...come dice Maren.
La vita corre come un treno. Prendere o lasciare.
Come avevo scritto qualche tempo fa da qualche parte, quando passano i treni non bisogna però farsi trovare al bar a bere il cappuccino.
Altrimenti poi alla fine bisogna star là ad aspettare sulla panchina per il treno successivo...e si sa... potrebbe passare o non passare...passare a notte fonda... partire o non arrivare.
Ma la cosa più "insidiosa" è che poi alla fine bisogna star là su quella panchina ed allora tutto diventa più difficile perchè la mente ed i suoi pensieri contorti si tramutano in un circolo vizioso che porta solo ad avere della gran confusione in testa.
Preciso, no?
Ed allora stamani, di rientro dalla Francia dove è andato tutto secondo i piani (e mo' mi faccio un complimento...BRAVO PAOLO!!! ecchecavolo...quando ci vuole ci vuole) mi sento di un animo e di uno spirito positivo più che positivo.
Andiamo anche oltre stamattina...esageriamo và.
Devo "solamente" imparare a tenere a bada un po' la mia scarsa materia grigia e vedrai caro paolino che alla fine qualche buon risultato lo si porterà a casa.
In tutti i campi.
Sempre e comunque.
Comunque mi sa che il mistral che in questi giorni imperversava sulla Camargue abbia fatto bene a me, alla mia mente, ai miei pensieri.
Ieri mattina più che mai, dopo una nottata in cui il vento ha soffiato come non mai, il cielo era terso, limpido, privo di nuvole; l'aria frizzantina ti faceva partire quel brividino lungo la schiena...e dentro di me dicevo meno male che alla fine basta prendersi un po' di tempo che si riesce a capire un sacco di cose.
Direi che al momento, salvo imprevisti dell'ultimo minuto, ho le idee abbastanza chiare in testa.
Meno male, no?
Alè...via di barba e cappuccino in piazzetta.
Così si fà, ben detto.
Slàn.
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