quando ne avete bisogno è sempre presente.
Niente e nessuno ve la potrà mai togliere.
E diventa di una potenza dirompente e quasi senza limite se potete avere la fortuna di poterla condividere con la persona che avere vicino, accanto.

E' l'idea di avere un proprio angolo di mondo, vicino o lontano, dove siete sicuri potrete trovare la tranquillità per poter pensare, ragionare, sognare, ambire, progettare, chiudere gli occhi e volare via per quanto volete voi.
Dove siete voi, la persona che amate ed i vostri pensieri. Sogni. Tutto quello che volete voi.
Niente altro intorno a voi se non quelle immagini che tenete sempre ben custodite nella mente e nel cuore e che sapete sempre riconoscere, ogni volta che ne avete bisogno. E sentite subito il bisogno di andarci, tornarci e tornarci ancora una volta.
Perchè è da là che parte, forse, ogni cosa di voi.

Di questi posti qua ne ho molti, i più ahimè sono sparsi per il mondo (inutile dirvi dove si trovano...) ma ce n'è uno proprio a due passi da qua.
Basta prendere quel sottopasso sotto la ferrovia che vi aprirà lo sguardo come una sorta di quinta teatrale verso il Mare Nostrum e fermarsi là dove c'è una sorta di balcone naturale verso... verso la direzione dove vuole andare la mente, dove vogliono andare i pensieri.

E ieri sera, non ho trovato che che questo spazio per mettermi là a cercare nuove canzoni da usare giovedì prossimo.
Mettiamola così... vista da sogno, luci calde ed avvolgenti di un tramonto autunnale...e la colonna sonora di decine di canzone che penso saranno semplicemente perfette. Almeno così speriamo.
Si fa veramente presto a rendere un semplice venerdì sera in un momento di quelli da ricordare.

Basta veramente poco per essere felici nella vita.
Per chi lo vuole essere veramente.


sabato 29 settembre 2012

E' sempre il solito, strepitoso settembre...


E alla fine anche questo settembre è volato via.
Volato via in un baleno.
Velocemente.
Forse troppo velocemente.

Forse dai, alla fine è scorso via alla velocità normale di quando una persona sente che inizia a vivere la propria vita nella forma, nei modi, negli spazi e nei pensieri di come l'aveva sempre sognata, immaginata, studiata, proposta. E poi finalmente raggiunta, vissuta.
Secondo dopo secondo. Giorno dopo giorno. Settimana dopo settimana. Mese dopo mese.

Settembre, apre le porte all'autunno.
Stagione che da sempre, per tutti noi, è una stagione di cambiamenti, adattamenti, rinnovate promesse, piano più o meno fattibili messi in pratica o almeno. Chi di voi non era un po' impaurito, arrabbiato, sconsolato ed anche un po' spaesato al momento della ripresa delle scuole, soprattutto dopo i famosi "salti" tra cicli?
Io ero fra quelli, lo ammetto.

Ma con il tempo ho imparato ad apprezzare questa stagione, queste settimane che ci accompagnano dalle spiagge affollate e rumorose estive verso quelle atmosfere più intime, calde, tranquille e se vogliamo un goccio più riflessive delle case, dei locali dove ci si ritrova con gli amici per un buon bicchiere di vino rosso.
C'era un motivo se mi avevano affibbiato il nome di "Mr. Autunno"...
Non ci posso fare niente, mi piace troppo di più questa stagione rispetto alla primavera (per non parlare dell'estate).

Saranno questi colori che si iniziano a vedere o meglio, a intravedere (sperando che questo stramaledetto scirocco lasci il posto a qualche bella sventagliata di tramontana e grecale, c'è da ripulire quest'aria pesante ed umida) a sera, come in questo momento. Quando da fuori le persiane e le finestre piano piano scendono quelle ombre che avvolgono tutto ciò che trovano, rumori compresi. Ombre che poi diventano colori scuri, ma mai tenebre.
E queste atmosfere dovrebbero darvi la spinta, la voglia, di mettervi lì, dentro voi stessi, nel tepore e nella tranquillità dei vostri animi, che sapranno con un abbraccio caldo farvi capire che ogni singolo attimo della nostra vita deve essere un'occasione, un momento da apprezzare.

Sognare, ricordare, suggestionarsi, immaginare, programmare, scrivere, dipingere, ascoltare musica, leggere...e chi più ne ha più ne metta... beh, in questi momenti, in questi scorci crepuscolari un sabato sul finire di settembre qualunque, è proprio uno di quei momenti in cui vorresti fermare il tempo per avere modo di fare tutto... perchè il tuo cuore è ispirato, perchè il tuo animo è alto, perchè ti senti il diritto sacrosanto di essere felice. E te lo senti dentro, scolpito là. E nessuno te lo può togliere.

E' sempre il solito, strepitoso settembre...
Davvero. Dopo aver avuto modo di scoprire, conoscere, innamorarmi di una perla del Mar Egeo, negli scorsi anni, quest'anno il nostro girovagare ci ha portato nel cuore dell'Europa. Di quell'Europa ricca di storia, di volti, di storie, di leggende, di scorci, di contraddizioni, di profili, di contrasti: così forti da farti vivere quella settimana, quella settimana appena trascorsa, in uno stato di emozione e suggestione continua che forse mai avevo provato in passato.

Un qualcosa di estremamente difficile da spiegare. Ma allo stesso tempo, estremamente emozionante. Bello. Bellissimo. Emozioni che mi hanno preso il cuore. Emozioni che mi hanno fatto sentire come testimone di passi della storia, di una storia che sempre e comunque va avanti, voltandosi di tanto in tanto indietro. Con un orgoglio e con un'altezzosità più che meritata. Perchè è il tempo che glielo ha riconosciuto. Non facendole invecchiare mai. Ma tramutandole in esperienze di viaggio che consiglio assolutamente a tutti.

Dresden e Prague sono un tuffo al cuore.
Un tuffo al cuore che può diventare emozione da lasciarti un segno scalfito nel cuore. Per sempre.
Se al tuo fianco avevi la persona che ti fa battere il cuore. Ogni secondo della tua vita.

Perchè in serate come queste, ti fermi un attimo (nella speranza vana di riuscire a fermare il tempo) e rivedi ogni secondo, ogni frammento, ogni scorcio, ogni ombra, ogni controluce di questi giorni. Ed è un tuffo al cuore continuo.

Slàn.
Pàl.

domenica 20 maggio 2012

A volte a pensar male...



Ahhh....e precisa come non so neanche io cosa, per l'ennesima domenica di fila, è arrivata lei. Ancora una volta, ancora una volta tanto disutile quanto utile.
Utile perchè è mancata per tanto, troppo tempo.
Disutile perchè ti brucia quella mezza giornata da godersi in pace, agognata per tutto il resto della settimana.
Ma alla fine c'è, arriva. Annunciata e predetta. Forse pure maledetta.
Ma c'è.
E non ci si può fare niente. Come tutte quelle cose su cui non abbiamo potere decisionale. Come tutte quelle cose che quando ti capitano, beh, seguendo l'antico adagio "far buon gioco a cattiva sorte", non puoi far altro che prenderle.
Così come vengono. Le prendi e le guardi, cercando di capire come maneggiarle, gestirle ed affrontarle. Non puoi fare altro, se non sei uno struzzo.

E così capita in una "bella" domenica di pioggia di metà maggio, a ridosso di una due giorni di eventi e cataclismi che hanno segnato (purtroppo però siamo di memoria corta in questa sorta di strano paese...), almeno credo, questi sabato e domenica, di rimanere qua, nella mitica mansarda, con un po' di buona musica in sottofondo, a pensare ad un po' di cose.

Cose e persone.
Cose, persone ed esperienze di vita.

E tante volte a pensar male...

No, no...tranquilli. Non è una seduta privata di autolesionismo applicato. Ci mancherebbe. Se ne passano già di ogni tutti i giorni, che proprio ne farei volentieri a meno.

C'è che...
C'è che tante volte avrei una (insana?) voglia di mandare a spalare il mare, voglia di fanculizzare altamente (in prima battuta) certe persone che deliberatamente e con un piano ben preciso e studiato, ti hanno tolto svariati anni della tua vita, personale e professionale. Illudendoti di chissà quali mirabolanti possibilità ed esperienze, fatto salvo poi regalarti infinite figure cacine, frustrazioni, illusioni, incazzature, esaurimenti nervosi personali che inevitabilmente poi si riflettono anche sulla persona che hai accanto e sul restante tempo della così detta vita privata (considerate le ore passate là, beh, ne rimaneva comunque poco...).
E molto peggio ancora...
In seconda battuta poi, dopo la fanculizzazione, si potrebbe passare a... no, no, tranquilli, le mani io non me le sporcherei proprio per dei soggetti così. Proprio no. Però la tentazione di vedere che coloro che da sempre hanno navigato nella mediocrità e che sono rimasti a galla grazie alle tue idee, alle tue iniziative, al tuo entusiasmo ed alle tue capacità, finire dove si meritano, beh, è veramente tanta.
Dove si meritano di stare? Beh, non sta a me dirlo, però un'ideina ce l'avrei...
Ma verrà il nostro tempo e ci riprenderemo tutto con gli interessi.

Cosa ci riprenderemo? Cosa mi riprenderò?
La possibilità di mettere in pratica idee, spunti e capacità che in un ambiente mediocre, che non aveva voglia di crescere, non avevano sbocco.
Ci riuscirò. Ci riusciremo.

C'è che...c'è che poi fai di tutto per tenerti lontano da persone che un tempo hai indicato ed appellato come "amici" e che poi alla fine della fiera, non si sono rivelati proprio così.
Ci provi... perchè non puoi fare altro.

A volte varrebbe la pena fare come quando si ha un problema al pc che non parte più, e dove hai dei dati importantissimi da salvare.
Il tecnico ti dice che non potrai salvare ogni dato, ma solamente alcuni di questi.
Se il tecnico è bravo ti fare salvare quelli che sono realmente importante. Se il tecnico è uno scappato di casa, salverà qualcosa qua e là. E in quello che riuscirà a far saltare fuori di sicuro ci sarà tanta rumenta, tanta roba che avresti volentieri lasciato anche là, in fondo a qualche ammasso di componenti di pc qualche discarica indiana.

Ma tanto va così, sempre. Se hai fretta, troverai quel tecnico scappato di casa, che riuscirà a salvarti solo la merda, solo il peggio.
Tante volte vorresti tenere lontano dalla tua vita persone, soggetti come di cui sopra. Per non far sapere cosa pensi, come pensi, cosa progetti, cosa sogni, come vivi e come vorresti vivere la tua vita.

Perchè semplicemente non ti va di condividere con questi "soggettoni" te stesso.

Ma puntualmente, di rinterzo, di rimbalzo, di bisbigliato, di letto & rubato, di arraffato, di preso con le buone & con le cattive, di strappato, di immaginato (?), di venuto a sapere "per caso", di venuto a sapere "così, parlando d'altro" arrivano a coloro che avresti voluto tenere il più lontano possibile.
Perchè ti hanno fatto male e sei sicuro che te ne faranno ancora o perlomeno non appena ne avranno la possibilità.

...e uno dice, beh, come va di moda in questa epoca 2.0 o anche 3 o anche 69.0 "toglili dalle amicizie di Facebook"...
Beh, qualcuno ancora si lamenta che la privacy di quello che postiamo su quel ruzzino bianco e blu ci perseguiterà a vita? Onestamente, in tutta sincerità ed in tutta umidità (per la pioggia di oggi), le orecchie, gli occhi e la bocca di qualcuno può essere anche di molto ma di molto peggiore.

Siiii...lo so. A pensar male si fa peccato.
Ma a volte ci si prende...

Buona domenica sera a tutti quanti. Anche a... sì dai, ci siamo capiti.

Vado a rimettermi il cilicio...(e scusate il tono da domenica sera...)

domenica 8 aprile 2012

Premessa. Dovuta.



Eh già, qua una premessa è proprio dovuta.
Altrimenti qualcuno potrebbe pensare che sia proprio cambiato.
Mi chiamavano e tuttora mi definiscono "mr. autunno": adorando alla follia quelle luci e quei colori crepuscolari che solo quando l'anno volge al termine e ci si lascia alle spalle un'estate ricca di ricordi e dolci sensazioni piene, debordanti di salmastro e falò sulla spiaggia (attenti alla forestale che se vi pizzica vi spettina!), nome non potrebbe essere più azzeccato.
Perchè è proprio in quel momento dell'anno che secondo me il "tutto" che ci circonda si predispone e si assesta in modo tale da permettere una modalità talmente frizzante del mio ego, della mia mente, della mia creatività e della capacità di autoanalisi. Quasi mai nel resto dell'anno mi sento "IO" nel pieno senso del termine.
Potrei stare minuti, ore e forse anche giorni ad esempio ad osservare i colori pastello di un cielo spazzato da una fredda tramontana. Ammetto le mie debolezze.

Ci sono in quel momento dell'anno colori, profumi, suggestioni, idee, progetti, sogni, scorci, suoni, fruscii, punti di vista da una finestra socchiusa, baci, tocchi, pagine di libri, canzoni, ricordi, sapori, forme, ombre e foto, che sublimandosi in un maniera apparentemente ed inconsapevolmente ben architettata, mi riempono il cuore, l'anima ed ogni singola fibra del corpo e della mente.

Facendomi sentire vivo.

E' una sensazione strana e credo che se non sapete di cosa stia parlando, difficilmente riuscirete a capire di cosa stia parlando.
Ma tanto serve, credo, questa mia digressione-premessa per far capire al lettore che passa distrattamente da queste parti, quanto senta l'autunno la MIA STAGIONE. E quanto io mi senta pienamente IO in quei momenti. Che poi hanno poco a che vedere con il calendario e con i giorni...tanto è solo una pura e semplice sensazione che sento vibrare e dentro.

Premettendo tutto ciò, c'è...ci sarebbe da dire molto altro ancora. Lo so.
Ma non voglio tediarvi oltre modo.

E mentre qua, nella famosa "mansarda", risuonano le note e le emozioni di "Shock to my system" di Gemma Hayes, mi viene da dire e scrivere che ogni tanto, di questi tempi, quelle sublimazioni di emozioni e suggestioni avvengono anche di questi tempi.

Te ne accorgi...in realtà me ne accorgo subito. E' un attimo, meno di un secondo.
Bisogna essere sensibili e ricettivi a tutto ciò che ci è intorno, che ci sfiora e che vuole essere ammirato.
E' un bagliore, una particolare luce al tramonto quando l'aria è spazzata da un vento di maestrale e tramontana (quasi un mistral), un colpo d'occhio, un battito d'ali di una gabbianella sugli scogli...è molto altro ancora invero.

Ma basta tutto ciò ed allora ci siamo.
E allora ti basta scegliere un punto da dove il tuo sguardo può spaziare, dove il vento riesce a farsi sentire forte e teso; basta fermarsi là per qualche istante.
Là, proprio là.
La luce, i colori, le ombre e le forme saranno il contorno perfetto ed ideale.

Basta che il vento si senta forte e teso abbastanza da... farti volare via, tenendoti ben saldo al suolo, allo scoglio, alla panchina. Là.

Deve essere forte abbastanza per portare via i dubbi, spazzare via i pensieri negativi e tenere lontano le refole dell'invidia e della cattiveria di chi ti osserva, di chi ti segue sperando in tuo passo falso.
Ma deve essere teso tanto da portarti quelle idee, quelle suggestioni, quelle consapevolezze che ti faranno riprendere il cammino tanto ricco e vitale facendoti sentire pienamente VIVO.

Tutto il resto verrà da se.
Ne sono sicuro.

Slàn.

mercoledì 4 aprile 2012

Una vita da lumaca. Uno spasso.


...eh, beh, in effetti, letta così al volo uno potrebbe pensare che il sidro che ho bevuto stasera fosse stato in qualche modo adulterato o andato a male. E invece, cari amici, penso proprio che la vita di una lumaca sia un qualcosa di veramente ganzo.

Ammetto che mi è partito un trip mentale, giusto ieri mattina, non appena sono sceso per la colazione: persiana sul giardino aperta, le prime gocce di pioggia dopo una lunga stagione secca ed ecco che come per incanto la natura, riprova almeno, a riprendere il suo normale corso.
E lo sguardo mi cade proprio su quella lumaca che si avventura su per quel muretto bagnato, tra vasi, piante, rami e... tutto quello che il nostro occhio magari non riesce neanche a vedere e che magari per quel piccolo mollusco gasteropodo (ah...la rete, quante risorse si possono trovare!!!) diventa un ostacolo insuperabile.

Curiosa la vita delle lumache. Ci avete mai pensato?
Dite che se uno desiderasse provare per un po' quel tipo di vita è seriamente malato?

Mettiamola così.
Sono sempre stato un po' controcorrente, non mi è mai piaciuto seguire il gregge, a costo di sembrare scontroso o peggio ancora snob. Ma, wtf, no??? Mi è sempre piaciuto uscire solo quando, dove e come piaceva a me. C'è il sole? mmm...troppo caldo. Me ne sto a casa. Meglio un giro in macchina sotto la pioggia battente, per vedere un po' come il mondo è sotto la pioggia. Un po' come fanno le lumache: se ne escono solo quando piove e fiere se ne vanno per la campagna, non curandosi di umidità, pioggia, tuoni e fulmini. Siete dei grandi esseri, lasciatevelo dire! Mentre tutto il resto del genere faunistico se ne sta rinchiuso al caldo ed all'asciutto di tane e nidi, voi siete là.

Con il vostro incedere lento ma deciso siete un esempio perfetto di come piace affrontare la vita a questo povero essere umano che in queste righe telematiche prova a tessere le vostre lodi. Nella vita ci sono sempre, ogni giorno, ogni momento, difficoltà, ostacoli, trabocchetti & altre amenità.
Se noi dall'alto del nostro essere bipedi eretti, osserviamo l'andare di una lumaca ci viene da dire "mamma mia, quanto va lenta!". Non considerando tutto quello che un piccolo essere come la lumaca deve superare: un piccolo muretto, un legno, buche e quant'altro. Dando per scontato che in realtà, considerate le proporzioni, per fare dieci centimetri in campagna, una lumaca fa una fatica immonda. E la fa pure molto velocemente.

Ah...quanto vorrei chiedere a coloro che danno per scontato tante cose, giudicando, ammonendo, consigliando e sparlando, se mai, per un attimo, se fossero in grado di mettersi nei panni altrui prima di dare fiato al proprio cavo orale.
Ma lo so, con certi personaggi è proprio una partita persa in partenza.
Purtroppo.
Per loro.

Ecco, vorrei che ogni tanto qualcuno osservasse la mia vita, le mie scelte, i miei errori, le mie vittorie, le mie gioie ed i miei dolori, considerando tutto quello che ho passato e sto passando per provare a camminare ed andare in questa vita.
E' sempre facile, credo (o almeno così immagino) dall'alto del proprio ego, talvolta smisurato, elargire preziosi consigli e pizzichi di presupposta superiorità.

Ma a me, alla fine della fiera, piace uscire quando piove e gli altri se ne stanno al chiuso. Per andarmene piano piano in giro per il mondo, a scoprire cosa la vita ha deciso di regalarmi. Piano piano, senza correre per arrivare chissà dove. Perchè quando si corre troppo, si rischia di lasciare dietro un sacco di cose importanti.

A me piacerebbe proprio vivere da lumaca.
Sotto la pioggia, nella natura, andando avanti e superando gli ostacoli piano piano, col passo giusto.
Sperando però di incontrare umani che sappiano giudicare il mio passo, il mio incedere, per quello che realmente è.

E poi oh...volete mettere? Di questi tempi dove le banche non ti danno il mutuo nemmeno se garantisce Obama, avere una propria casuccia da portarsi sulle spalle ovunque si vada, è un lusso!

Si, ho deciso. Voglio proprio vivere da lumaca.
Notte mondo.

venerdì 9 marzo 2012

E poi apri una persiana...


...e ti sembra che tutta la vita ti ripassi davanti un secondo.
Strana la vita eh... non appena si svolta la boa dei trenta, lasciandoti alla spalle anche quella dei trentuno, le suggestioni ed i pensieri fanno buffi scherzi.
Prendi stamattina ad esempio... dopo una notte di vento forte e teso dal nord (per i meno avvezzi a questioni eoliche...tramontana) che ha sibilato sui tetti e fra le antenne, vado ad aprire la persiana sul terrazzo e... boh.

Le suggestioni, i pensieri, i ricordi, i sogni...mischiati tutti insieme in un attimo: apri la persiana, fai due passi verso blu del cielo... e d'un tratto senti il vento che ti accarezza deciso la pelle. D'un tratto vedi la luce radente del sole che incoccia i tuoi occhi e te li fa chiudere per un attimo, tanto è intensa. D'un tratto senti il sibilo del vento che corre sui tetti, tra i tegoli ed i terrazzi...

D'un tratto di sembra di essere là... là su quella collina, una delle più alte di quell'angolo di paradiso, proprio vicino a Tripiti.
La mente fa un salto, il cuore un sussulto.
Là dove il vento ha picchiato fortissimo, picchia fortissimo e picchierà sempre fortissimo...là da dove ti sembra di dominare il mondo.

Tutto questo in un attimo. In una frazione di vita. Quanto sono buffe le suggestioni e le emozioni. Mi è sembrato proprio di essere là. Mancava però il colore blu intenso dell'Egeo, mancavano quei profumi e quei sapori che saturano l'aria, mancavano quei riflessi d'oro nella baia.
Ed è stato come fare un salto nel tempo. In un attimo. Con te Inish.

Perchè poi...e questo è forse proprio il bello di questi giochi di suggestioni... in un attimo mi è passata, e non so il perchè, davanti la mia vita.

Trentunanni. Freschi freschi.
E proprio da lassù, da quell'altura dell'Egeo, è transitata la mia vita con te. Una bellissima vita.
Sempre in un attimo... zac. Tutta la vita davanti agli occhi. Viaggi, esperienze di lavoro, esperienze di vita, sogni, ambizioni, speranze. Voglia di vivere.
E' stato stranissimo. Non so spiegarlo in pieno.
E quando ti capitano questi momenti provi, cerchi, speri di essere abile a buttar giù uno straccio di bilancio. Oddio...bilancio...che parolone. Orrendo sinceramente.
Diciamo che provi a capire cosa e come hai fatto negli ultimi anni.

Ecco... mi estraneo un attimo...torno a una decina di anni fa... e provo a ricordarmi cosa volevo, sognavo.
Ho in mente una sola immagine, un solo pensiero, una sola speranza.

Speravo, sognavo...desideravo solamente provare a vedere la mia vita, il mio futuro, i miei sogni attraverso gli occhi di un'anima speciale. Di un'anima...come te Inish.
Avrei forse potuto chiedere di più...lavoro, successo, soldi...
Ma ho puntato a quel minimo per VIVERE BENE e vivere la vita fino in fondo. Ogni secondo, ogni attimo, sempre.
Ed alla fine ti ho trovato...ed ho trovato quegli splendidi occhi.

Avrei potuto chiedere altro...non qualcosa in più. Perchè tutto il resto è "semplicemente altro" e qualcosa in più.

Perchè sono convinto che tutto quello che sogniamo e a cui aspiriamo è là, a portata di mano.
Già forse si riesce anche a vedere.

Buon compleanno Paolo. Auguri.
E non smettere mai di sognare, di vedere la vita con gli occhi pieni della voglia di viverla fino in fondo, emozione dopo emozione, suggestione dopo suggestione, abbraccio dopo abbraccio. Non smettere mai.
Mai.

Nemmeno quando ti scontri con personaggi che ti rubano le idee, nemmeno quando chi ti ruba le idee riesce a fare cose orrende vantandosene, nemmeno quando i metri di paragone di chi vorresti dalla tua parte ti mettono di fianco a buste paga gonfie (di persone vuote), nemmeno quando prendi delle sonore tranvate da "pseudoamici" che...ma lasciam perder che altrimenti ci facciam notte...
C'è molto altro nella VITA.

La vita è bella così, perchè ogni mattina ti può fare un regalo così...bello ed inaspettato. Ed allora tutto questo pattume può essere messo in un bel sacco nero e buttato nel cassonetto.
Accertandosi però che poi subito dopo passi il camion della monnezza...o al limite in giornata.

Slàn,

sabato 24 dicembre 2011

Il mio (nuovo) natale



Già. Avete proprio ragione. Qualcuno di voi ha proprio ragione e non posso proprio dargli torto.
Anch'io ho odiato profondamente il natale, il suo clima, il suo far rifiorire amicizie e parentele un po' così...tutti gli annessi e connessi.
Ero profondamente a disagio... molto a disagio.
Regali comprati per me stesso, fratello e genitori (ed ovviamente nonna Lily) e stop. Qualche pensierino per gli amici. Stop. niente più.
Nessuna voglia di di festeggiare, nessuna voglia di andare in soffitta a prendere da sotto centimetri di polvere umida albero, luci e palline.
La voglia di sabotare la luminara di quartiere fin dal momento dell'installazione ad inizio dicembre (quando ancora in uno pseudo stato di benessere se ne facevano... adesso manco ci pensano lontanamente).
Il voltastomaco non appena mettevo piede in qualche negozio o supermercato al solo vedere armonie più o meno farlocche di coppiette che si accingevano a fare acquisti per la famiglia...o peggio ancora da solo per il proprio-la propria amata.
Onestamente evitavo amabilmente, preferendo passeggiate sulla spiaggia, giri in moto con annichilimento-ibernazione delle articolazioni delle gambe oppure nel buio e nel silenzio (e nella solitudine) della mansarda, stesso sul letto, occhi chiusi ed ottima musica che scorreva nelle cuffie.

Ci sono passato, so di cosa parlate e cosa provate.
Onestamente si può odiare tutto questo.
Ed a me succedeva fino a non molti anni fa.

Ma quanto tempo è passato... quanto tempo sembra essere passato da quel Natale del 2007. Rileggetevi anche voi i pensieri di quel periodo. Ogni tanto lo faccio e mi pare proprio che stesse scrivendo un'altra persona.
Quanto tempo è passato...quante tempeste si sono abbattute sulla costa ovest d'Irlanda...quante cose son cambiate.

Dal natale più nero della mia vita (che è stato il culmine di una serie di natali tristi, cupi e pessimi) alla fine è venuto fuori un nuovo Paolo.
Dalla paura, dal terrore e dall'angoscia di vedere la propria vita, la propria esistenza davanti, spesa nel migliore delle ipotesi su una sedia a rotelle sono riuscito a provare qualcosa di estremamente positivo verso questa festività.

Festività che come ben saprete anche voi, per me, dal punto di vista religioso, non ha proprio alcun significato.

Ma alla fine adesso, oggi...beh, riesce a darmi quel qualcosa di positivo che prima manco lontanamente riuscivo manco a sognare, immmaginare.
Penso di non fare un atto di estremo egoismo nel dire e pensare questo.
Cazzo, posso dire di essermi ripreso la vita?
Sì, me lo voglio proprio dire.
Il solo pensiero di fare "l'albero". Insieme. Insieme a chi ti ha aiutato a riprenderti la vita. Costruire insieme.
Il sogno di una vita. La trasposizione, per il momento figurativa, della volontà di creare qualcosa, mano nella mano, nella vita come nel salotto di casa (in questo caso l'albero) con chi si ama.
Un sogno. Un sogno, una speranza lontanissima quando in quel natale del 2007 ero laggiù in fondo al buio del pozzo della vita.
Era un sasso lanciato nello stagno.

E qualcuno l'ha raccolto.
Ed è stato il primo mattone di quella mia rinascita, del nostro cammino.
Della realizzazione di un sogno.

Sì, lo ammetto. Adesso adoro il natale.
Adoro poter dedicare del tempo a chi amo. E mi ama.
Adoro poter dedicare il mio tempo libero (ferie) a chi amo. E mi ama.
Adoro poter prendere questi momenti di libertà di idee e di sogni come un dono incredibile che la vita ci ho voluto dare e che noi abbiamo cercato.
Disperatamente cercato.
Adoro....adoro potermi dedicare solamente a te. A noi.

Unico rimpianto. Grande rimpianto.
Il tempo.
Il tempo che scorre sempre più veloce, sempre più senza freni.
Lavoro, lavoro, lavoro, altri impegni. lavoro. Pausa. lavoro, lavoro, lavoro...
Manco il tempo di leggermi un libro la sera (e voi potreste dire, giustamente, che cazzo ci fai qua? che cazzo cazzeggi sul faccialibro? beh, per come e quanto piace leggere a me, non mi posso accontentare di pochi minuti qua e là: quando leggo, ho bisogno di tempo per entrare bene nel libro...) manco il tempo di...
Manco il tempo. Manca il tempo.

Avrei voluto fare qualche regalo con la mia fantasia, con le mie capacità creative.
Avrei voluto mandare, come facevo tempo fa, i miei biglietti di auguri personalizzati per posta. Quanto mi piacevano. Mi davano soddisfazione.

Adesso mi sono ridotto ad un misera foto (purchè comunque bella dai...l'ho fatta io...e sì dai, mi lodo un po' da solo...) posta e taggata sul faccialibro.
Mi scuso di questo amici miei. Veramente.

Però alla fine è così.
Avrei voluto non entrare nel giro del consumismo dei regali...
Promesso, prossimamente sarà fatto. Spero.

Auguri Amici Miei. Auguri di cuore.

Il mio più grande e sincero Augurio per voi?
Spero che possiate passare queste feste con il cuore vicino a colui/colei che ve lo fa battere ogni giorno più forte.
Se non ce l'avete? Beh, avete tutto il diritto di odiare tutto questo.
Capisco e vi comprendo.
Ma...ma lasciatevelo dire.
Arriverà, sicuramente, il momento del sorriso anche per voi.
Ed allora le luci del vostro albero di natale vi sembreranno brillare più del solito.

Parole di chi ha toccato il fondo del pozzo ed ora può toccare la stella più lucente del firmamento.
Auguri vita mia.

Auguri a tutti voi. Vi voglio bene.

sabato 19 novembre 2011

Fermarsi un attimo a pensare



Ooohhh... finalmente.
Finalmente torno un po' qua in questo spazio mio, nostro. E forse magari anche un po' vostro, non so.
Finalmente un po' di (meritato) relax.
Aaaahhh... oggi me la sono proprio goduta, e non è ancora finita. Ho accompagnato Inish a lavoro, mi sono fatto due passi sul mare (da notare che tutta la settimana c'è stato un tempo fenomenale, solicchio tipiedo nel primo pomeriggio... e oggi era onestamente una ciofeca...), mi sono messo alla ricerca di un buon gelatino ma ahimè ne la gelateria al porto ne quella nella piazzatte dove fanno la Festa del Pesce erano aperti (io potrei garantirgli due coni belli pinzi di gelato ogni fine settimana, magari tre se si unisce anche Inish) e quindi con le pive nel sacco me ne sono tornato quassù in mansarda.
E non ci possiamo proprio lamentare eh; posizione strategica sul divanetto, musica on air (è bellissimo il nuovo cd di Gemma Hayes...provare per credere) e pensieri che frullano nella mente come al solito.

Non riesco prorio a farne a meno.

Finalmente un po' di relax, dicevo.
Ne avevo proprio bisogno. Dire che gli ultimi mesi sono stati un corsa è un un piccolo eufemismo, una piccola bugia biancha.
Dire che le ultime settimane sono state una liberazione è un supermega verità.

Pausa recupero Inish in corso.
Ho appena ripreso Inish da lavoro, due passi al freddino del porto e ora son di nuovo qua...comodo comodo sul divano, riscaldamento acceso, scalzo ed in totale comodità..questa sì che è vita.

Dicevamo...si, degli ultimi mesi vissuti tutti d'un fiato. Mamma mia, non c'ero più abituato. Forse è stato anche troppo.
Un nuovo lavoro, una nuova esperienza che ha voluto dire tanto. Forse troppo, non so. E' sempre difficile lasciare per strada, sospendere (non abbandonare però...badate bene!!!) i proprio sogni, le proprie aspirazioni ed i propri desideri di realizzazione. Soprattutto quando questi sono condivisi e desiderati dalla persona che ami. Ma tant'è, di questi non si può fare altrimenti. Bisogna essere onesti. Anzi mi reputo fortunato, strafortunato.
E' comunque...anzi, è senz'altro un'esperienza incredibile poter progettare impianti eolici. Veramente.
Però...però i ritmi... Non sono i miei. Purtroppo non lo sono proprio.
Ci si abitua, piano piano, è vero, ma spesso e volentieri mi chiedo se oltre il lavoro riesca a fare quello che amo, con la persona che amo.

E' da tanto, troppo tempo che non ho tempo per leggermi un libro, non ho tempo per rimettere in sesto la mia collazione di minerali in vista delle mostre del 2012, non ho tempo per ascoltarmi con calma un po' di buona musica...insomma, mi manca il tempo per curare quelle passioni che secondo me, alla fine, fanno aumentare la qualità della vita. Secondo la mia modesta opinione.

Ci metti che parti la mattina alle otto e torni la sera alle otto...ci metti che il sabato devi andare per recuperare le ore per avere un po' di ferie (eeeehhh...il contratto con la partita iva... eeehhhh....)...ci metti che la sera sei stanco come uno straccio...
Beh, il quadro è fatto.
Ripeto, non mi lamento e non posso farlo. Avere un buon lavoro di questi tempi è qualcosa di splendido. Un pochino più sereno la sera vai a letto. Ma poco.

Perchè se poi alla fine la vita non te la godi come vorresti, che gusto c'è?
Sempre di corsa, sempre a recuperare ore di lavoro...c'è la docenza al corso di Cecina, ci sono i corsi di aggiornamento...sempre a rincorrere le mezz'ore...

Mi sono concesso poi una piccola fuga quest'estate. Un piccola fuga nella mia, nella nostra amata Irlanda quest'estate. Un fuga dura, perchè mi ha fatto stare due settimane lontano da te. Mamma mia quanto è stato duro. Troppo. La prossima volta che Erin sarà...sarà con te Inish, capito? Promesso.
Un fuga lavorativa, una fuga remunerata. Un modo di tornare a fare un lavoro, un'esperienza che mi ha fatto amare sempre di più quella terra. E vi dirò, che mi riesce pure bene. Fare la Guida Turistica in Irlanda, con cinquanta e passa tizi sconosciuti sul groppone, è fantastico. Poter trasmettere quelle tue emozioni, quelle tue passioni, è veramente gratificante.
Ma ti fa star lontano dalla tua metà, cazzo quanto è difficile.

Quelle due settimane era le ferie in ufficio. Me le sono giocate così. Due soldini in più fanno sempre comodo.

Ma spesso mi fermo un attimo a pensare e dico...ma che minchia facciamo nella vita oltre a correre per il lavoro, rincorre il lavoro, cercare il lavoro, tenersi il lavoro, mantenere il lavoro, migliorare il lavoro?
Se mi fermo un attimo...ci penso, ma non so darmi la risposta. Quella giusta intendo.

E poi c'è stata la liberazione, la scorsa settimana. Bellissima esperienza. Dolorosa, più di quanto il dottore mi avesse detto. Ma per il momento sta andando nel migliore dei modi.
E' stata desiderata, sognata, agognata, sospirata. Sentita.
Sentita nella paura dei giorni prima. Sentita nel dolore dell'operazione.
Sentita nel sollievo dei momenti successivi.

Ma forse tutto questo è stato troppo. Troppo veramente.
Necessiterei di un bel reset, di un lungo stop & go.

Necessiterei di un qualcosa di diverso, con te Inish. Sempre. Questo è imprescindibile. Comunque.
Avrei voglia di vivere la vita con quei ritmi che sono adatti a me, ai miei muscoli, ai miei pensieri, alle mie forze, ai miei impulsi nervosi...
Più che voglia è una spasmodica necessità.
Lavoro, lavoriamo per questo. Lo vogliamo e ci arriveremo. Lo so.


Spesso la domenica mattina mi capita di guardare quelle belle trasmissioni dove si vedono salami, prosciutti, mortadelle, intingoli, ragù di cinghiale, grigliate di pesce, dolci siciliani, torte piemontesi, biscotti emiliani...
E queste immagini arrivano di solito da luoghi deliziosi, località idilliache, paesi da cartolina.
Quelle immagini che a me piacciono di più arrivano dalle montagne, magari dalle dolomiti.
Oh, metteteteci un po' un toppino, ma le malghe delle dolomiti dove si produce dell'ottimo formaggio mi manda in brodo di giuggiole.
Tempo fa sentivo una notizia alla radio; in Trentino e pure in Alto Adige, diverse malghe cercavano personale per la mungitura delle mucche.
Credo che vitto, alloggio, aria buona e zero stress fossero inclusi.
La paga è di circa duemilacinquecento euro al mesi. Netti.

Mi fermo un po' a pensare. Mi fermo un po' a pensarci su.
Voglio imparare a mungere le mucche. Ho deciso.
Buon serata e buon fine settimana a tutti voi.
Vi voglio bene.

mercoledì 12 ottobre 2011

Prospettive



…mannaggia, sempre la stessa storia. Sempre le stesse scuse… sempre e sempre…all over again.
Ti chiedo venia blogghino mio… scusa scusa scusa!!!
Sei un angolo dove ripongo e lascio i miei pensieri…e chi mi conosce lo sa che spesso e volentieri se appoggiate un orecchio alla mia vecchia e spelacchiata scatola cranica potreste sentire il classico fruscio fffrrrfffrrr…sì, quello del girelline dove scorrazzano i poveri cricetini delle vostre gabbiette (acciderba a voi che li tenere segregati…andate in pineta a godervi quei bellissimi scoiattoli!!!).
Sono i miei pensieri, le mie riflessioni… suggestioni, ricordi, sogni, ambizioni e chi più ne ha più ne metta.
E spesso, molto spesso (lo ammetto) avrei voluto prendermi i miei quindici venti minuti per digitarne un po’ qua, per rendervi partecipi (ma giustamente, come direbbe anche il grande filosofo Estiqaatsi da Nibbiaia, ce ne potrebbe anche fregà de meno), per mettere “nero su schermo” qualche idea o altro. Ma alla fine, alla fine… accidenti a me, rimando sempre. Sbagliando.

Tante e tante volte nelle ultime settimane, negli ultimi mesi, mi son passati per la mente degli argomenti, delle tematiche, dei sogni o dei pensieri che avrei proprio visto bene qua sopra.
“Qua sopra” che altro non è che un angolo del mio mondo, del nostro mondo adesso (vero Inish?), dove ho messo un po’ di me, di noi…da momenti di assoluto nero e pessimismo, passando per gioia esplosiva e quasi irreale per chi dalla vita ha sempre preso degli sganassoni di prima categoria, per arrivare a quella condivisione di vita, di sogni, progetti e sentimenti di cui avevi sempre e solo fantastico e sperato un giorno di poter vivere finalmente.
Tutto questo (e forse molto altro ancora ma anche molto meno), secondo me, sono queste pagine, questi simboli, queste battute su una tastiera oramai polverosa: un distillato raffinato di quelli che sono i metri cubi di pensieri ed impulsi nervosi che svolazzano, che hanno svolazzato e (spero) continueranno ad intasare questa massa che ogni giorno porto in giro sopra il mio collo..

Ma…ma…(onestamente sa molto di difesa d’ufficio “il ma”, e me ne scuso) questi ultimi mesi, per chi lo non lo sapesse, sono stati un vortice, un turbinio, un gran casino di eventi, prove, cambiamenti, ritorni, emozioni, incazzature, scombussolamenti, idee, prove, relax, vacanze come onestamente non avevo mai fatto, spiagge da sogno. E molto altro ancora.
E come quando sei nella centrifuga di una lavatrice (ho appena chiesto alla camicia lavata stamattina) non hai neanche il tempo di raccapezzarti e cerchi di andare avanti e provare a fare del tuo meglio. Del nostro meglio.
Ma si prendono le misure e si cercano le migliori prospettive per affrontare tutte le difficili angolazioni del cammino della nostra vita. Insieme. E’ quello che voglio. Che desidero. Mica per niente faccio il Geometra ;-D

Blogghino mio…chiedo venia per questa mia assenza…tornerò a breve. Devo parlarti e raccontarti della bellezza unica di quella stagione che sta per arrivare… e poi voglio parlarti di come le persone dovrebbero portare dentro il cuore la voglia di vivere, di provare a raggiungere le proprie ambizioni, i proprio sogni… è il sale della vita. Forse molto non se ne rendono conto.
Ah, ma forse di questo te ne avevo già parlato. Ma credimi, non è mai abbastanza.

Notte…il sonno incombe, la stanchezza avanza, la luna è già alta nel cielo…e la comodità di un passaggio sul divano prima del lettone è forte. Troppo forte.
Come il pan grattato per la milanese.

Ma stasera metà del cuore è lontano. Fisicamente. Perché batti sempre qua, vicino, accanto, dentro.
Con me. Notte amore.

sabato 28 maggio 2011

Il vento alla sera...



Devo ammettere che dopo la mia personalissima passione (osteggiata da molti) per l'autunno, sto iniziando ad innamorarmi follemente della stagione, del clima e di tutto quello che succede in questo periodo dell'anno.
Una buona, buonissima ragione è che tre anni fa tutto iniziò, pian piano, quasi in punta di piedi, e puntualmente adesso ogni anno, a ripensare a quei giorni così pieni di cose mai vissute e provate prima, beh, tutto dentro rivive, più intensamente e fortemente che mai. E' quella cosa così meravigliosa che rende la vita degna di essere vissuta in pieno, fino in fondo.

Ma la cosa bella, bellissima di questo periodo, oltre ai colori ed ai profumi che mai più durante l'anno saranno così forti, dolci, intensi, pregnanti e vivi, è quando a sera, prima di andare a letto, spengi tutto, chiudi le finestrine e lasciando aperto la porta del terrazzo, ma non la persiana, fai si che entri quel vento di mare dolce ma a tratti irruento, fresco e profumato di salmastro.
E si porta dietro quel rumore, o meglio, suono di cose spostate dalla sua forza, di persiane spostate se lasciate aperte, di foglie secche che corrono sui terrazzi ed il muoversi e contorcersi del grande pino in giardino.
Se non l'avete mai provata, questa è una sensazione grandiosa.
Addormentarsi con il dolce respiro della propria metà sul petto, chiudendo gli occhi pian piano chiedendo al vento un grande, immenso favore.
Ieri sera avevo proprio bisogno di far portar via pensieri negativi e dubbi.
Pensieri negativi e dubbi per delle scelte che a breve ci saranno.
Dubbi a dir la verità più che altro per questo bivio che fra poco mi troverò davanti; ma sono sicuro e consapevole che con il sostegno e soprattutto i consigli di chi ho vicino, tutto sarà fatto e scelto nel modo migliore. Me lo dice il cuore.
I pensieri negativi, e questa è una mia grande, grandissima pecca, arrivano dal dare troppo...anzi, semplicemente "peso e considerazione" a chi proprio non se la merita.
Agitando nella mia mente (inutilmente...ti c'ho messo anche la rima tsè) una quantità di materia grigia ed energia che proprio non ce ne sarebbe bisogno.
Per niente. Ma son fatto così, purtroppo e sbaglio.

Non voglio e non posso dare giudizi, come qualcuno ha fatto e scommetto continua a fare, ma si sa. Son fatti così.
Mi limito solo a dire che purtroppo ci si rimane male, molto male.
Ma si passa, si va avanti e quando ci si volta dopo un po' di strada, i veri amici saranno sempre lì, dietro a te. Pronti a supportarti in momento di mancanze e debolezze, a consigliarti ai bivi che la vita offre e presenta (tenendo sempre in mente che ad ogni bivio, potenzialmente, ci possono essere una, due o forse più nuove vie a disposizione, talvolta anche migliori di quelle che si stanno per lasciare) e soprattutti a far sentire la loro presenza. Anche a chilometri e chilometri di distanza.
E via, dopo un attimo di amaro, si riprende il cammino, ancora più spediti di prima.

Così,mi piace ricordare alcuni brani che mi son da sempre rimasti in mente, legati all'amicizia, quella VERA.


“La vera amicizia non è schiava del tempo e dello spazio, la distanza materiale non può separarci davvero dagli amici!”
Richard Bach

“Molte persone entreranno ed usciranno dalla tua vita, ma soltanto i veri amici lasceranno impronte nel tuo cuore.”
Eleanor Roosevelt

Ma con la speranza che ogni notte ci sia anche per voi un dolce vento che spira dalle vostre finestre, a cui poter affidare i propri pensieri, i propri sogni e tutto quanto il vostro cuore vi chiederà di poterli affidare, attraverso il vostro pensiero, il vostro desiderio.

Vento, torna a trovarmi presto, mi raccomando...

E come mi piace ricordarmi ogni qual volta il motore non pare voler girare come dovrebbe o perlomeno, come vorrei...

"Non dispiacerti di ciò che non hai potuto fare, rammaricati solo di quando potevi e non hai voluto." Mao Tse-tung).

mercoledì 30 marzo 2011

10 motivi per cui vale la pena di vivere


Domani incontreremo Roberto Saviano in libreria e mi sono venuti in mente i miei 10 motivi per cui vale la pena di vivere...Pàl aspetto i tuoi!

1.Avere milioni di motivi per cui vale la pena di vivere, uno su tutti il mio amore Pàl!
2. addormentarmi e svegliarmi accanto al mio amore, sognare di lui, vicino a lui
3.Viaggiare, scoprire, emozionarmi...magari davanti a un paesaggio irish con tante pecorelle bianche e nere, un cottage in pietra con le finestrelle gialle e il verde dei prati che si tuffa nell'oceano!
4.sognare la nostra futura casa, la nostra futura famiglia
5.le chiacchere con le mie sorelline e le mie amiche di sempre...il sostegno di mamma fiume e papà michele
5.l'amicizia quella vera, che c'è sempre anche a km di distanza
6.le coccole, gli abbracci,le risate, la musica, ballare la pizzica e fotografare andando in esporazione con il mio amore fotografo(vedi sfilare e fotografe con tanto di badge di accredito stampa prima della parata di San Patrizio a Dublino, che emozione!)
7.l'amore in tutte le sue forme, l'amore per la mia anima gemella che mi completa, l'amore per i nostri sogni, la voglia di nutrirli gg dopo gg e non abbandonarli mai, l'amore per la scoperta, la voglia di emozionarsi ogni giorno
8.cucinare qualcosa per le persone che ami
9. nuotare e perdersi, magari nel mare meraglioso dell'isola di Milos
10.camminare accanto a te , amore mio!

e i vostri motivi quali sono?

domenica 23 gennaio 2011

Sto, State, Stiamo...diventando "vecchi"



Alt! Lo so, lo so, molti se non tutti voi diranno... "vecchio lo dirai a qualcun'altro!". Ok, dai. Non era rivolto a voi direttamente, su su, non fate i permalosi. Questa riflessione che frulla nella mia mente da un paio di giorni viene fuori da una settimana un po' così, strana diciamo.
Nelle ultime settimane (non è che quelle prima fosse molto diverse, anzi...) piene di cose da fare, progettare, ordinare, organizzare e chi più ne ha, più ne metta, troppo spesso le cose capitano, passano e non hai neanche il tempo di fermarti a riflettere, ragionarci sopra e capire perchè.
Mi verrebbe voglia di definirlo se me lo consentite, un bel periodo di "bulimia di cose da fare". Brutto forse, ma era per rendere l'idea di un periodo dove tutto succede, passa e via...perchè deve succedere e passare. Stop.
Brutto...brutto davvero. Dovremmo essere forti e decisi abbastanza da non arrivarci, ma tanto puntualmente succede. Sic.
E in questi periodi...molte, troppe cose passano...e via!
Ma altre rimangono. Stra-sic.
Martedì sera, piscina. Per riprendersi, o almeno provarci, dopo i bagordi festivi. Mica seriamente però...in maniera molto "easy". Ok, qualche vasca, doloretti vari, bambini del corso che nella corsia vicina si tuffano a bomba (ma non è vietato tuffarsi nelle piscine?) e poi via di doccia.
Qua lo choc!
Mi stavo rivestendo quando dei bambini di 10, forse 11 anni si vestono per uscire e discutono di uscire per andare alla fiera. Fin lì tutto ok.
Ma quando uno tira fuori un telefonino touch-screen (non credo e spero fosse un I-Phone) e gli altri si mettono intorno comincia lo show.
"Ok bimbi, facciamo domani alle tre?" "Ok, io ci sono" "Chiamo gli altri sul cellulare e ci mettiamo d'accordo" "Perfetto, allora lo scriviamo anche su Facebook?"
"Si si, così le bimbe lo sanno e vengono anche loro...anzi, lo scrivo subito".
Sic.
Io ai miei tempi per andare alla fiera telefonavo a casa dei miei amici, parlando con mamme-babbi-fratelli-sorelle che poi ti passavano l'amico.
Questa è una sorta di invecchiamento tecnico.

Venerdì sera, dopo due anni di stop ad ogni attività fisica semi-impegnativa, intervallata da labirintiti, festival delle divanate reali, ribotte, sagre ed altre amenità, sfruttando una seratina ideale per clima e condizioni meteo (tramontana camuffata da "Burian", temperatura rasente lo zero con sensazione di -15°) ma soprattutto per l'orario (dopo cena, ma la cena poi l'ho fatta al rientro), ho tentato il rientro.
Il piede c'è sempre. diciamolo. Ma il fiato e la condizione erano rimaste nel bagagliaio della Punto.
Risultato: dolori e doloretti vari, respiro con soffio per due giorni.
Però non sono svenuto. Gran risultato. Voglio tornare comunque a giocare presto, ndr.
Questo è proprio una sorta di invecchiamento e decadimento fisico.

Ahiahi...i 30 sono dietro l'angolo.
E' l'ora di rimettersi in condizioni decenti.
Anche celermente.
Per la tecnologia...beh... sono i tempi che cambiano.
Per la condizione fisica? Sono le lonze che avanzano.

Sic.
Vado a ordinare la pizza.

mercoledì 12 gennaio 2011

Anno nuovo, sogni antichi



Aaaahhhh...eccoci qua, belli comodi e rotondi dopo i bagordi natalizi ed affini.
Sarà dura smaltire tutto quello ingurgitato nelle scorse settimane. Sarà una lunga strada, ricca di insidie e tentazioni, ma noi ci proveremo, giusto buzzino mio?

Anno nuovo...nuovi propositi. Ne avrei quintali, metri cubi. Non saprei neanche da dove cominciare. Da quelli più semplici, a quelli più complessi e arditi. Ah, è sempre stimolante ad ogni inizio anno buttar giù, anche solo mentalmente, elenchi di cose da fare e non fare più.
Bellissimo... ad inizio anno siamo in grado in teoria di lavorare 40 ore al giorno, non sentire la stanchezza, dimagrire sei chili alla settimana ed arrivare sempre in forma e lucidi ai fine settimana dove saremo in grado di girare, fare e molto altro ancora.
Peccato che poi già a metà febbraio i propositi e le buone intenzioni virino verso più miti e realistici intenti, dove i chili da smaltire sono sempre molti o troppi, si arriva ai fine settimana che si è stracchi morti e a lavoro si mulina si mulina ma poi alla fine in mano rimane ben poco.
Ecco qua...alla luce di 29 inizi di anno passati così, quest'anno, quasi in prossimità della fatidica svolta dei 30, voglio saltare di pari passo i famosi "buoni propositi" o "resolutions" come dicono dove si parla la lingua di albione.

Quest'anno... anno nuovo, sogni antichi.
Avevo scritto qualche settimana fa...dobbiamo, dovremmo nutrirci di sogni e di passioni.
Ecco, per quest'anno vorrei tanto provare a buttarla lì...lì a voi che ogni tanto vi prendete la briga di passare da queste parti e leggere un po' di me.
La mia passione la conoscete, è lassù, quella piccola -ma neanche poi tanto- isola sopra la Francia e di fianco alla più grande delle isole britanniche.
Erin, l'Irlanda.
Il mio sogno?
Riuscire a far conoscere, scoprire a far innamorare qualcuno di voi, qualcuno dei miei Amici, di quella splendida terra che mi ha fatto battere il cuore sin dalla prima volta che l'ho vista, tredici anni fa.
Come?
Basta che siate un piccolo gruppo, non troppi però, e sarò ben lieto di portarvi su in Irlanda per farvene innamorare.

Questo è il mio sogno, desiderio, aspirazione o forse anche ambizione per il 2011.
Uno dei più importanti.

Gli altri sono custoditi nel nostro cuore, vero Inish?

Buon 2011 a tutti voi. Sognate, sognate e sognate ancora.
Un sogno realizzato vi riempirà il cuore più di ogni altra cosa al mondo.

Vi aspetto su in Irlanda. Ho bisogno di voi per realizzare il mio sogno del 2011.

mercoledì 29 dicembre 2010

profumo di anno nuovo... e il ricordo di tante cose belle che l'anno vecchio ci ha regalato...


Il sipario sul 2010 sta per chiudersi...e sta per aprirsi quello del nuovo anno...resoconti? rimorsi?rimpianti? no niente di tutto questo...
penso solo ai bellissimi viaggi che hanno portato me e il mio amore in giro alla ricerca di tante emozioni, penso agli amici che siamo andati a trovare e che ci hanno accolti a braccia aperte e che senza remore ci hanno aperto il loro "nuovo"mondo...penso a una cena Tirolese e a tante risate fino alle lacrime davanti a un Kaiserschmann... penso a una cena irlandese davanti a un caminetto, al sapore della Guinness, ai racconti, le risate...penso a una Dublino sotto la neve che mai dimenticherò...penso al Connemara d'inverno che ci ha regalato dei colori mai visti...penso a noi due che non curanti del gelo ci siamo messi a camminare e fotografare dove tutto sembrava un poster da quanto era bello...penso alle attenzioni della signora del B&b che la sera al ritorno ci fa trovare una borsa dell'acqua calda sotto le coperte, per paura che potessimo avere troppo freddo...che tender!...penso al meraviglioso viaggio sulle magiche isole cicladi, al sole, al colore del mare, alle casette colorate, agli asinelli su e giù per Santorini, al Pellicano Pietro...penso a Milos, ai nostri mulini a vento...ai tramonti con tanto di aperitivo "fai da te"sulla nostra terrazza a suon di Mythos e noccioline...penso ai bagni in quel mare più che turchese, a quelle spiagge tutte per noi, alla nostra Gimmy che ci ha regalato visite in ogni dove...penso alle nostre cene greche, e a quella dove avevamo il ristorante in riva al mare solo per noi con tanto di bufera in atto...penso ai tanti gattini di Milos, e a tutti quelli che abbimo nutrito...penso alla passeggiata al tramonto fino al castello e al panorama mozziafiato...penso al nostro weekend in Val di Fassa, alla cena sotto la luce della Marmolada e al bagliore incredibile sul lago ghiacciato...e poi...penso a tutti i sacrifici per sistemare il tuo ufficio, alle incursioni all'Ikea, alla soddisfazione di vedere tutto sistemato ad hoc e di condividerlo con i tuoi cari...penso alle nostre numerose passeggiate da Rosignano a Caletta, alle nostre chiaccherate...e come dimenticarsi del nostro fam trip in Scozia? e alle 40 ore di bus per tornare a causa del vulcano???°_° mamma mia...però che posti...penso poi a questi giorni passati in famiglia, alle risate, e alla bella sensazione di essere tanto ma tanto fortunata...l'elenco potrebbe non avere fine tante sono state le cose bellissime che abbiamo vissuto insieme...
grazie di tutto amore, grazie di aver condiviso tutto questo con me, grazie di far parte della mia vita...
Buon Anno!
Con amore Inish

martedì 28 dicembre 2010

Penna, calamaio...e fantasia



Giusto qualche settimana fa, attraverso uno scambio di idee/progetti/emozioni/suggestioni/e altro con una cara Amica che abita poco più in là del famoso tratto autostradale che va Barberino a Roncobilaccio, parlavamo proprio di questo.
Di quanto era più bello, sotto tutti i punti di vista, lo scambio di posta ante avvento di Facebook, Messenger ed anche delle semplici email.
C'era un qualcosa di diversa, di speciale, di unico e di emozionante. C'era un mondo, secondo me, dietro la vecchia busta da chiudere con un paio di colpi di lingua, da affrancare e da imbucare nel bussolo rosso che si trova di fianco ad ogni tabaccheria.
Era veramente un'altra cosa. Questo è la mia idea.
C'era l'attesa di ricevere le missive, l'impazienza di aprirle quando si trovava qualcosa nella cassetta della posta, la gioia di leggere di amici più o meno lontani, di ricevere auguri e tutto quanto si poteva leggere in quel foglio A4 piegato in quattro o in tre per la busta lunga.
Ah...bei tempi.
Perchè poi c'era la voglia di rispondere, di mettere su carta tutti quei pensieri, tutte quelle idee, quei sogni ed aspirazioni (oltre alle immancabili riflessioni sulle difficoltà delle nostre vite) che magari non entravano nei 150 caratteri dei primi sms dei primi cellulari in circolazione. E prima ancora di questi proprio non c'era altro modo per spedirli se non la vecchia e cara lettera.
Scegliere la carta, scegliere la penna, scegliere il momento della giornata più adatto ma soprattutto l'angolo di casa più ispiratore.
Ammetto che la mia situazione ideale era quella in cui ero solo soletto qua in mansarda, all'imbrunire o dopo cena, una buona colonna sonora in sottofondo e magari fuori un po' di buriana condita con vento, pioggia e fulmini.
Ah... quelle sì che erano vere missive.
Ammetto anche che onestamente adesso i ritmi della mia vita non mi permettono più, purtroppo -questo è un altro capitolo, un altro post da discutere insieme...- di prendermi questi momenti per gli amici lontani. Anche perchè oramai tutti, o quasi tutti, siamo dentro a questa macchina diabolica e sublime che è il pc. E con lui tutti i suoi figli e nipoti...dall'email al nostro Facebook.
E allora ti viene automatico di mandare auguri, congratulazioni ed ogni altra sorta di comunicazione attraverso il tasto "invia messaggio" e affini.
Zero carta, zero inchiostro, quasi zero fantasia.
Zero emozioni...forse?
Fatto sta che onestamente la voglia di tornare ai vecchi sistemi, per gli Amici veri, quelli che ci sono stati, ci sono e ci saranno (spero) sempre c'è. Ed è grande grande.

Ho proprio voglia di penna, calamaio, un po' di ceralacca e di quei momenti per scrivere pensieri, sogni, condividere emozioni...
Proprio ieri, sbirciando tra la posta, ho scovato una splendida ed inaspettata sorpresa.
Tra un buono sconto di Decathlon, il resoconto della carta di credito (non ho avuto il coraggio di aprirla...), pubblicità di improbabili gite di 10 giorni a meno di cinquanta euro (ma si torna indietro o ti lasciano in qualche area di sosta al confine?) c'era una lettera, una busta.
Il destinatario ed il mittente scritti a mano, con un fine pennarello rosso ed una calligrafia dolce e morbida.
No dai...in fondo me l'aspettavo, come tutti gli anni questa lettera.
Apro, scarto, apprezzo fino in fondo la magia di scartare una lettera.
Dentro un biglietto fatto a mano, splendido, bellissimo.
Un pensiero bellissimo, una sensazione di Amicizia vera che si è diffuso non appena il biglietto si è aperto e mi ha lasciato leggere quelle parole incredibili.
Grazie, grazie di cuore.
Ad un'Amica Vera ed alla sua dolce metà auguro tutto il bene di questo mondo.
Vale e Christian, vi verremo a trovare prestissimo. Sarà un onore.

Grazie ancora, di cuore.
Tornerò ad impugnare la penna, non prima di averla intinta nel calamaio.
La fantasia deve tornare a fluire.
Notte mondo.

lunedì 13 dicembre 2010

Non regalate regali, regalate emozioni



Ahhh...finalmente ci siamo. C'è gente che da settembre affila gli artigli per arrivare al rush finale dei regali con il coltello tra i denti.
Sì, ma sì... ingorghiamoci nei super centri commerciali che hanno unto gli ingressi per farci entrare sempre in numero maggiore ed i pos per far scorrere meglio le carte (di debito)... pronti a quest'attacco di bulimia collettiva da acquisto selvaggio?
Io no.
Quest'anno voglio, almeno provare, a svicolare da questo diabolico meccanismo.
Già che ci siamo, vogliamo parlare dei falsi festeggiamenti del giorno più ingordo dell'anno? No via, altrimenti sarebbe una deviazione troppo ampia...6 giorni di click ci sarebbero da metter qua. Altra serata, altra occasione.
Voglio provare per quanto possibile a regalare emozioni.
Ma solo a chi se lo merita veramente.
Oddio, ammetto che qualche pensierino materiale c'è scappato durante l'Irish trip di qualche giorno fa...ma oh, come si fa a resistere al fascino perverso di Penneys, Arnotts e Dunnes Stores? Ammetto che se ci fossero in Italia sarebbe qualcosa di estremamente deleterio per me e per il mio cc.
Quest'anno io e Inish ci siamo voluti regalare qualcosa di non materiale, di non sostanzioso, di non mettibile in una improbabile serata di gala o di richiudibile in un sofisticata confezione regalo natalizia all'ultimo grido.
Ci siamo voluti regalare un'emozione da vivere insieme.
Pensate a quanto è bello, appagante e talvolta anche conveniente donare alla propria dolce metà, piuttosto che a un caro amico o a un familiare un'emozione vera, di quelle che quando il destinatario del pensiero realizza il tutto i suoi occhi si mettono a brillare e riblillare di contentezza.
Provateci.
Invece di improbabili acquisti tecnologici, di capi firmati da mettere a Natale e che poi la sera di Santo Stefano si infileranno in qualche armadio per mai più rivedere la luce, invece di... (metteteci quello che volete)
...invece di oggetti che acquistate così, di volè, tanto per fare volume sotto l'albero ( e si sa, il bel paccone fa sempre la sua figura sotto l'albero illuminato da collane di led o lampadine cinesi)...
...invece di tutto questo... pensateci bene cosa e a chi regalare.
Mai niente sarà più apprezzato e ben accetto di un pensiero che arriva proprio là, diretto al cuore di chi lo ricevere, se questo voleva proprio arrivare là, a toccare quella parte d'anima così sensibile in questi casi.

Ovviamente questo vale solo per le persone che oggettivamente ed effettivamente se lo meritano.

Soffermatevi un attimo, un attimello solamente. Pensate al destinatario del pensiero e a quelle che sono le sue passione vere. Di solito se il destinatario è al vostro fianco questa operazione dovrebbe essere di una facilitò estrema...altrimenti fate un discorsetto con voi stessi, sarà utile.
Dal viaggio più o meno lontano, alla visita di una mostra di un artista che lo/la fa emozionare, un pranzo o una cena in un luogo particolare e suggestivo, magari a coronamento di una bella escursione o una bella gita fuori porta...e chi più ne ha, più ne metta.
Ovvio, anche l'oggetto fisico e materiale, alle fine, se va proprio in questa direzione sarà un qualcosa di molto ben accetto.
Ma volete mettere la felicità di una persona che riceverà un qualcosa che va ad aderire proprio ai suoi desideri e ai suoi sogni?

Mah...dovrebbe essere sempre così. In teoria. Almeno credo.
Altrimenti non si spiegherebbe questa compravendita di regali riciclati a così poche ore dall'apertura delle urne del pacco di fiducia del venticinqueprossimoventuro....

Fate voi eh... io ve la butto là. Io non voglio niente di materiale, solo emozioni e pensieri di persone che ci tengono veramente.
A me e a quello che sono.

Però per un fagotto di Pernigotti si può fare una strappo alle regole...

Notte mondo. Vado sul sito di Fnac a vedere se trovo qualche regalo...