martedì 24 aprile 2007

Di corsa...ma non quella che dico io...

Sempre di corsa... sempre... ma non quelle belle corse in pineta che tanto mi farebbero bene in questo momento per togliermi di dosso quei noiosissimi chili in eccesso...
no... le corse per riuscire a far entrare in un giorno di 24 ore almeno un decimo delle cose che di mattina, appena sveglio, so che dovrei fare.

Insomma, proprio non ci siamo...

Sono tornato giusto domenica sera da uno splendido weekend sul trasimeno con gli amici di AI (vi piacerebbe sapere che è...? giusto?), domani vado a farmi una scampagnata qua nei dintorni e giovedì parto per la Provenza con un bel gruppetto di 35 studenti per una gita scolastica.

Rientrerò tutto intero?
Mi faranno fuori? Mi butteranno dentro qualche pozza d'acqua dolce con un sasso al collo?
Mi faranno venire l'esaurimento nervoso?
Sono di Marina di P***... sì sì, proprio quella città là del campanile venuto male.

Nel frattempo ehm... diciamo che devo ritrovarmi un attimo per ri-cominciare quel discorso relativo alle corse...ma quelle buone..in pantaloni corti e maglietta lana-cotone da allenamento, là in pineta.

Ma forse dopo aver comprato un po' di San Daniele, un po' di finocchiona e del cacio della Fattoria dei Barbi di Montalcino (e pensando alle Moretti formato famiglia che mi aspettano là nel frigo...), diciamo che a queste cose salutiste si ri-inizierà a pensarci dal mese prossimo... ok?
Non è proprio il caso di nominarle...

Ok... Pàl.

lunedì 16 aprile 2007

La mela verde

C'è qualche esperto di mele fra di voi?
C'è qualcuno che sa quando è la stagione delle mele "granny smith"?
Lo so che a qualcuno sarebbe piaciuto che parlassi di tutt'altro tipo di mele...verrà il tempo anche per quello, stati tranquilli...

Può una mela verde (o per meglio dire, un chiletto e mezzo o due) rendere felici, dare un sorriso?
In questo momento sì.

Erano settimane che le cercavo, che le bramavo... e sabato finalmente le ho ritrovate.
Empoli, zona del ponte che porta a Sovigliana-Spicchio, ero là per comprare un po' di materiale per il computer alla fiera dell'elettronica (oh...una stampante laser hp a 20 euri!!! no, fate voi!!) ma prima di fare ritorno alla macchina vedo proprio di fronte all'ingresso della mostra un paio di bancarelle del mercato empolese del sabato che avevano una marea di frutta... e mi dico... vediamo un po' se hanno ste mele verdi...
Bingooo!!!
C'erano...erano loro.. via con un bel sacchettino di qualche mela...
Ed oggi al mercato bis...altre belle mele verdi che entrano in dispensa.
Alè.

Oh...come mi piacciano...croccanti, profumate, saporite...
Mi mancavano... troppo.

Diciamo che ci siamo... è arrivato il primo caldo, è arrivato il bel tempo, ci sono le mele verdi...
oh, c'è proprio tutto per iniziare quel restauro fisico-psicologico necessario e di cui parlavo alcuni giorni fa.
Si...non ci sono più scuse!
Che il restauro abbia inizio!

W le mele verdi!!!

A breve si ritornerà in campo per un po' di (mal)sano calcetto e tennis.
Non prima però di essermi rimesso un attimino a correre.

Amo le "piccole gioie della vita".

See ya.

mercoledì 11 aprile 2007

Ciao Andrea

17 anni sono pochi... sono troppo pochi per andarsene.

Domenica era Pasqua, la domenica di Pasqua... ognuno di noi in giorni come questi pensa a tutto ma mai che alla fine perderà un qualcosa di talmente importante, di unico.
La domenica di Pasqua è uno di quei giorni in cui ci si ritrova in famiglia, con gli amici, si fanno bilanci, si pensa all'estate che da qui a poco ci sarà, si progettano viaggi...si vive, semplicemente si vive.
E non si pensa che un destino talmente cattivo ci porti via qualcosa di così importante.

Domenica sera, dopo una giornata splendida, come raramente avevamo passato in famiglia, io, Marco, mamma e babbo, a pranzo tutti insieme; poi nel pomeriggio un giro in moto nella mia amata Volterra, sempre attento perchè...perchè quella è una strada brutta, scorbutica, piena di insidie. Alla sera poi un giretto sui lungarni di Pisa, per una bevuta in compagnia, con nel mezzo discorsi sulla vita, il lavoro, gli amici, gli amori, i viaggi... insomma, una giornata vissuta a pieno.

E poi il dramma, un dolore immenso, incredibile. Di quelli che ti tolgono il sonno per giorni, di quelli che ti fanno domandare perchè alla fine di ogni nostra giornata ci arrabbiamo perchè non abbiamo trovato il parcheggio vicino casa oppure perchè non siamo riusciti a fare una commissione alla posta perchè c'erano troppe persone.

Torno a casa intorno alle 3 di notte e non vedendo Marco nel suo letto in camera nostra, in mansarda, chiedo a mio babbo se fosse rimasto fuori a dormire da qualche amico.
Ma non mi ero accorto che non c'era mamma accanto a lui.
Di soprassalto mio babbo si sveglia e in mezzo al sonno mi dice che Marco e mamma sono andati a Cecina, all'ospedale perchè Andrea ha avuto un incidente in moto.
Lui non aveva notizie...Marco era arrivato a casa a mezzanotte, dopo la serata passata insieme agli amici, come si fa in questi giorni di festa, come si fa ogni primavera di questi tempi, dicendo che aveva riconosciuto la moto di Andrea in un incidente.
Passando da là, da quel maledetto incrocio, Marco ha notato questa moto, la moto di Andrea e soprattutto, in mezzo ad una pozza di sangue troppo grande, troppo grande perchè si trattasse di qualcosa di non grave, ha riconosciuto le scarpe di Andrea.
E così è corso a casa per chiedere a mamma di accompagnarlo all'ospedale per vedere se si trattava veramente di lui.
E purtroppo era lui, Andrea.
Chiamiamo allora mamma all'ospedale per sapere le condizioni, per conoscere l'entità dell'incidente.
Alla domanda di mio babbo "allora, come sta Andrea?", la risposta detta sottovoce da mamma e ripetuta da babbo sotto forma di domanda..."E morto? Non è possibile".

Io appoggiato al canterale, immobile di fronte allo specchio... al termine di una giornata in cui una cosa del genere era un qualcosa di così imponderabile... mi ripeto per minuti interminabili...
"no...non è possibile".

17 anni sono troppo pochi per andarsene, così, senza motivo, senza un perchè.
In questi casi ce la dobbiamo prendere solo ed esclusivamente con il destino.
Che mai come in questi episodi dimostra quanto sia cattivo e cieco.

E' facile dirlo... ma Andrea era veramente eccezionale.
E' un po' come se fosse uno di famiglia, un quasi fratello.
Sempre insieme con Marco, dall'asilo fino al liceo, dove insieme frequentavano il terzo anno.
Spessissimo andavano insieme al cinema, a Pasquetta sarebbero dovuti uscire insieme a tutti il gruppo.
Io li avevo accompagnati giusto una decina di giorni fa all'aeroporto per la partenza della gita di classe, Marco ed Andrea.
Un ragazzone, una roccia, un amante del basket, uno sportivo, uno studente modello.

I genitori hanno perso un figlio, una stella, un esempio per tutti i suoi amici.
Che ieri ai funerali erano in tantissimi.
Ed insieme si sono stretti insieme ai genitori per farsi forza l'uno con l'altro.

In un giorno in cui non c'era la forza per disperarsi, non c'erano parole per descrivere un dolore talmente forte da strozzarti in gola ogni parola, ogni pensiero, non c'era la voglia di guardare avanti perchè in fondo abbiamo perso un qualcosa di importante delle nostre vite, Andrea.

Gli ultimi due giorni sono stati terribili...veramente...
Da amante delle moto so quanto sia pericolo quel mezzo... da fratello di Marco che sa di aver perso il suo migliore amico e che ha lo sguardo perso nel vuoto, come quando oggi in silenzio l'ho accompagnato al cimitero con gli altri compagni di classe.

Eventi come questo, che credo purtroppo tanti di noi hanno vissuto da vicino nella propria vita, ci devono insegnare una cosa importante, tanto importante quanto semplice e forse stupida.

Vivere, vivere, vivere ogni istante della propria vita seguendo i propri sogni, spendendo ogni secondo che ci è possibile vicino alle persone che amiamo, alla propria famiglia.
Il destino alla fine, se ci chiama, non ammetterà alcun ritardo, nessuna richiesta di ripassare più avanti.
Viviamo la nostra vita al meglio, come il nostro cuore ci dice e ci chiede.

Ciao Andrea.

Pàl.

martedì 3 aprile 2007

Ripartire & buoni propositi

Ripartire... che fatica!
Ricominciare a rimettersi in gioco, sotto tutti i punti di vista, lavorativo, sociale...e... ehm... alimentare.
Partiamo dal punto di vista alimentare va... lo so, lo so... mancano pochi giorni a Pasqua e si sa, che bene o male fra la sera di sabato ed il pranzo della Pasquetta il mio bel buzzino, come credo anche la maggior parte dei vostri (non fate gli gnorri) ingurgiterà quei...diciamo... sì, roughly 4000-5000 kcal.
Quindi non è proprio il periodo migliore per partire con i buoni propositi relativi al buttar giù peso.
Che si fa? Che si fa in questi casi?
Si parte con il modello duri e puri e ci si mette alla prova già da ora e si passa il prossimo weekend a stecchetto, guardando gli altri ingollarsi di tutto e di più?
Oppure ci lasciamo andare per questi ultimi giorni, considerando quelli che ci separano da qui al prossimo martedì come una specie di "ultimo desiderio" del condannato alla dieta?
Mmmm...scelta non facilissima.
Una cosa è certa... da qua a... pochissimo mi devo veramente dare una regolata; questo inverno, da buon cinghialone, ho messo su un po' di scorte pensando di andare incontro ad una stagione molto rigida, ma alla fine della fiera non è mai stato un inverno come si deve.
Il che mi ha fatto arrivare a questi inizi di primavera in una condizione fisica per lo meno imbarazzante per non dire di peggio.
Quindi oh... si cambia registro... ci si regolerà sul mangiare ma soprattuto bisogna che dopo diversi mesi passati in letargo vero... quello peso, insidioso...quello che fa prendere al cuscino del divano in salotto la forma delle proprie natiche; quando il mal di schiena, quando gli ultimi problemini che forse forse si avviano ad una positiva soluzione, non ho mai giocato a tennis, mai a calcetto ed ho oltretutto perso la sana abitudine delle corsettina di mezz'ora quotidiana.
Anche qua... si cambia...
Attività fisica a gogo... corse e tennis su tutti... cavolo non posso sentire il fisico che si avvia con incedere deciso verso la vecchiaia... no, non si fa!
Ragazzi... vi posso fare una rivelazione?
Saranno tipo 7-8 anni che non ho il coraggio di affrontare la bilancia...
Vediamo se da qui a breve lo farò...

Ripartire nel mondo del lavoro... qua è forse più dura...
Al momento mi sto guardando intorno per trovare qualcosa in zona, ma non nascondo che sto affilando "le armi" per quella meta là, si avete capito bene. Proprio là.
Sto rimettendo mano al CV... ma quanto è difficile riuscire a preparare un CV come si deve...preciso, lineare, funzionale e senza fronzoli...e soprattutto, in inglese!
Meno male che ho qualche buon'anima che via via mi da una mano...
Altrimenti sarebbero state figure cacine a raffica.
Ma anche qua... quanto buoni propositi ci vorrebbero... tanti, troppi...
Andiamo pian pian...piccoli passi alla volta.
Prima cosa, ed oggi mi ci sono messo, è quella di riuscire a preparare un buon curriculum.
Quando lo si fa senza pensarci troppo, quando lo si fa senza prestare la giusta attenzione, si producono delle obrobri che la metà basterebbero...mamma mia... lasciamo perdere.
E allora, primo passo, preparare questo CV...al meglio.
Vediamo se domani riesco a limare le ultime cosette per renderlo passabile.
Più attenzione, più decisione... insomma, per fare le cose per bene, bisogna farle con il cuore.
E sull'aspetto del ripartire nel lavoro... presto su questi schermi con ulteriori sviluppi.

Oiche Mhaith

domenica 1 aprile 2007

Sono un metallaro?

Già... secondo voi, sono un metallaro?
Strana la vita.. strano e buffo veramente il modo con cui gli altri ci vedono.
Mi viene da sorridere... chi conosce il buffo e divertente episodio sa a cosa mi riferisco, vero???
Ma alla fine provo a fare questa riflessione, per capire come in effetti gli altri, e qui ci metto tutti, dagli amici ai familiari e a tutti quelli che in un modo o in un altro incontriamo nella vita di tutti i giorni, ci percepiscono, ci inquadrano e ci "capiscono".
Il modo di vestire, il modo di portare una capigliatura al posto di un'altra (...questo è un assist d'oro per chi vuol fare una battuta...), la scelta di un locale per l'aperitivo, un tipo di auto o di un cellulare e tutto quello che ci volete mettere: alla fine ognuno di questi aspetti può, il più delle volte, dare la possibilità a chi ci sta vicino di poter catalogarci in un modo particolare.
Il più delle volte sbagliando secondo me... ma solo per il fatto di non conoscere quella persona in tutto e per tutto, soprattutto dal punto di vista caratteriale e del modo di intere la vita.

L'abito non fa il monaco.
L'apparenza inganna.

Preciso... non fa un piega... però, ad onor del vero sarei un bugiardo se dicessi che io sono immune dal fare commenti su di una persona che magari entra in un locale vestita in maniera indefinibile o si rende protagnista di atti di pacchianismo indicibile... è umano, è istintivo... non nuoce alla salute e non inquina.
Ma...a dirla tutta, non andrebbe fatto. Non è poi molto corretto.
Sfido ognuno di voi a dire che non si è mai reso protagonista di qualche commento...
Certo, ripeto... mi viene da sorridere veramente riguardo l'episodio del "metallaro", perchè mi ha fatto divertire... fossero queste le cose da cui ci dobbiamo guardare... sarebbe un altro mondo.
Migliore direi.

Di certo c'è anche da dire che oltre le apparenza tante volte ci lasciamo andare nella catalogazione di qualche persona solo per il semplice scambio di battute...il più delle volte nelle catogorie negative.
Ma anche qua, oltre che prendere lucciole per lanterne per quanto riguarda il contenuto delle discussioni e delle chiacchierate in se e per se, spesso e volentieri magari becchiamo il nostro interlocutore in un momento no. Quelle classiche giornate in cui magari ci svegliamo con la luna di traverso o dove poco prima siamo stati protagonisti di altri discussioni con altre persone e ne veniamo fuori con l'umore in ebollizione...
Che dire in questi casi?
Eh... è molto dura...

Concludo con queste riflessioni...
è così difficile passare sopra le apparenze al giorno d'oggi?
è così dura capire quando chi abbiamo di fronte non è nella sua giornata migliore?

Ma soprattutto... sembro un metallaro?

Oggi sono moderatamente positivo e felice.
Una vena di malinconia comunque c'è... sempre. Ahime.

Slàn.