mercoledì 30 aprile 2008

Live @ Dublin Airport

Early morning.
Mi mancavano un po' questi orari qua.
Due chiacchiere al pub ieri sera, in ottima compagnia, a letto grosso modo intorno alle 1 e sveglia alle 3, per partire poi con il gruppo verso l'aeroporto intorno alle 4.
Arrivo, disbrigo delle formalita' di imbarco per i venticinque partenti ed un saluto prima del loro attraversamento verso la zona d'imbarco.
Per un totale di...siamo all'incirca intorno alle cinque ed un quarto di mattina e sono qua al mio internet point della zona arrivi dell'aeroporto di Dublin in attesa del primo bus airlink in partenza alle cinque e quarantacinque per fare ritorno in hotel per cercare di dormire almeno altre tre quattro ore.
Early morning dicevo. Very early.
Feck. Arse. Drink. Girlz!!!
Come direbbe il buon Father Jack.

Insomma...e' andata.
Ora lo posso dire, ora lo posso gridare, ora lo posso scrivere.
E' andata. E' andata bene.
Alla stragrande.
Mi faccio un po' le lodi da solo, sapendo pero' che chi si loda si imbroda...ma credo onestamente di meritarmele.

Un solo pensiero mi viene in mente.
Adesso, alle cinque e mezzo di mattina, alla fine di una settimana che e' andata alla grande, alla fine di una settimana che avevo intimamente sognato di poter vivere, ancora una volta, proprio quanto tutto era nero, tutto mi faceva pensare che alla fine forse per me non ci sarebbe stato niente di niente...ecco... posso dire di avercela fatta.
Ce l'ho fatta a darmi un'altra possibilita', a darmi un'altra possibilita' di poter realizzare il mio sogno.
Non so come staro' domani, fra un mese, fra un anno.
Ma per me, credetemi, essere qua stamattina, pur essendo forse il posto in Irlanda meno vicino al mio cuore...beh... e' il regalo piu' grande che mi potessi donare.

Grande Paolo. Sei il mio mito.

E come dire il buon Paulo Coelho...
Il tuo cuore si trova la' dove si trova il tuo tesoro.
Ed e' necessario che il tuo tesoro sia ritrovato affinche' tutto cio' che hai scoperto durante il tuo cammino possa avere un significato


Sono io. Ora, qua, adesso.
Mi sento finalmente quello che vorrei essere.

Slan.

Ps: unico rammarico...ieri sera al Tripod ci sarebbe stata in concerto Gemma.
Mi consolero' con il suo nuovo album in uscita venerdi'.
Peccato...

venerdì 25 aprile 2008

Oranmore Lodge

Et voilà.
Ad essere guida ci si guadagna.
Un bel voucher a scrocco per la connessione wireless e via, pronti di nuovo, come sempre, come quasi sempre ad essere on line.

Non mi dilungo troppo su come sta andando questo primo tour del 2008, ma onestamente sono molto sul positivo...và, mettiamola così.

Il fatto è...il fatto è che quando sono qua in Irlanda sono me stesso.
Quando sono in Irlanda, a Galway sono io. Sono io fino in fondo.
Dalla punta dei piedi ai capel...vabbè sì, insomma, ci siamo capiti son proprio me stesso in pieno.
Onestamente non mi ricordavo di poter avere un carica positiva ed ottimistica di questa portata.
A volte...tante volte...mi faccio proprio paura da solo.

Insomma, per farla breve..ieri pomeriggio una bella camminata in centro a Galway, aria fina, vento teso da ovest, sole splendente ed ogni tanto una nuvola che correva veloce in cielo...e poi subito dietro un'altra...ed un'altra ancora.
Colori, scorci, angolazioni, suggestioni che sono tornate fuori, come se fossero state sepolte ma mai dimenticate.
Quanto amo questo angolo di paradiso.
Quanto lo amo.
Alla follia.

E tanto per parlare di follia... al momento sono alloggiato all'Oranmore Lodge, nel villaggio di Oranmore appunto, non lontano dal centro di Galway.
Guarda caso è l'hotel dove la scorsa stagione ho scoperto la bellezza di una certa persona, la sua capacità di rapirmi la mente. Forse non il cuore.
Comunque...per farla breve.
Ci sono una valanga di stanze... indovinate un po' in quale sono andato a capitare?
Nella sua.
Terzo piano, prima porta del corridoio a sinistra.
Chiamateli scherzi del destino...

Slàn.

mercoledì 23 aprile 2008

Ready, Steady... Go!!!

Si ricomincia.
Aeroporto di Dublin, Arrivals Area, postazione internet a monete con la stessa angosciante linea blu del tempo che pian piano diventa rossa man a mano che il tempo per cui si paga scorre.
Tant'e'...si deve fare necessita' virtu'.
Si ricomincia appunto.
Fra poco arrivera' il gruppo e via per una settimanetta in giro per l'Irlanda.
Ho un po' di paura, come ogni inizio.
Come ogni nuovo inizio.

Perche' qualche mese fa mai avrei immaginato di essere di nuovo qua.
Non so chi ringraziare...forse un pochino me stesso, forse la mia voglia di rimanere aggrappato alla vita ed ai miei sogni.
Non lo so... sinceramente non lo so.

Fatto sta che mi rinnovo l'in bocca al lupo, per questa settimana e quelle che arriveranno da qui in poi.
Speriamo bene.

Slan.

sabato 19 aprile 2008

Check-in

Sto chiudendo le valigie...rassettando un po' di cose.
In partenza per Dublin.
In giro per l'Irlanda per le prossime due settimane.

In bocca al lupo "Paolino Piedi di Piombo".

Slàn.

giovedì 17 aprile 2008

Equilibrio



L'altra sera, martedì per la precisione, ero di nuovo in giro per visite mediche.
Ero da una dottoressa che veramente, e non esagero quando lo dico, è di una spanna superiore alla media.
Fa omeopatia, e per chi ha avuto a che fare con questo tipo di medicina "alternativa", può ben capire quanto sia importante tutta quella parte del rapporto medico-paziente in cui si va a fondo nelle situazioni, si prova a capire da dove vengono fuori delle problematiche...insomma, si prova a risalire alla radice del problema invece di curarne semplicemente la sintomatologia.
Durante la visita allora mi fa delle domande molto semplici sul mio stile di vita, sul mio carattere, chiede alcune mie impressioni su situazioni tipo e situazioni limite della mia vita e tutto il resto...quando dopo un po' se ne esce con una frase che mi ha colpito per la sua semplicità, per la sua concretezza...e soprattutto mi ha sorpresa per aver, credo, centrato la questione.
"Paolo, tu hai un tremendo bisogno di equilibrio".

Già...al momento, c'è una verità più vera di questa, per me?
Credo proprio di no.
Equilibrio in senso di non far vivere la mia mente, il mio umore su di un perpetuo otto volante, equilibrio nel senso di poter trovare quegli appoggi, quei sostegni che mi permetterebbero forse di poter calare gli ormeggi e di provare a fermarmi un po'.
Dove non lo so. Il destino lo dirà.
Però in effetti, ammetto con profonda tristezza che al momento sono alla disperata ricerca di un briciolo di equilibrio.
Ma poi in fin dei conti comunque...sempre e comunque la vita ti mette di fronte a degli alti e bassi...quotidianamente.
Devo sempre trovare quella persona che vive tranquilla e serena, sempre e comunque, senza cadute, senza resurrezioni...sempre su di un tappeto rosso.
La devo ancora trovare.
Equilibrio però per me non è tutto questo.
Anzi.
E' la cosa, credo ed immagino, più stupida e semplice di questo mondo.
Equilibrio è in fondo quella cosa, quella situazione, quel momento in cui una certa tranquillità di fondo, una tranquillità e serenità acquisita anche passando momenti come i miei della fine anno duemilasette, ti permette di rimanere lucido, sempre cosciente, sempre vigile di fronte a tutto quello che il destino ti mette di fronte come piatto del giorno.
Ecco, è questo che io vado cercando.
E' un rimettere in sesto degli occhi sordi e degli orecchi ciechi...per permettere a questi sensi di ritornare a funzionare come dovrebbero, senza condizionamenti, senza esagerazioni dettate da momenti di difficoltà e sbandamento.

Certo però c'è anche da dire una cosa...che è veramente dura trovare un momento di equilibrio per il cuore.
Cuore che mi ha sempre dato l'idea di essere un qualcosa di non facile posizionamento su di un piano, su di un qualcosa di orizzontale.
Mi ha sempre dato l'idea di un qualcosa che cade e rotola a seconda di come lo si mette e lo si appoggia: se non ha qualcosa, qualcun'altro che lo sostiene, che lo puntella, che lo fissa...beh...non avrà mai pace e cadrà sempre.
Ecco...ecco allora che è da quando son tornato dalla Francia qualche settimana fa, non faccio altro che fissare questo oggettino, questi due elementi che vedete ritratti nella foto di questo post.
E' un regalo, un cadeau di un ristoratore francese di cui siamo stati ospiti...in realtà sono due elementi da cucina, per il sale e per il pepe...a me sono piaciuti per la forma armoniosa e per il colore.
Lo volevo comprare ma poi sto tizio ha insistito per darmelo come cadeau appunto.
Ecco...lo fisso in continuazione. Mi prende lo sguardo.
Mi ruba l'anima.
E' curioso e buffo come un oggetto così semplice, un porta sale e pepe, in realtà due elementi distinti che si fondono con sì tanta eleganza e morbidezza, possano catturare con tutto questo ardore la mia attenzione.
Ecco...guardo loro, queste due piccole e luccicanti teste di porcellana colorata e mi viene subito in mente come alla fine appunto anche al cuore serva un appoggio, un puntello per poter stare in piedi, in equilibrio.
E vivere sereno.
E le invidio un po'...sapete?
Perchè anche adesso ci sarebbe una persona a cui vorrei potermi liberare in un morbido e potente abbraccio...un abbraccio pieno di energia e di affetto.
Ma è lontana.
Di sicuro agli occhi, ma non al cuore.
Ma spero presto di poter capire se è lei veramente quella che il mio cuore cerca per poter stare in equilibrio.

Slàn.

martedì 15 aprile 2008

Commenti?

Meglio di no.
E mi riferisco alla due giorni elettorale appena trascorsa.
Non riesco sinceramente a capacitarmi di come nel mio paese ci siano persone che veramente riescono a credere con così tanta facilità al più grande pifferaio magico della storia italiana.
Tutto qua, son senza parole.

Sempre più dell'idea che siamo entrati in un nuovo ventennio.

Sconsolatamente vostro...e con il morale a terra.

Slàn.

Ps: speriamo che due incazzature riescano a tenere alto il mio livello di guardia.
Quando parla il cuore, bisogna saperlo, comunque ascoltare.
Sapete per caso dove si comprano i tappi in cera per gli orecchi?
Me ne metto uno sì...e lascio l'altro aperto, funzionerà?
Boh. Mah. Chissà.

domenica 13 aprile 2008

Confessione

Questa è l'ora giusta per le confessioni.
Siamo solo io, il mio cuore, una luce soffusa ed un silenzio che squarcia il cielo.
Potrebbe essere la peggiore o la migliore compagnia possibile. Al momento onestamente non saprei proprio come definirla.

Fatto sta che appunto...ecco...visto che non ho nessuno qua vicino per parlare un po' e stasera ne avrei proprio bisogno, vengo a sfogarmi un po' qua.
Qua mi sento a casa mia, qua mi sento libero di scrivere (quasi) tutto quello che mi passa per le mente.

Stasera, stanotte...oggi, ieri...ho un gran casino, ammetto di aver avuto un gran casino nella testa.
Cavolo quanto è dura combattere con il cuore...cavolo.
Troppo. Non so se ci riuscirò.
A volte veramente bisognerebbe prendere e partire per lasciarsi, o almeno provarci, tutto alle spalle.
Quei pensieri martellanti, quei pensieri che non portano mai a niente di buono, quei pensieri che quando si mettono in moto, a catena, non fanno altro che creare un circolo vizioso che ti tiene fermo, un gorgo d'acqua che pian piano ti porta giù.
Cavolo quanto è dura, cavolo quanto è difficile.
Ne va della mia salute, lo so. Questo lo so e deve sempre essere, e lo dovrà essere sempre, il mio main target in tutto quello che andrò ad affrontare da qui in avanti.

Ma il bisogno d'affetto è grande, enorme. Ed allora alle volte si tende ad afferrare il famoso oggetto che nel buio ci passa più vicino.
E' un salvagente?
E' un peso che mi porterà giù?
Ammetto veramente di essere un attimo in crisi.

Speriamo che come al solito la notte porti consiglio...o per lo meno tranquillità.

Un briciolo di serenità al 26 di Berlinguer St, please.
Metta sul conto, regolerò.

Uffffaaaaaa... buona notte a tutti.

Slàn.

venerdì 11 aprile 2008

Ultimo giorno

Già, siamo ormai arrivati all'ultimo giorno. Meno male.
All'ultimo giorno della campagna elettorale, una delle più brutte degli ultimi anni, a parer mio (ed a sentir parlare chi ha qualche anno in più di me) e vuota di contenuti concreti.

Mi metto nei miei panni...di un giovane.
Siamo veramente in pessime mani.

Invitandovi comunque ad andare a votare, dando un voto utile per voi, cioè un voto sentito (anche se è moooolto ma molto difficile provare tutto ciò), vi lascio l'intervento di ieri da parte di Beppe Grillo sul suo blog.
Preciso e calzante come sempre.
Beppe, purtroppo c'hai, come quasi sempre, ragione.

IL MENO PEGGIO
Il meno peggio è figlio del peggio. E’ una sua creatura. Senza il peggio non potrebbe esistere il meno peggio. Il peggio è il punto di riferimento dell’italiano, gli serve da orientamento. L’italiano cerca sempre di migliorare rispetto al peggio, il meno peggio è un salto di qualità. L’italiano sceglie il dentista meno peggio, legge il giornale meno peggio, ascolta la trasmissione televisiva meno peggio, lavora per la società meno peggio, vota per il partito meno peggio, si fa operare nell’ospedale meno peggio, mangia nel ristorante meno peggio, guida per la strada meno peggio, telefona con la compagnia meno peggio, respira l’aria meno peggio, abita nell’appartamento meno peggio, usa il notaio meno peggio, si fa seppellire dalle pompe funebri meno peggio nella tomba meno peggio.
Il peggio è il miglior alibi dei meno peggio. Piuttosto del peggio è sempre meglio il meno peggio. Meglio dell’Alitalia, di Testa d’Asfalto, della Telecom Italia, della RAI può fare chiunque. Senza il peggio chi avrebbe votato D’Alema, viaggiato Air One, ascoltato Rete 4 o telefonato con Wind? Però… c’è un però: perché si deve scegliere tra il peggio e il meno peggio? Perché questo ricatto? Io non voglio una vita meno peggio. La pretendo normale, anzi la voglio bella, ottima, eccellente. Forse non ci riuscirò, ma devo, ho l’obbligo, di provarci.
Il meno peggio ci ha portato l’indulto, l’inciucio, i condannati in Parlamento, gli inceneritori, la Campania-Chernobyl, Mastella ministro della Giustizia, un debito pubblico di 1630 miliardi di euro, la crescita economica più bassa d’Europa, il precariato, l’informazione imbavagliata, una legge elettorale incostituzionale, la Forleo e De Magistris trattati come dei criminali. Tutto figlio del meno peggio. Il peggio e il meno peggio sono come due fratelli siamesi. Inseparabili dalla nascita. Se uno muore, l’altro lo segue subito.
Il miglior elettore dello psiconano è stata la sinistra di D’AlemaViolanteFassinoLaTorre e di Topo Gigio che, novello leader, lo invita pubblicamente a definire insieme la nuova legge elettorale escludendo gli alleati di Governo. Il miglior elettore dei diessini-diossini, ora pidini, è Testa d’Asfalto. Senza di lui come potrebbero giustificare la loro esistenza? E’ da 15 anni che il peggio è il loro cavallo di battaglia. 15 anni di continuo sprofondare dell’Italia, di decisioni mai prese contro il peggio. Ma cosa potevamo aspettarci di diverso? Peggio o meno peggio, sempre peggio è.


Abbacchiatamente vostro.
Senza speranze.

Slàn.

giovedì 10 aprile 2008

Empty and weightless

Stasera sento proprio il bisogno di staccarmi un po' da tutto e da tutti.
Sento che il cuore ha bisogno di sentersi vuoto e senza peso.

Ogni tanto penso che faccia bene.
E' dura, ma ci si riesce applicandosi un po' a tener lontani dalla mente certi pensieri, certe persone.
Ma poi alla fine qualche crepa c'è...si vede ma ancora non si sente.

La notte mi aiuterà a capire cosa è giusto fare.
Ho sempre presente il "volersi bene"...e me ne voglio tanto.
Tanto tanto.

Sarah...stasera tocca a te consolarmi un po'.



Angel
Spend all your time waiting
for that second chance
for a break that would make it okay
there's always one reason
to feel not good enough
and it's hard at the end of the day
I need some distraction
oh beautiful release
memory seeps from my veins
let me be empty
and weightless and maybe
I'll find some peace tonight

in the arms of an angel
fly away from here
from this dark cold hotel room
and the endlessness that you fear
you are pulled from the wreckage
of your silent reverie
you're in the arms of the angel
may you find some comfort there

so tired of the straight line
and everywhere you turn
there's vultures and thieves at your back
and the storm keeps on twisting
you keep on building the lie
that you make up for all that you lack
it don't make no difference
escaping one last time
it's easier to believe in this sweet madness oh
this glorious sadness that brings me to my knees

in the arms of an angel
fly away from here
from this dark cold hotel room
and the endlessness that you fear
you are pulled from the wreckage
of your silent reverie
you're in the arms of the angel
may you find some comfort there
you're in the arms of the angel
may you find some comfort here


Slàn.

mercoledì 9 aprile 2008

Giusto, vero?

In ogni cosa è salutare, di tanto in tanto,
mettere un punto interrogativo
a ciò che a lungo si era dato per scontato.


Bertrand Russell.

Slàn.

Nuove angolazioni

Ogni cosa, ogni persona, ogni momento della nostra vita andrebbe visto, rivisto ed analizzato attraverso più punti di vista.
Sotto nuove e sempre diverse angolazioni.
Non si finirebbe mai, credo, di imparare a conoscere una persona, a capire certi meccanismi se solo avessimo una quantità di tempo tale da potersi fermare, soffermarsi, ritornare un attimo indietro se il momento lo richiede.
Ma purtroppo non abbiamo questa bacchetta magica, questa capacità di poter gestire e controllare a nostro piacimento lo scorrere della nostra vita, gli avvenimenti che la caratterizzano e la influenzano.
Tante volte avrei voluto riascoltare una determinata frase, una particolare esternazione della persona che avevo di fronte in quel momento: per capire realmente se quello che diceva era vero, reale, sincero. A volte basta guardare una persona negli occhi, vedere se lo sguardo sfugge, se le mani si nascondono o si contorcono in un nervoso tentativo di scaricare l'eventuale tensione o nervosismo.
E proprio in questi casi avendo a disposizione, purtroppo, un solo punto di vista, una sola angolazione, quella di una persona che guarda con occhi sordi ed ascolta con orecchi ciechi, in pratica così coinvolta (o almeno lo si ritiene e lo si crede, forse non proprio a ragion veduta) da non accorgersi che gli elefanti hanno iniziato a volare, si arriva purtroppo ad avere una necessità spropositata necessità di poter aver diritto ad un secondo ascolto o ad un replay da altra angolazione, richiamandomi un attimo a riminiscenze di compiti di lingua a scuola o al moviolone di biscardiana memoria.
Ma questa necessità arriva sempre troppo tardi, a freddo...quando il danno è fatto, quando il cuore è imbevuto di fiele ed ogni tentativo di guardarsi indietro ha lo stesso effetto di uno schiaffo rumoroso sull'anima.
Se solo si potesse ritornare indietro a quel momento...a quei momenti...a quei troppi momenti in cui sarebbe stato sufficiente avere un buon "firewall"; ed invece si arriva sempre a quei momenti con l'abbonamento in prova scaduto da quattro-cinque giorni. Ed allora si può facilmente entrare là dentro, nel cuore dell'anima e portare via tutto.
Tutto quello che si trova. Tutto.
La stima, la fiducia, l'affetto, il sorriso, la speranza, a volte pure la voglia di vivere. A volte per essere sicuri di fare abbastanza danni si stacca pure la spina e si abbassa l'interruttore delle corrente.
Tanto per essere sicuri e certi di lasciare vuoto.
Questo è quello che mi è capitato spesso e volentieri. Quasi sempre.
Oh, non sono io a negarlo, anzi. Ci metto anche del mio...se quando esco non chiudo la porta, chi deve fare ste cose trova la strada spianata.
Ecco che allora forse, non avendo modo di poter tornare indietro, rivedere, rivivere quei momenti che poi portano a queste situazioni, come minimo, uno si dovrebbe attrezzare per il futuro.
Come quando ai Caraibi prima della stagione delle piogge e dei tornado vanno in ferramenta per armare le proprie abitazioni con teli e travi di legno, proprio così.
Tutte queste situazioni dovrebbero in una qualche maniera tatuarsi sulla pelle, renderla più dura e coriacea...e a mo' di tatuaggi dovrebbero far ricordare, una volta che si ripresenta davanti la medesima situazione tutto quello che si rischia di passare (e subire soprattutto) se si fa quel passo e si va verso un qualcosa che ignoto non è, ma che forse fa più paura e può far più male.
Oh, a volte nell'ignoto si può anche non trovare niente...qua invece si ripresenterà pari pari una nuova e pesante razzia in un cuore già martoriato e praticamente spremuto quasi totalmente.

Quindi, caro "Paolino Piedi di Piombo" vedi di andarci cauto...che le assicurazioni oramai non ti abbonano neanche più la polizza base...figuriamoci quella per i furti...ok?

Lo so...lo so. Non ci posso fare niente. O meglio, dovrei provarci a far qualcosa.
Vorrei solo avere la possibilità da qui in avanti di cercare di attraversare la mia vita potendo godere di più angolazioni possibili; già questo, sarebbe un gran lusso.
Poter riascoltare...solo una volta...per capire il tono della voce di chi ho di fronte, guardandola negli occhi.
Chiedo troppo?
Ditemi voi...io credo onestamente di no.
Un primo piano, un profilo...io cercherò di far sì che i miei occhi non siano più sordi ed i miei orecchi non siano più ciechi.

Stasera sento proprio un grande bisogno di tranquillità e di tenere la testa occupata/lontana da certe persone che si sono riaffacciate sulla mia vita.
Più o meno in maniera ortodossa.
Per la tranquillità pensaci te Norah...
...per tenere la testa occupata/lontana mi arrovellerò la testa sul metodo più efficace; già questo sarà un buon esercizio per imparare a tenere le porte chiuse.
Ma con un occhio sempre allo spioncino, no?



Slàn.

lunedì 7 aprile 2008

A life's journey

Ieri sera ho ricevuto una bellissima telefonata dalla Grande Mela...tra le tante di ieri, di telefonate appunto.
Qua dovremmo aprire una parentesi più larga e grande del subject principale...sempre per la serie "a volte ritornano...2". Ma mi fermo qua perchè non voglio tediarvi oltremodo.
Dicevo di questa telefonata dalla Big Apple, New York City...Staten Island per la precisione; va bene internet...va bene le email... va bene i fax... va bene il piccione viaggiatore, ma credetemi, sentire la voce live di una persona cara che purtroppo abita e vive lontana migliaia di chilometri e diverse ore di volo è un qualcosa che riempe il cuore.
E da questa telefonata è venuta fuori una di quelle idee che non appena ti vengono sottoposte ed esposte ti lasciano li per lì basito...poi d'un tratto si aprono gli occhi, si illuminano...l'idea, il progetto prende forma in un nanosecondo nella mente e contemporaneamente un sorriso si disegna sul volto.
Non so se sono io quello troppo con la testa fra le nuvole, quello che non appena passa davanti agli occhi un'idea, un qualcosa che attira la mia attenzione mi lancio in rincorse a perdifiato per provare, per cercare di raggiungerle.
Però oh..fin da piccolo son sempre andato dietro alla mia curiosità di scoprire tutto e di più del mondo che mi circonda, delle persone che incontro e conosco ogni giorno della mia vita e soprattutto cerco, quando sono "in buona" di provare a mettere in atto e realizzare qualcuna di queste idee.
A volte i risultati sono così così...a volte si è elogiati oltremodo per un qualcosa che viene fatto con semplicità ma con il cuore... a volte l'esaltazione per un qualcosa riuscito bene porta a non sentire problemi fisici o limitazioni varie che la vita ogni tanto si diverte a piazzare qua e là nel percorso della nostra esistenza.
A volte il solo provare a realizzare un'idea ci fa sentire vivi, importanti. Che poi lo siamo per qualcun'altro è un qualcosa di extra e che può in qualche modo arricchire certe esperienze o momenti; ma la cosa più importante è che quello che facciamo, sempre, in ogni contesto, in ogni momento, in qualsiasi condizione, sia sentito dal nostro cuore.
E di conseguenza...è semplice capire che quando il cuore si mette a lavorare di buona lena e con profitto con la nostra mente, beh, i risultati sono semplicemente strabilianti.
Ti portano a vivere per vivere certi momenti, certe emozioni...è quello che in alcuni momenti è definito "circolo virtuoso".

"A life's journey" appunto. Già.
Il viaggio della nostra vita, della nostra esistenza.
I nostri momenti, i nostri attimi, le nostre ere.
Le nostre salite, le nostre discese.
Le nostre disfatte, le nostre resurrezioni.
Le persone incontrate...quelle che solo per un caffè o una chiacchierata di dieci minuti riempono la nostra vita come niente prima.
Persone buffe, persone strambe. Persone che semplicemente con uno sguardo o un sorriso spontaneo riescono a farci tornare l'umore positivo magari in una giornata storta. Persone uniche.
Uniche magari come i posti che abitano e che nella nostra vita abbiamo visitato.
Quante volte sarei voluto tornare indietro a scoprire degli angoli, degli scorsi solo intravisti, passando di là. Già...quante volte... Troppe forse.
I luoghi...i nostri luoghi; lontani migliaia di chilometri, vicini al cuore.
Come le persone appunto; lontane dagli occhi, ma dentro al cuore.
E poi quelle sensazioni...quelle vibrazioni che partono all'improvviso, il più delle volte non richieste, il più delle volte inaspettate...quasi sempre rimpiante un attimo dopo la fine del loro effetto.
Ricordi, condivisioni... gioie, dolori, dolori immensi e sconforto.
Sconforto grande come un dolore che ti entra nel cuore e lo ghiaccia, lo iberna e piano piano lo uccide.
Dolori immensi...per la vicinanza a persone sbagliate o la lontananza da persone uniche che con il solo sguardo sanno riempirti di gioia e di positività.
Ma poi la vita, la nostra vita, proprio quando sei laggiù in fondo, al buio...dove non si riesce neanche a vedere la luce della luna ed il bagliore delle stelle, così belle ed eleganti come diamanti sul velluto blu, che a volte riescono ad indicarti la via...quando appunto si riescono a vedere...ecco che la magia della vita ti sorprende.
Ti sorprende con attimi e momenti che non avresti mai più pensato di poter vivere e scegliere di poter vivere...come e quando avresti voluto.
Ed allora si riprende speranza, gusto nella vita; una camminata sulla spiaggia con il cane, risate stupide e senza senso con gli amici di fronte ad una buon carvados, progetti ed idee che pian piano riappaiono di fronte e te ed allora quell'istinto di bambino torna di nuovo fuori pronto per rincorrere quei sogni.
Ecco...questa è la vita.
E questa sarà la vita, il mio percorso, il mio cammino.
Il mio cercare di provare a rincorrere quelle idee..quei progetti... quei sogni che fanno sentire il mio cuore vivo e che di conseguenza mi fanno sentire "importante".

Grazie Brunett per i complimenti di ieri sera.
Non so se me li merito tutti quanti...non lo so veramente.
Ma è certo che l'idea di mettere "su carta" il mio "viaggio di una vita" è proprio un qualcosa che mi ha sempre preso, interessato...
Pian piano, in maniera non proprio ortodossa lo sto facendo qua, su questo spazio virtuale...a mo' di lavagnetta di cucina dove si segnano le cose che mancano per la spesa del giorno dopo..ecco...io ogni tanto passo di qua e scrivo i miei pensieri, parlo dei miei sogni, condivido i miei momenti migliori e peggiori.
Almeno così vorrei provare a fare.



Slàn.

And so it is
Just like you said it would be
Life goes easy on me
Most of the time
And so it is
The shorter story
No love, no glory
No hero in her sky

I can't take my eyes off of you
I can't take my eyes off you
I can't take my eyes off of you
I can't take my eyes off you
I can't take my eyes off you
I can't take my eyes...

And so it is
Just like you said it should be
We'll both forget the breeze
Most of the time
And so it is
The colder water
The blower's daughter
The pupil in denial

I can't take my eyes off of you
I can't take my eyes off you
I can't take my eyes off of you
I can't take my eyes off you
I can't take my eyes off you
I can't take my eyes...

Did I say that I loathe you?
Did I say that I want to
Leave it all behind?

I can't take my mind off of you
I can't take my mind off you
I can't take my mind off of you
I can't take my mind off you
I can't take my mind off you
I can't take my mind...
My mind...my mind...
'Til I find somebody new

domenica 6 aprile 2008

Dublin Bus

Che gioiaaa!!!
Mamma mia che gioia...son troppo contento!!!
Son finalmente riuscito a conoscere il titolo della canzone ed i relativi autori del promo della Dublin Bus.
Era dalla scorsa primavera che ce l'avevo in testa.
Cavolo è troppo incalzante! Veramente...come dire... ti prende fin dal primo ascolto.
Ed io mi ero scervellato dallo scorso Luglio dietro questo advert.
E poi...zac, come per magia, grazie ad approfondite ricerche notturne intorno alle 4 e rotte son finalmente riuscito a scoprire l'arcano.
Bell X1 con "Rocky Took A Lover".
Grandissimi!!!
C'è comunque lo zampino di Damien Rice...





Slàn.

Prima di andare a dormire...

voi a cosa pensate?
Qual'è il vostro ultimo pensiero prima di chiudere gli occhi?
Cosa passa per la vostra mente un attimo prima di lasciarsi abbandonare ai sogni?

Io mi ritaglio sempre un attimo per me e per i miei desideri.
Sempre.
Per essere sicuro che al mattino dopo siano sempre il primo pensiero del giorno.

Notte.



Slàn.

sabato 5 aprile 2008

Life is a train

...come dice Maren.

La vita corre come un treno. Prendere o lasciare.
Come avevo scritto qualche tempo fa da qualche parte, quando passano i treni non bisogna però farsi trovare al bar a bere il cappuccino.
Altrimenti poi alla fine bisogna star là ad aspettare sulla panchina per il treno successivo...e si sa... potrebbe passare o non passare...passare a notte fonda... partire o non arrivare.
Ma la cosa più "insidiosa" è che poi alla fine bisogna star là su quella panchina ed allora tutto diventa più difficile perchè la mente ed i suoi pensieri contorti si tramutano in un circolo vizioso che porta solo ad avere della gran confusione in testa.
Preciso, no?

Ed allora stamani, di rientro dalla Francia dove è andato tutto secondo i piani (e mo' mi faccio un complimento...BRAVO PAOLO!!! ecchecavolo...quando ci vuole ci vuole) mi sento di un animo e di uno spirito positivo più che positivo.
Andiamo anche oltre stamattina...esageriamo và.

Devo "solamente" imparare a tenere a bada un po' la mia scarsa materia grigia e vedrai caro paolino che alla fine qualche buon risultato lo si porterà a casa.
In tutti i campi.
Sempre e comunque.

Comunque mi sa che il mistral che in questi giorni imperversava sulla Camargue abbia fatto bene a me, alla mia mente, ai miei pensieri.
Ieri mattina più che mai, dopo una nottata in cui il vento ha soffiato come non mai, il cielo era terso, limpido, privo di nuvole; l'aria frizzantina ti faceva partire quel brividino lungo la schiena...e dentro di me dicevo meno male che alla fine basta prendersi un po' di tempo che si riesce a capire un sacco di cose.
Direi che al momento, salvo imprevisti dell'ultimo minuto, ho le idee abbastanza chiare in testa.
Meno male, no?

Alè...via di barba e cappuccino in piazzetta.
Così si fà, ben detto.



Slàn.