Alt! Lo so, lo so, molti se non tutti voi diranno... "vecchio lo dirai a qualcun'altro!". Ok, dai. Non era rivolto a voi direttamente, su su, non fate i permalosi. Questa riflessione che frulla nella mia mente da un paio di giorni viene fuori da una settimana un po' così, strana diciamo.
Nelle ultime settimane (non è che quelle prima fosse molto diverse, anzi...) piene di cose da fare, progettare, ordinare, organizzare e chi più ne ha, più ne metta, troppo spesso le cose capitano, passano e non hai neanche il tempo di fermarti a riflettere, ragionarci sopra e capire perchè.
Mi verrebbe voglia di definirlo se me lo consentite, un bel periodo di "bulimia di cose da fare". Brutto forse, ma era per rendere l'idea di un periodo dove tutto succede, passa e via...perchè deve succedere e passare. Stop.
Brutto...brutto davvero. Dovremmo essere forti e decisi abbastanza da non arrivarci, ma tanto puntualmente succede. Sic.
E in questi periodi...molte, troppe cose passano...e via!
Ma altre rimangono. Stra-sic.
Martedì sera, piscina. Per riprendersi, o almeno provarci, dopo i bagordi festivi. Mica seriamente però...in maniera molto "easy". Ok, qualche vasca, doloretti vari, bambini del corso che nella corsia vicina si tuffano a bomba (ma non è vietato tuffarsi nelle piscine?) e poi via di doccia.
Qua lo choc!
Mi stavo rivestendo quando dei bambini di 10, forse 11 anni si vestono per uscire e discutono di uscire per andare alla fiera. Fin lì tutto ok.
Ma quando uno tira fuori un telefonino touch-screen (non credo e spero fosse un I-Phone) e gli altri si mettono intorno comincia lo show.
"Ok bimbi, facciamo domani alle tre?" "Ok, io ci sono" "Chiamo gli altri sul cellulare e ci mettiamo d'accordo" "Perfetto, allora lo scriviamo anche su Facebook?"
"Si si, così le bimbe lo sanno e vengono anche loro...anzi, lo scrivo subito".
Sic.
Io ai miei tempi per andare alla fiera telefonavo a casa dei miei amici, parlando con mamme-babbi-fratelli-sorelle che poi ti passavano l'amico.
Questa è una sorta di invecchiamento tecnico.
Venerdì sera, dopo due anni di stop ad ogni attività fisica semi-impegnativa, intervallata da labirintiti, festival delle divanate reali, ribotte, sagre ed altre amenità, sfruttando una seratina ideale per clima e condizioni meteo (tramontana camuffata da "Burian", temperatura rasente lo zero con sensazione di -15°) ma soprattutto per l'orario (dopo cena, ma la cena poi l'ho fatta al rientro), ho tentato il rientro.
Il piede c'è sempre. diciamolo. Ma il fiato e la condizione erano rimaste nel bagagliaio della Punto.
Risultato: dolori e doloretti vari, respiro con soffio per due giorni.
Però non sono svenuto. Gran risultato. Voglio tornare comunque a giocare presto, ndr.
Questo è proprio una sorta di invecchiamento e decadimento fisico.
Ahiahi...i 30 sono dietro l'angolo.
E' l'ora di rimettersi in condizioni decenti.
Anche celermente.
Per la tecnologia...beh... sono i tempi che cambiano.
Per la condizione fisica? Sono le lonze che avanzano.
Sic.
Vado a ordinare la pizza.
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