...brainwashing?
Sinceramente non so di cosa ho più bisogno stasera.
Stasera, come oggi in tutta la giornata, devo ammettere di avere un gran casino per la testa.
Il mio solito gran casino.
Già...il solito, grazie. Come quando si va al bar.
Il solito maledetto casino in testa.
Cose non dette, frasi non uscite dalla bocca ma che rimbombano nella testa, "vaffanculo" rimangiati o meglio, neanche detti e che quindi vanno direttamente alla voce "bozze"...una giornata da "sentimisti".
Sentimisti misti.
Che sono i peggiori. Mi sa. Qualcuno del ramo psicologico e/o paragnostico mi dia un ausilio.
Già ci si mette la mia condizione fisica che non da una mano a tornare a livelli di vita regolari, con degli strascichi del problema di cui...a qualche mese fa; poi il fastidio del dente tolto che ok, il solo pensiero di non avere più quel dolore tremendo mi fa stare meglio, ma alla fine il buon Marco ha ravanato tra i miei ganascini per un'ora abbondante quasi e mezzo, indi per cui un po' di fastidio ce l'ho.
Poi st'uggia che ho da qualche tempo... penso di sapere da dove arriva e quale sia il motivo ma... boh... non riesco a capire se sia un problema di accettare sta cosa o meno...oppure alla fine è tutt'altra cosa. Boh.
Dunn-no. Come dicono a Baile Atha Cliath.
Insomma... un gran casino per la testa. Gran casino.
Gran casino perchè in mezzo a tutto sto rigirio di pensieri, sensazioni, considerazioni, analisi di fatti e cose simili, alla fine è un ammasso informe di materia che anche Zichichi chiamerebbe "casino cosmico".
Aaaahhhh... e la giornata non è ancora finita.
Chissà che da qui a mezzanotte sia così bravo da mettere in piedi un altro casotto... chissà.
So che è difficile, ma nello stato in cui verso al momento niente mi è sinceramente precluso.
Forse ho capito. Forse ho la chiave di tutto dentro la mia testa, dentro il mio cuore. Forse.
Tante volte mi hanno fatto notare, ed effettivamente è così, come sia una persona chiara e trasparente, soprattutto per quanto riguarda il mio umore.
Niente da dire, in effetti è così. Soprattutto chi mi conosce, riesce a capire dalle espressioni della mia faccia, da delle piccole rughette e linee del volto, se sono di buono o di cattivo umore.
Sono quasi un libro aperto. Quasi.
Perchè purtroppo, in certi momenti, in certe occasioni, d'un tratto mi rabbuio, divento "increspato" come un piccolo specchio d'acqua dove all'improvviso arriva un refolo di vento e non fa più vedere il fondo o il riflesso dei dintorni perchè appunto il pelo dell'acqua si increspa.
E zac, il Paolo chiaro e limpido diventa quasi un muro di cemento.
Ecco, è forse la sola e semplice paura di esternare emozioni e pensieri che mi fa cambiare così.
Eh...non so quanto sia lontano da dire il vero, ma mi senti di dire che forse forse questo potrebbe essere una situazione da tenere di conto.
Che fare...?
A volte i muri servono per tenere su una casa, ma da una finestra di vetro cristallino si può godere di una vista da sogno.
Slàn.
Pàl.
Do we really need a mirror to understand ourselves? Parole scritte in fretta...pensieri che corrono ancora più veloci. Fermatevi... fermatevi un attimo voi viaggiatori moderni. Prestate un attimo di attenzione, vogliate donarmi un breve attimo delle vostra esistenza. In cambio chiedo solo... sincerità. Vi sembra molto? Troppo? Di questi tempi...sì, avete ragione.
venerdì 1 febbraio 2008
Brainstorming o...
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento