domenica 23 gennaio 2011

Sto, State, Stiamo...diventando "vecchi"



Alt! Lo so, lo so, molti se non tutti voi diranno... "vecchio lo dirai a qualcun'altro!". Ok, dai. Non era rivolto a voi direttamente, su su, non fate i permalosi. Questa riflessione che frulla nella mia mente da un paio di giorni viene fuori da una settimana un po' così, strana diciamo.
Nelle ultime settimane (non è che quelle prima fosse molto diverse, anzi...) piene di cose da fare, progettare, ordinare, organizzare e chi più ne ha, più ne metta, troppo spesso le cose capitano, passano e non hai neanche il tempo di fermarti a riflettere, ragionarci sopra e capire perchè.
Mi verrebbe voglia di definirlo se me lo consentite, un bel periodo di "bulimia di cose da fare". Brutto forse, ma era per rendere l'idea di un periodo dove tutto succede, passa e via...perchè deve succedere e passare. Stop.
Brutto...brutto davvero. Dovremmo essere forti e decisi abbastanza da non arrivarci, ma tanto puntualmente succede. Sic.
E in questi periodi...molte, troppe cose passano...e via!
Ma altre rimangono. Stra-sic.
Martedì sera, piscina. Per riprendersi, o almeno provarci, dopo i bagordi festivi. Mica seriamente però...in maniera molto "easy". Ok, qualche vasca, doloretti vari, bambini del corso che nella corsia vicina si tuffano a bomba (ma non è vietato tuffarsi nelle piscine?) e poi via di doccia.
Qua lo choc!
Mi stavo rivestendo quando dei bambini di 10, forse 11 anni si vestono per uscire e discutono di uscire per andare alla fiera. Fin lì tutto ok.
Ma quando uno tira fuori un telefonino touch-screen (non credo e spero fosse un I-Phone) e gli altri si mettono intorno comincia lo show.
"Ok bimbi, facciamo domani alle tre?" "Ok, io ci sono" "Chiamo gli altri sul cellulare e ci mettiamo d'accordo" "Perfetto, allora lo scriviamo anche su Facebook?"
"Si si, così le bimbe lo sanno e vengono anche loro...anzi, lo scrivo subito".
Sic.
Io ai miei tempi per andare alla fiera telefonavo a casa dei miei amici, parlando con mamme-babbi-fratelli-sorelle che poi ti passavano l'amico.
Questa è una sorta di invecchiamento tecnico.

Venerdì sera, dopo due anni di stop ad ogni attività fisica semi-impegnativa, intervallata da labirintiti, festival delle divanate reali, ribotte, sagre ed altre amenità, sfruttando una seratina ideale per clima e condizioni meteo (tramontana camuffata da "Burian", temperatura rasente lo zero con sensazione di -15°) ma soprattutto per l'orario (dopo cena, ma la cena poi l'ho fatta al rientro), ho tentato il rientro.
Il piede c'è sempre. diciamolo. Ma il fiato e la condizione erano rimaste nel bagagliaio della Punto.
Risultato: dolori e doloretti vari, respiro con soffio per due giorni.
Però non sono svenuto. Gran risultato. Voglio tornare comunque a giocare presto, ndr.
Questo è proprio una sorta di invecchiamento e decadimento fisico.

Ahiahi...i 30 sono dietro l'angolo.
E' l'ora di rimettersi in condizioni decenti.
Anche celermente.
Per la tecnologia...beh... sono i tempi che cambiano.
Per la condizione fisica? Sono le lonze che avanzano.

Sic.
Vado a ordinare la pizza.

mercoledì 12 gennaio 2011

Anno nuovo, sogni antichi



Aaaahhhh...eccoci qua, belli comodi e rotondi dopo i bagordi natalizi ed affini.
Sarà dura smaltire tutto quello ingurgitato nelle scorse settimane. Sarà una lunga strada, ricca di insidie e tentazioni, ma noi ci proveremo, giusto buzzino mio?

Anno nuovo...nuovi propositi. Ne avrei quintali, metri cubi. Non saprei neanche da dove cominciare. Da quelli più semplici, a quelli più complessi e arditi. Ah, è sempre stimolante ad ogni inizio anno buttar giù, anche solo mentalmente, elenchi di cose da fare e non fare più.
Bellissimo... ad inizio anno siamo in grado in teoria di lavorare 40 ore al giorno, non sentire la stanchezza, dimagrire sei chili alla settimana ed arrivare sempre in forma e lucidi ai fine settimana dove saremo in grado di girare, fare e molto altro ancora.
Peccato che poi già a metà febbraio i propositi e le buone intenzioni virino verso più miti e realistici intenti, dove i chili da smaltire sono sempre molti o troppi, si arriva ai fine settimana che si è stracchi morti e a lavoro si mulina si mulina ma poi alla fine in mano rimane ben poco.
Ecco qua...alla luce di 29 inizi di anno passati così, quest'anno, quasi in prossimità della fatidica svolta dei 30, voglio saltare di pari passo i famosi "buoni propositi" o "resolutions" come dicono dove si parla la lingua di albione.

Quest'anno... anno nuovo, sogni antichi.
Avevo scritto qualche settimana fa...dobbiamo, dovremmo nutrirci di sogni e di passioni.
Ecco, per quest'anno vorrei tanto provare a buttarla lì...lì a voi che ogni tanto vi prendete la briga di passare da queste parti e leggere un po' di me.
La mia passione la conoscete, è lassù, quella piccola -ma neanche poi tanto- isola sopra la Francia e di fianco alla più grande delle isole britanniche.
Erin, l'Irlanda.
Il mio sogno?
Riuscire a far conoscere, scoprire a far innamorare qualcuno di voi, qualcuno dei miei Amici, di quella splendida terra che mi ha fatto battere il cuore sin dalla prima volta che l'ho vista, tredici anni fa.
Come?
Basta che siate un piccolo gruppo, non troppi però, e sarò ben lieto di portarvi su in Irlanda per farvene innamorare.

Questo è il mio sogno, desiderio, aspirazione o forse anche ambizione per il 2011.
Uno dei più importanti.

Gli altri sono custoditi nel nostro cuore, vero Inish?

Buon 2011 a tutti voi. Sognate, sognate e sognate ancora.
Un sogno realizzato vi riempirà il cuore più di ogni altra cosa al mondo.

Vi aspetto su in Irlanda. Ho bisogno di voi per realizzare il mio sogno del 2011.