domenica 20 maggio 2012

A volte a pensar male...



Ahhh....e precisa come non so neanche io cosa, per l'ennesima domenica di fila, è arrivata lei. Ancora una volta, ancora una volta tanto disutile quanto utile.
Utile perchè è mancata per tanto, troppo tempo.
Disutile perchè ti brucia quella mezza giornata da godersi in pace, agognata per tutto il resto della settimana.
Ma alla fine c'è, arriva. Annunciata e predetta. Forse pure maledetta.
Ma c'è.
E non ci si può fare niente. Come tutte quelle cose su cui non abbiamo potere decisionale. Come tutte quelle cose che quando ti capitano, beh, seguendo l'antico adagio "far buon gioco a cattiva sorte", non puoi far altro che prenderle.
Così come vengono. Le prendi e le guardi, cercando di capire come maneggiarle, gestirle ed affrontarle. Non puoi fare altro, se non sei uno struzzo.

E così capita in una "bella" domenica di pioggia di metà maggio, a ridosso di una due giorni di eventi e cataclismi che hanno segnato (purtroppo però siamo di memoria corta in questa sorta di strano paese...), almeno credo, questi sabato e domenica, di rimanere qua, nella mitica mansarda, con un po' di buona musica in sottofondo, a pensare ad un po' di cose.

Cose e persone.
Cose, persone ed esperienze di vita.

E tante volte a pensar male...

No, no...tranquilli. Non è una seduta privata di autolesionismo applicato. Ci mancherebbe. Se ne passano già di ogni tutti i giorni, che proprio ne farei volentieri a meno.

C'è che...
C'è che tante volte avrei una (insana?) voglia di mandare a spalare il mare, voglia di fanculizzare altamente (in prima battuta) certe persone che deliberatamente e con un piano ben preciso e studiato, ti hanno tolto svariati anni della tua vita, personale e professionale. Illudendoti di chissà quali mirabolanti possibilità ed esperienze, fatto salvo poi regalarti infinite figure cacine, frustrazioni, illusioni, incazzature, esaurimenti nervosi personali che inevitabilmente poi si riflettono anche sulla persona che hai accanto e sul restante tempo della così detta vita privata (considerate le ore passate là, beh, ne rimaneva comunque poco...).
E molto peggio ancora...
In seconda battuta poi, dopo la fanculizzazione, si potrebbe passare a... no, no, tranquilli, le mani io non me le sporcherei proprio per dei soggetti così. Proprio no. Però la tentazione di vedere che coloro che da sempre hanno navigato nella mediocrità e che sono rimasti a galla grazie alle tue idee, alle tue iniziative, al tuo entusiasmo ed alle tue capacità, finire dove si meritano, beh, è veramente tanta.
Dove si meritano di stare? Beh, non sta a me dirlo, però un'ideina ce l'avrei...
Ma verrà il nostro tempo e ci riprenderemo tutto con gli interessi.

Cosa ci riprenderemo? Cosa mi riprenderò?
La possibilità di mettere in pratica idee, spunti e capacità che in un ambiente mediocre, che non aveva voglia di crescere, non avevano sbocco.
Ci riuscirò. Ci riusciremo.

C'è che...c'è che poi fai di tutto per tenerti lontano da persone che un tempo hai indicato ed appellato come "amici" e che poi alla fine della fiera, non si sono rivelati proprio così.
Ci provi... perchè non puoi fare altro.

A volte varrebbe la pena fare come quando si ha un problema al pc che non parte più, e dove hai dei dati importantissimi da salvare.
Il tecnico ti dice che non potrai salvare ogni dato, ma solamente alcuni di questi.
Se il tecnico è bravo ti fare salvare quelli che sono realmente importante. Se il tecnico è uno scappato di casa, salverà qualcosa qua e là. E in quello che riuscirà a far saltare fuori di sicuro ci sarà tanta rumenta, tanta roba che avresti volentieri lasciato anche là, in fondo a qualche ammasso di componenti di pc qualche discarica indiana.

Ma tanto va così, sempre. Se hai fretta, troverai quel tecnico scappato di casa, che riuscirà a salvarti solo la merda, solo il peggio.
Tante volte vorresti tenere lontano dalla tua vita persone, soggetti come di cui sopra. Per non far sapere cosa pensi, come pensi, cosa progetti, cosa sogni, come vivi e come vorresti vivere la tua vita.

Perchè semplicemente non ti va di condividere con questi "soggettoni" te stesso.

Ma puntualmente, di rinterzo, di rimbalzo, di bisbigliato, di letto & rubato, di arraffato, di preso con le buone & con le cattive, di strappato, di immaginato (?), di venuto a sapere "per caso", di venuto a sapere "così, parlando d'altro" arrivano a coloro che avresti voluto tenere il più lontano possibile.
Perchè ti hanno fatto male e sei sicuro che te ne faranno ancora o perlomeno non appena ne avranno la possibilità.

...e uno dice, beh, come va di moda in questa epoca 2.0 o anche 3 o anche 69.0 "toglili dalle amicizie di Facebook"...
Beh, qualcuno ancora si lamenta che la privacy di quello che postiamo su quel ruzzino bianco e blu ci perseguiterà a vita? Onestamente, in tutta sincerità ed in tutta umidità (per la pioggia di oggi), le orecchie, gli occhi e la bocca di qualcuno può essere anche di molto ma di molto peggiore.

Siiii...lo so. A pensar male si fa peccato.
Ma a volte ci si prende...

Buona domenica sera a tutti quanti. Anche a... sì dai, ci siamo capiti.

Vado a rimettermi il cilicio...(e scusate il tono da domenica sera...)

domenica 8 aprile 2012

Premessa. Dovuta.



Eh già, qua una premessa è proprio dovuta.
Altrimenti qualcuno potrebbe pensare che sia proprio cambiato.
Mi chiamavano e tuttora mi definiscono "mr. autunno": adorando alla follia quelle luci e quei colori crepuscolari che solo quando l'anno volge al termine e ci si lascia alle spalle un'estate ricca di ricordi e dolci sensazioni piene, debordanti di salmastro e falò sulla spiaggia (attenti alla forestale che se vi pizzica vi spettina!), nome non potrebbe essere più azzeccato.
Perchè è proprio in quel momento dell'anno che secondo me il "tutto" che ci circonda si predispone e si assesta in modo tale da permettere una modalità talmente frizzante del mio ego, della mia mente, della mia creatività e della capacità di autoanalisi. Quasi mai nel resto dell'anno mi sento "IO" nel pieno senso del termine.
Potrei stare minuti, ore e forse anche giorni ad esempio ad osservare i colori pastello di un cielo spazzato da una fredda tramontana. Ammetto le mie debolezze.

Ci sono in quel momento dell'anno colori, profumi, suggestioni, idee, progetti, sogni, scorci, suoni, fruscii, punti di vista da una finestra socchiusa, baci, tocchi, pagine di libri, canzoni, ricordi, sapori, forme, ombre e foto, che sublimandosi in un maniera apparentemente ed inconsapevolmente ben architettata, mi riempono il cuore, l'anima ed ogni singola fibra del corpo e della mente.

Facendomi sentire vivo.

E' una sensazione strana e credo che se non sapete di cosa stia parlando, difficilmente riuscirete a capire di cosa stia parlando.
Ma tanto serve, credo, questa mia digressione-premessa per far capire al lettore che passa distrattamente da queste parti, quanto senta l'autunno la MIA STAGIONE. E quanto io mi senta pienamente IO in quei momenti. Che poi hanno poco a che vedere con il calendario e con i giorni...tanto è solo una pura e semplice sensazione che sento vibrare e dentro.

Premettendo tutto ciò, c'è...ci sarebbe da dire molto altro ancora. Lo so.
Ma non voglio tediarvi oltre modo.

E mentre qua, nella famosa "mansarda", risuonano le note e le emozioni di "Shock to my system" di Gemma Hayes, mi viene da dire e scrivere che ogni tanto, di questi tempi, quelle sublimazioni di emozioni e suggestioni avvengono anche di questi tempi.

Te ne accorgi...in realtà me ne accorgo subito. E' un attimo, meno di un secondo.
Bisogna essere sensibili e ricettivi a tutto ciò che ci è intorno, che ci sfiora e che vuole essere ammirato.
E' un bagliore, una particolare luce al tramonto quando l'aria è spazzata da un vento di maestrale e tramontana (quasi un mistral), un colpo d'occhio, un battito d'ali di una gabbianella sugli scogli...è molto altro ancora invero.

Ma basta tutto ciò ed allora ci siamo.
E allora ti basta scegliere un punto da dove il tuo sguardo può spaziare, dove il vento riesce a farsi sentire forte e teso; basta fermarsi là per qualche istante.
Là, proprio là.
La luce, i colori, le ombre e le forme saranno il contorno perfetto ed ideale.

Basta che il vento si senta forte e teso abbastanza da... farti volare via, tenendoti ben saldo al suolo, allo scoglio, alla panchina. Là.

Deve essere forte abbastanza per portare via i dubbi, spazzare via i pensieri negativi e tenere lontano le refole dell'invidia e della cattiveria di chi ti osserva, di chi ti segue sperando in tuo passo falso.
Ma deve essere teso tanto da portarti quelle idee, quelle suggestioni, quelle consapevolezze che ti faranno riprendere il cammino tanto ricco e vitale facendoti sentire pienamente VIVO.

Tutto il resto verrà da se.
Ne sono sicuro.

Slàn.

mercoledì 4 aprile 2012

Una vita da lumaca. Uno spasso.


...eh, beh, in effetti, letta così al volo uno potrebbe pensare che il sidro che ho bevuto stasera fosse stato in qualche modo adulterato o andato a male. E invece, cari amici, penso proprio che la vita di una lumaca sia un qualcosa di veramente ganzo.

Ammetto che mi è partito un trip mentale, giusto ieri mattina, non appena sono sceso per la colazione: persiana sul giardino aperta, le prime gocce di pioggia dopo una lunga stagione secca ed ecco che come per incanto la natura, riprova almeno, a riprendere il suo normale corso.
E lo sguardo mi cade proprio su quella lumaca che si avventura su per quel muretto bagnato, tra vasi, piante, rami e... tutto quello che il nostro occhio magari non riesce neanche a vedere e che magari per quel piccolo mollusco gasteropodo (ah...la rete, quante risorse si possono trovare!!!) diventa un ostacolo insuperabile.

Curiosa la vita delle lumache. Ci avete mai pensato?
Dite che se uno desiderasse provare per un po' quel tipo di vita è seriamente malato?

Mettiamola così.
Sono sempre stato un po' controcorrente, non mi è mai piaciuto seguire il gregge, a costo di sembrare scontroso o peggio ancora snob. Ma, wtf, no??? Mi è sempre piaciuto uscire solo quando, dove e come piaceva a me. C'è il sole? mmm...troppo caldo. Me ne sto a casa. Meglio un giro in macchina sotto la pioggia battente, per vedere un po' come il mondo è sotto la pioggia. Un po' come fanno le lumache: se ne escono solo quando piove e fiere se ne vanno per la campagna, non curandosi di umidità, pioggia, tuoni e fulmini. Siete dei grandi esseri, lasciatevelo dire! Mentre tutto il resto del genere faunistico se ne sta rinchiuso al caldo ed all'asciutto di tane e nidi, voi siete là.

Con il vostro incedere lento ma deciso siete un esempio perfetto di come piace affrontare la vita a questo povero essere umano che in queste righe telematiche prova a tessere le vostre lodi. Nella vita ci sono sempre, ogni giorno, ogni momento, difficoltà, ostacoli, trabocchetti & altre amenità.
Se noi dall'alto del nostro essere bipedi eretti, osserviamo l'andare di una lumaca ci viene da dire "mamma mia, quanto va lenta!". Non considerando tutto quello che un piccolo essere come la lumaca deve superare: un piccolo muretto, un legno, buche e quant'altro. Dando per scontato che in realtà, considerate le proporzioni, per fare dieci centimetri in campagna, una lumaca fa una fatica immonda. E la fa pure molto velocemente.

Ah...quanto vorrei chiedere a coloro che danno per scontato tante cose, giudicando, ammonendo, consigliando e sparlando, se mai, per un attimo, se fossero in grado di mettersi nei panni altrui prima di dare fiato al proprio cavo orale.
Ma lo so, con certi personaggi è proprio una partita persa in partenza.
Purtroppo.
Per loro.

Ecco, vorrei che ogni tanto qualcuno osservasse la mia vita, le mie scelte, i miei errori, le mie vittorie, le mie gioie ed i miei dolori, considerando tutto quello che ho passato e sto passando per provare a camminare ed andare in questa vita.
E' sempre facile, credo (o almeno così immagino) dall'alto del proprio ego, talvolta smisurato, elargire preziosi consigli e pizzichi di presupposta superiorità.

Ma a me, alla fine della fiera, piace uscire quando piove e gli altri se ne stanno al chiuso. Per andarmene piano piano in giro per il mondo, a scoprire cosa la vita ha deciso di regalarmi. Piano piano, senza correre per arrivare chissà dove. Perchè quando si corre troppo, si rischia di lasciare dietro un sacco di cose importanti.

A me piacerebbe proprio vivere da lumaca.
Sotto la pioggia, nella natura, andando avanti e superando gli ostacoli piano piano, col passo giusto.
Sperando però di incontrare umani che sappiano giudicare il mio passo, il mio incedere, per quello che realmente è.

E poi oh...volete mettere? Di questi tempi dove le banche non ti danno il mutuo nemmeno se garantisce Obama, avere una propria casuccia da portarsi sulle spalle ovunque si vada, è un lusso!

Si, ho deciso. Voglio proprio vivere da lumaca.
Notte mondo.

venerdì 9 marzo 2012

E poi apri una persiana...


...e ti sembra che tutta la vita ti ripassi davanti un secondo.
Strana la vita eh... non appena si svolta la boa dei trenta, lasciandoti alla spalle anche quella dei trentuno, le suggestioni ed i pensieri fanno buffi scherzi.
Prendi stamattina ad esempio... dopo una notte di vento forte e teso dal nord (per i meno avvezzi a questioni eoliche...tramontana) che ha sibilato sui tetti e fra le antenne, vado ad aprire la persiana sul terrazzo e... boh.

Le suggestioni, i pensieri, i ricordi, i sogni...mischiati tutti insieme in un attimo: apri la persiana, fai due passi verso blu del cielo... e d'un tratto senti il vento che ti accarezza deciso la pelle. D'un tratto vedi la luce radente del sole che incoccia i tuoi occhi e te li fa chiudere per un attimo, tanto è intensa. D'un tratto senti il sibilo del vento che corre sui tetti, tra i tegoli ed i terrazzi...

D'un tratto di sembra di essere là... là su quella collina, una delle più alte di quell'angolo di paradiso, proprio vicino a Tripiti.
La mente fa un salto, il cuore un sussulto.
Là dove il vento ha picchiato fortissimo, picchia fortissimo e picchierà sempre fortissimo...là da dove ti sembra di dominare il mondo.

Tutto questo in un attimo. In una frazione di vita. Quanto sono buffe le suggestioni e le emozioni. Mi è sembrato proprio di essere là. Mancava però il colore blu intenso dell'Egeo, mancavano quei profumi e quei sapori che saturano l'aria, mancavano quei riflessi d'oro nella baia.
Ed è stato come fare un salto nel tempo. In un attimo. Con te Inish.

Perchè poi...e questo è forse proprio il bello di questi giochi di suggestioni... in un attimo mi è passata, e non so il perchè, davanti la mia vita.

Trentunanni. Freschi freschi.
E proprio da lassù, da quell'altura dell'Egeo, è transitata la mia vita con te. Una bellissima vita.
Sempre in un attimo... zac. Tutta la vita davanti agli occhi. Viaggi, esperienze di lavoro, esperienze di vita, sogni, ambizioni, speranze. Voglia di vivere.
E' stato stranissimo. Non so spiegarlo in pieno.
E quando ti capitano questi momenti provi, cerchi, speri di essere abile a buttar giù uno straccio di bilancio. Oddio...bilancio...che parolone. Orrendo sinceramente.
Diciamo che provi a capire cosa e come hai fatto negli ultimi anni.

Ecco... mi estraneo un attimo...torno a una decina di anni fa... e provo a ricordarmi cosa volevo, sognavo.
Ho in mente una sola immagine, un solo pensiero, una sola speranza.

Speravo, sognavo...desideravo solamente provare a vedere la mia vita, il mio futuro, i miei sogni attraverso gli occhi di un'anima speciale. Di un'anima...come te Inish.
Avrei forse potuto chiedere di più...lavoro, successo, soldi...
Ma ho puntato a quel minimo per VIVERE BENE e vivere la vita fino in fondo. Ogni secondo, ogni attimo, sempre.
Ed alla fine ti ho trovato...ed ho trovato quegli splendidi occhi.

Avrei potuto chiedere altro...non qualcosa in più. Perchè tutto il resto è "semplicemente altro" e qualcosa in più.

Perchè sono convinto che tutto quello che sogniamo e a cui aspiriamo è là, a portata di mano.
Già forse si riesce anche a vedere.

Buon compleanno Paolo. Auguri.
E non smettere mai di sognare, di vedere la vita con gli occhi pieni della voglia di viverla fino in fondo, emozione dopo emozione, suggestione dopo suggestione, abbraccio dopo abbraccio. Non smettere mai.
Mai.

Nemmeno quando ti scontri con personaggi che ti rubano le idee, nemmeno quando chi ti ruba le idee riesce a fare cose orrende vantandosene, nemmeno quando i metri di paragone di chi vorresti dalla tua parte ti mettono di fianco a buste paga gonfie (di persone vuote), nemmeno quando prendi delle sonore tranvate da "pseudoamici" che...ma lasciam perder che altrimenti ci facciam notte...
C'è molto altro nella VITA.

La vita è bella così, perchè ogni mattina ti può fare un regalo così...bello ed inaspettato. Ed allora tutto questo pattume può essere messo in un bel sacco nero e buttato nel cassonetto.
Accertandosi però che poi subito dopo passi il camion della monnezza...o al limite in giornata.

Slàn,

sabato 24 dicembre 2011

Il mio (nuovo) natale



Già. Avete proprio ragione. Qualcuno di voi ha proprio ragione e non posso proprio dargli torto.
Anch'io ho odiato profondamente il natale, il suo clima, il suo far rifiorire amicizie e parentele un po' così...tutti gli annessi e connessi.
Ero profondamente a disagio... molto a disagio.
Regali comprati per me stesso, fratello e genitori (ed ovviamente nonna Lily) e stop. Qualche pensierino per gli amici. Stop. niente più.
Nessuna voglia di di festeggiare, nessuna voglia di andare in soffitta a prendere da sotto centimetri di polvere umida albero, luci e palline.
La voglia di sabotare la luminara di quartiere fin dal momento dell'installazione ad inizio dicembre (quando ancora in uno pseudo stato di benessere se ne facevano... adesso manco ci pensano lontanamente).
Il voltastomaco non appena mettevo piede in qualche negozio o supermercato al solo vedere armonie più o meno farlocche di coppiette che si accingevano a fare acquisti per la famiglia...o peggio ancora da solo per il proprio-la propria amata.
Onestamente evitavo amabilmente, preferendo passeggiate sulla spiaggia, giri in moto con annichilimento-ibernazione delle articolazioni delle gambe oppure nel buio e nel silenzio (e nella solitudine) della mansarda, stesso sul letto, occhi chiusi ed ottima musica che scorreva nelle cuffie.

Ci sono passato, so di cosa parlate e cosa provate.
Onestamente si può odiare tutto questo.
Ed a me succedeva fino a non molti anni fa.

Ma quanto tempo è passato... quanto tempo sembra essere passato da quel Natale del 2007. Rileggetevi anche voi i pensieri di quel periodo. Ogni tanto lo faccio e mi pare proprio che stesse scrivendo un'altra persona.
Quanto tempo è passato...quante tempeste si sono abbattute sulla costa ovest d'Irlanda...quante cose son cambiate.

Dal natale più nero della mia vita (che è stato il culmine di una serie di natali tristi, cupi e pessimi) alla fine è venuto fuori un nuovo Paolo.
Dalla paura, dal terrore e dall'angoscia di vedere la propria vita, la propria esistenza davanti, spesa nel migliore delle ipotesi su una sedia a rotelle sono riuscito a provare qualcosa di estremamente positivo verso questa festività.

Festività che come ben saprete anche voi, per me, dal punto di vista religioso, non ha proprio alcun significato.

Ma alla fine adesso, oggi...beh, riesce a darmi quel qualcosa di positivo che prima manco lontanamente riuscivo manco a sognare, immmaginare.
Penso di non fare un atto di estremo egoismo nel dire e pensare questo.
Cazzo, posso dire di essermi ripreso la vita?
Sì, me lo voglio proprio dire.
Il solo pensiero di fare "l'albero". Insieme. Insieme a chi ti ha aiutato a riprenderti la vita. Costruire insieme.
Il sogno di una vita. La trasposizione, per il momento figurativa, della volontà di creare qualcosa, mano nella mano, nella vita come nel salotto di casa (in questo caso l'albero) con chi si ama.
Un sogno. Un sogno, una speranza lontanissima quando in quel natale del 2007 ero laggiù in fondo al buio del pozzo della vita.
Era un sasso lanciato nello stagno.

E qualcuno l'ha raccolto.
Ed è stato il primo mattone di quella mia rinascita, del nostro cammino.
Della realizzazione di un sogno.

Sì, lo ammetto. Adesso adoro il natale.
Adoro poter dedicare del tempo a chi amo. E mi ama.
Adoro poter dedicare il mio tempo libero (ferie) a chi amo. E mi ama.
Adoro poter prendere questi momenti di libertà di idee e di sogni come un dono incredibile che la vita ci ho voluto dare e che noi abbiamo cercato.
Disperatamente cercato.
Adoro....adoro potermi dedicare solamente a te. A noi.

Unico rimpianto. Grande rimpianto.
Il tempo.
Il tempo che scorre sempre più veloce, sempre più senza freni.
Lavoro, lavoro, lavoro, altri impegni. lavoro. Pausa. lavoro, lavoro, lavoro...
Manco il tempo di leggermi un libro la sera (e voi potreste dire, giustamente, che cazzo ci fai qua? che cazzo cazzeggi sul faccialibro? beh, per come e quanto piace leggere a me, non mi posso accontentare di pochi minuti qua e là: quando leggo, ho bisogno di tempo per entrare bene nel libro...) manco il tempo di...
Manco il tempo. Manca il tempo.

Avrei voluto fare qualche regalo con la mia fantasia, con le mie capacità creative.
Avrei voluto mandare, come facevo tempo fa, i miei biglietti di auguri personalizzati per posta. Quanto mi piacevano. Mi davano soddisfazione.

Adesso mi sono ridotto ad un misera foto (purchè comunque bella dai...l'ho fatta io...e sì dai, mi lodo un po' da solo...) posta e taggata sul faccialibro.
Mi scuso di questo amici miei. Veramente.

Però alla fine è così.
Avrei voluto non entrare nel giro del consumismo dei regali...
Promesso, prossimamente sarà fatto. Spero.

Auguri Amici Miei. Auguri di cuore.

Il mio più grande e sincero Augurio per voi?
Spero che possiate passare queste feste con il cuore vicino a colui/colei che ve lo fa battere ogni giorno più forte.
Se non ce l'avete? Beh, avete tutto il diritto di odiare tutto questo.
Capisco e vi comprendo.
Ma...ma lasciatevelo dire.
Arriverà, sicuramente, il momento del sorriso anche per voi.
Ed allora le luci del vostro albero di natale vi sembreranno brillare più del solito.

Parole di chi ha toccato il fondo del pozzo ed ora può toccare la stella più lucente del firmamento.
Auguri vita mia.

Auguri a tutti voi. Vi voglio bene.

sabato 19 novembre 2011

Fermarsi un attimo a pensare



Ooohhh... finalmente.
Finalmente torno un po' qua in questo spazio mio, nostro. E forse magari anche un po' vostro, non so.
Finalmente un po' di (meritato) relax.
Aaaahhh... oggi me la sono proprio goduta, e non è ancora finita. Ho accompagnato Inish a lavoro, mi sono fatto due passi sul mare (da notare che tutta la settimana c'è stato un tempo fenomenale, solicchio tipiedo nel primo pomeriggio... e oggi era onestamente una ciofeca...), mi sono messo alla ricerca di un buon gelatino ma ahimè ne la gelateria al porto ne quella nella piazzatte dove fanno la Festa del Pesce erano aperti (io potrei garantirgli due coni belli pinzi di gelato ogni fine settimana, magari tre se si unisce anche Inish) e quindi con le pive nel sacco me ne sono tornato quassù in mansarda.
E non ci possiamo proprio lamentare eh; posizione strategica sul divanetto, musica on air (è bellissimo il nuovo cd di Gemma Hayes...provare per credere) e pensieri che frullano nella mente come al solito.

Non riesco prorio a farne a meno.

Finalmente un po' di relax, dicevo.
Ne avevo proprio bisogno. Dire che gli ultimi mesi sono stati un corsa è un un piccolo eufemismo, una piccola bugia biancha.
Dire che le ultime settimane sono state una liberazione è un supermega verità.

Pausa recupero Inish in corso.
Ho appena ripreso Inish da lavoro, due passi al freddino del porto e ora son di nuovo qua...comodo comodo sul divano, riscaldamento acceso, scalzo ed in totale comodità..questa sì che è vita.

Dicevamo...si, degli ultimi mesi vissuti tutti d'un fiato. Mamma mia, non c'ero più abituato. Forse è stato anche troppo.
Un nuovo lavoro, una nuova esperienza che ha voluto dire tanto. Forse troppo, non so. E' sempre difficile lasciare per strada, sospendere (non abbandonare però...badate bene!!!) i proprio sogni, le proprie aspirazioni ed i propri desideri di realizzazione. Soprattutto quando questi sono condivisi e desiderati dalla persona che ami. Ma tant'è, di questi non si può fare altrimenti. Bisogna essere onesti. Anzi mi reputo fortunato, strafortunato.
E' comunque...anzi, è senz'altro un'esperienza incredibile poter progettare impianti eolici. Veramente.
Però...però i ritmi... Non sono i miei. Purtroppo non lo sono proprio.
Ci si abitua, piano piano, è vero, ma spesso e volentieri mi chiedo se oltre il lavoro riesca a fare quello che amo, con la persona che amo.

E' da tanto, troppo tempo che non ho tempo per leggermi un libro, non ho tempo per rimettere in sesto la mia collazione di minerali in vista delle mostre del 2012, non ho tempo per ascoltarmi con calma un po' di buona musica...insomma, mi manca il tempo per curare quelle passioni che secondo me, alla fine, fanno aumentare la qualità della vita. Secondo la mia modesta opinione.

Ci metti che parti la mattina alle otto e torni la sera alle otto...ci metti che il sabato devi andare per recuperare le ore per avere un po' di ferie (eeeehhh...il contratto con la partita iva... eeehhhh....)...ci metti che la sera sei stanco come uno straccio...
Beh, il quadro è fatto.
Ripeto, non mi lamento e non posso farlo. Avere un buon lavoro di questi tempi è qualcosa di splendido. Un pochino più sereno la sera vai a letto. Ma poco.

Perchè se poi alla fine la vita non te la godi come vorresti, che gusto c'è?
Sempre di corsa, sempre a recuperare ore di lavoro...c'è la docenza al corso di Cecina, ci sono i corsi di aggiornamento...sempre a rincorrere le mezz'ore...

Mi sono concesso poi una piccola fuga quest'estate. Un piccola fuga nella mia, nella nostra amata Irlanda quest'estate. Un fuga dura, perchè mi ha fatto stare due settimane lontano da te. Mamma mia quanto è stato duro. Troppo. La prossima volta che Erin sarà...sarà con te Inish, capito? Promesso.
Un fuga lavorativa, una fuga remunerata. Un modo di tornare a fare un lavoro, un'esperienza che mi ha fatto amare sempre di più quella terra. E vi dirò, che mi riesce pure bene. Fare la Guida Turistica in Irlanda, con cinquanta e passa tizi sconosciuti sul groppone, è fantastico. Poter trasmettere quelle tue emozioni, quelle tue passioni, è veramente gratificante.
Ma ti fa star lontano dalla tua metà, cazzo quanto è difficile.

Quelle due settimane era le ferie in ufficio. Me le sono giocate così. Due soldini in più fanno sempre comodo.

Ma spesso mi fermo un attimo a pensare e dico...ma che minchia facciamo nella vita oltre a correre per il lavoro, rincorre il lavoro, cercare il lavoro, tenersi il lavoro, mantenere il lavoro, migliorare il lavoro?
Se mi fermo un attimo...ci penso, ma non so darmi la risposta. Quella giusta intendo.

E poi c'è stata la liberazione, la scorsa settimana. Bellissima esperienza. Dolorosa, più di quanto il dottore mi avesse detto. Ma per il momento sta andando nel migliore dei modi.
E' stata desiderata, sognata, agognata, sospirata. Sentita.
Sentita nella paura dei giorni prima. Sentita nel dolore dell'operazione.
Sentita nel sollievo dei momenti successivi.

Ma forse tutto questo è stato troppo. Troppo veramente.
Necessiterei di un bel reset, di un lungo stop & go.

Necessiterei di un qualcosa di diverso, con te Inish. Sempre. Questo è imprescindibile. Comunque.
Avrei voglia di vivere la vita con quei ritmi che sono adatti a me, ai miei muscoli, ai miei pensieri, alle mie forze, ai miei impulsi nervosi...
Più che voglia è una spasmodica necessità.
Lavoro, lavoriamo per questo. Lo vogliamo e ci arriveremo. Lo so.


Spesso la domenica mattina mi capita di guardare quelle belle trasmissioni dove si vedono salami, prosciutti, mortadelle, intingoli, ragù di cinghiale, grigliate di pesce, dolci siciliani, torte piemontesi, biscotti emiliani...
E queste immagini arrivano di solito da luoghi deliziosi, località idilliache, paesi da cartolina.
Quelle immagini che a me piacciono di più arrivano dalle montagne, magari dalle dolomiti.
Oh, metteteteci un po' un toppino, ma le malghe delle dolomiti dove si produce dell'ottimo formaggio mi manda in brodo di giuggiole.
Tempo fa sentivo una notizia alla radio; in Trentino e pure in Alto Adige, diverse malghe cercavano personale per la mungitura delle mucche.
Credo che vitto, alloggio, aria buona e zero stress fossero inclusi.
La paga è di circa duemilacinquecento euro al mesi. Netti.

Mi fermo un po' a pensare. Mi fermo un po' a pensarci su.
Voglio imparare a mungere le mucche. Ho deciso.
Buon serata e buon fine settimana a tutti voi.
Vi voglio bene.

mercoledì 12 ottobre 2011

Prospettive



…mannaggia, sempre la stessa storia. Sempre le stesse scuse… sempre e sempre…all over again.
Ti chiedo venia blogghino mio… scusa scusa scusa!!!
Sei un angolo dove ripongo e lascio i miei pensieri…e chi mi conosce lo sa che spesso e volentieri se appoggiate un orecchio alla mia vecchia e spelacchiata scatola cranica potreste sentire il classico fruscio fffrrrfffrrr…sì, quello del girelline dove scorrazzano i poveri cricetini delle vostre gabbiette (acciderba a voi che li tenere segregati…andate in pineta a godervi quei bellissimi scoiattoli!!!).
Sono i miei pensieri, le mie riflessioni… suggestioni, ricordi, sogni, ambizioni e chi più ne ha più ne metta.
E spesso, molto spesso (lo ammetto) avrei voluto prendermi i miei quindici venti minuti per digitarne un po’ qua, per rendervi partecipi (ma giustamente, come direbbe anche il grande filosofo Estiqaatsi da Nibbiaia, ce ne potrebbe anche fregà de meno), per mettere “nero su schermo” qualche idea o altro. Ma alla fine, alla fine… accidenti a me, rimando sempre. Sbagliando.

Tante e tante volte nelle ultime settimane, negli ultimi mesi, mi son passati per la mente degli argomenti, delle tematiche, dei sogni o dei pensieri che avrei proprio visto bene qua sopra.
“Qua sopra” che altro non è che un angolo del mio mondo, del nostro mondo adesso (vero Inish?), dove ho messo un po’ di me, di noi…da momenti di assoluto nero e pessimismo, passando per gioia esplosiva e quasi irreale per chi dalla vita ha sempre preso degli sganassoni di prima categoria, per arrivare a quella condivisione di vita, di sogni, progetti e sentimenti di cui avevi sempre e solo fantastico e sperato un giorno di poter vivere finalmente.
Tutto questo (e forse molto altro ancora ma anche molto meno), secondo me, sono queste pagine, questi simboli, queste battute su una tastiera oramai polverosa: un distillato raffinato di quelli che sono i metri cubi di pensieri ed impulsi nervosi che svolazzano, che hanno svolazzato e (spero) continueranno ad intasare questa massa che ogni giorno porto in giro sopra il mio collo..

Ma…ma…(onestamente sa molto di difesa d’ufficio “il ma”, e me ne scuso) questi ultimi mesi, per chi lo non lo sapesse, sono stati un vortice, un turbinio, un gran casino di eventi, prove, cambiamenti, ritorni, emozioni, incazzature, scombussolamenti, idee, prove, relax, vacanze come onestamente non avevo mai fatto, spiagge da sogno. E molto altro ancora.
E come quando sei nella centrifuga di una lavatrice (ho appena chiesto alla camicia lavata stamattina) non hai neanche il tempo di raccapezzarti e cerchi di andare avanti e provare a fare del tuo meglio. Del nostro meglio.
Ma si prendono le misure e si cercano le migliori prospettive per affrontare tutte le difficili angolazioni del cammino della nostra vita. Insieme. E’ quello che voglio. Che desidero. Mica per niente faccio il Geometra ;-D

Blogghino mio…chiedo venia per questa mia assenza…tornerò a breve. Devo parlarti e raccontarti della bellezza unica di quella stagione che sta per arrivare… e poi voglio parlarti di come le persone dovrebbero portare dentro il cuore la voglia di vivere, di provare a raggiungere le proprie ambizioni, i proprio sogni… è il sale della vita. Forse molto non se ne rendono conto.
Ah, ma forse di questo te ne avevo già parlato. Ma credimi, non è mai abbastanza.

Notte…il sonno incombe, la stanchezza avanza, la luna è già alta nel cielo…e la comodità di un passaggio sul divano prima del lettone è forte. Troppo forte.
Come il pan grattato per la milanese.

Ma stasera metà del cuore è lontano. Fisicamente. Perché batti sempre qua, vicino, accanto, dentro.
Con me. Notte amore.