mercoledì 30 aprile 2008

Live @ Dublin Airport

Early morning.
Mi mancavano un po' questi orari qua.
Due chiacchiere al pub ieri sera, in ottima compagnia, a letto grosso modo intorno alle 1 e sveglia alle 3, per partire poi con il gruppo verso l'aeroporto intorno alle 4.
Arrivo, disbrigo delle formalita' di imbarco per i venticinque partenti ed un saluto prima del loro attraversamento verso la zona d'imbarco.
Per un totale di...siamo all'incirca intorno alle cinque ed un quarto di mattina e sono qua al mio internet point della zona arrivi dell'aeroporto di Dublin in attesa del primo bus airlink in partenza alle cinque e quarantacinque per fare ritorno in hotel per cercare di dormire almeno altre tre quattro ore.
Early morning dicevo. Very early.
Feck. Arse. Drink. Girlz!!!
Come direbbe il buon Father Jack.

Insomma...e' andata.
Ora lo posso dire, ora lo posso gridare, ora lo posso scrivere.
E' andata. E' andata bene.
Alla stragrande.
Mi faccio un po' le lodi da solo, sapendo pero' che chi si loda si imbroda...ma credo onestamente di meritarmele.

Un solo pensiero mi viene in mente.
Adesso, alle cinque e mezzo di mattina, alla fine di una settimana che e' andata alla grande, alla fine di una settimana che avevo intimamente sognato di poter vivere, ancora una volta, proprio quanto tutto era nero, tutto mi faceva pensare che alla fine forse per me non ci sarebbe stato niente di niente...ecco... posso dire di avercela fatta.
Ce l'ho fatta a darmi un'altra possibilita', a darmi un'altra possibilita' di poter realizzare il mio sogno.
Non so come staro' domani, fra un mese, fra un anno.
Ma per me, credetemi, essere qua stamattina, pur essendo forse il posto in Irlanda meno vicino al mio cuore...beh... e' il regalo piu' grande che mi potessi donare.

Grande Paolo. Sei il mio mito.

E come dire il buon Paulo Coelho...
Il tuo cuore si trova la' dove si trova il tuo tesoro.
Ed e' necessario che il tuo tesoro sia ritrovato affinche' tutto cio' che hai scoperto durante il tuo cammino possa avere un significato


Sono io. Ora, qua, adesso.
Mi sento finalmente quello che vorrei essere.

Slan.

Ps: unico rammarico...ieri sera al Tripod ci sarebbe stata in concerto Gemma.
Mi consolero' con il suo nuovo album in uscita venerdi'.
Peccato...

venerdì 25 aprile 2008

Oranmore Lodge

Et voilà.
Ad essere guida ci si guadagna.
Un bel voucher a scrocco per la connessione wireless e via, pronti di nuovo, come sempre, come quasi sempre ad essere on line.

Non mi dilungo troppo su come sta andando questo primo tour del 2008, ma onestamente sono molto sul positivo...và, mettiamola così.

Il fatto è...il fatto è che quando sono qua in Irlanda sono me stesso.
Quando sono in Irlanda, a Galway sono io. Sono io fino in fondo.
Dalla punta dei piedi ai capel...vabbè sì, insomma, ci siamo capiti son proprio me stesso in pieno.
Onestamente non mi ricordavo di poter avere un carica positiva ed ottimistica di questa portata.
A volte...tante volte...mi faccio proprio paura da solo.

Insomma, per farla breve..ieri pomeriggio una bella camminata in centro a Galway, aria fina, vento teso da ovest, sole splendente ed ogni tanto una nuvola che correva veloce in cielo...e poi subito dietro un'altra...ed un'altra ancora.
Colori, scorci, angolazioni, suggestioni che sono tornate fuori, come se fossero state sepolte ma mai dimenticate.
Quanto amo questo angolo di paradiso.
Quanto lo amo.
Alla follia.

E tanto per parlare di follia... al momento sono alloggiato all'Oranmore Lodge, nel villaggio di Oranmore appunto, non lontano dal centro di Galway.
Guarda caso è l'hotel dove la scorsa stagione ho scoperto la bellezza di una certa persona, la sua capacità di rapirmi la mente. Forse non il cuore.
Comunque...per farla breve.
Ci sono una valanga di stanze... indovinate un po' in quale sono andato a capitare?
Nella sua.
Terzo piano, prima porta del corridoio a sinistra.
Chiamateli scherzi del destino...

Slàn.

mercoledì 23 aprile 2008

Ready, Steady... Go!!!

Si ricomincia.
Aeroporto di Dublin, Arrivals Area, postazione internet a monete con la stessa angosciante linea blu del tempo che pian piano diventa rossa man a mano che il tempo per cui si paga scorre.
Tant'e'...si deve fare necessita' virtu'.
Si ricomincia appunto.
Fra poco arrivera' il gruppo e via per una settimanetta in giro per l'Irlanda.
Ho un po' di paura, come ogni inizio.
Come ogni nuovo inizio.

Perche' qualche mese fa mai avrei immaginato di essere di nuovo qua.
Non so chi ringraziare...forse un pochino me stesso, forse la mia voglia di rimanere aggrappato alla vita ed ai miei sogni.
Non lo so... sinceramente non lo so.

Fatto sta che mi rinnovo l'in bocca al lupo, per questa settimana e quelle che arriveranno da qui in poi.
Speriamo bene.

Slan.

sabato 19 aprile 2008

Check-in

Sto chiudendo le valigie...rassettando un po' di cose.
In partenza per Dublin.
In giro per l'Irlanda per le prossime due settimane.

In bocca al lupo "Paolino Piedi di Piombo".

Slàn.

giovedì 17 aprile 2008

Equilibrio



L'altra sera, martedì per la precisione, ero di nuovo in giro per visite mediche.
Ero da una dottoressa che veramente, e non esagero quando lo dico, è di una spanna superiore alla media.
Fa omeopatia, e per chi ha avuto a che fare con questo tipo di medicina "alternativa", può ben capire quanto sia importante tutta quella parte del rapporto medico-paziente in cui si va a fondo nelle situazioni, si prova a capire da dove vengono fuori delle problematiche...insomma, si prova a risalire alla radice del problema invece di curarne semplicemente la sintomatologia.
Durante la visita allora mi fa delle domande molto semplici sul mio stile di vita, sul mio carattere, chiede alcune mie impressioni su situazioni tipo e situazioni limite della mia vita e tutto il resto...quando dopo un po' se ne esce con una frase che mi ha colpito per la sua semplicità, per la sua concretezza...e soprattutto mi ha sorpresa per aver, credo, centrato la questione.
"Paolo, tu hai un tremendo bisogno di equilibrio".

Già...al momento, c'è una verità più vera di questa, per me?
Credo proprio di no.
Equilibrio in senso di non far vivere la mia mente, il mio umore su di un perpetuo otto volante, equilibrio nel senso di poter trovare quegli appoggi, quei sostegni che mi permetterebbero forse di poter calare gli ormeggi e di provare a fermarmi un po'.
Dove non lo so. Il destino lo dirà.
Però in effetti, ammetto con profonda tristezza che al momento sono alla disperata ricerca di un briciolo di equilibrio.
Ma poi in fin dei conti comunque...sempre e comunque la vita ti mette di fronte a degli alti e bassi...quotidianamente.
Devo sempre trovare quella persona che vive tranquilla e serena, sempre e comunque, senza cadute, senza resurrezioni...sempre su di un tappeto rosso.
La devo ancora trovare.
Equilibrio però per me non è tutto questo.
Anzi.
E' la cosa, credo ed immagino, più stupida e semplice di questo mondo.
Equilibrio è in fondo quella cosa, quella situazione, quel momento in cui una certa tranquillità di fondo, una tranquillità e serenità acquisita anche passando momenti come i miei della fine anno duemilasette, ti permette di rimanere lucido, sempre cosciente, sempre vigile di fronte a tutto quello che il destino ti mette di fronte come piatto del giorno.
Ecco, è questo che io vado cercando.
E' un rimettere in sesto degli occhi sordi e degli orecchi ciechi...per permettere a questi sensi di ritornare a funzionare come dovrebbero, senza condizionamenti, senza esagerazioni dettate da momenti di difficoltà e sbandamento.

Certo però c'è anche da dire una cosa...che è veramente dura trovare un momento di equilibrio per il cuore.
Cuore che mi ha sempre dato l'idea di essere un qualcosa di non facile posizionamento su di un piano, su di un qualcosa di orizzontale.
Mi ha sempre dato l'idea di un qualcosa che cade e rotola a seconda di come lo si mette e lo si appoggia: se non ha qualcosa, qualcun'altro che lo sostiene, che lo puntella, che lo fissa...beh...non avrà mai pace e cadrà sempre.
Ecco...ecco allora che è da quando son tornato dalla Francia qualche settimana fa, non faccio altro che fissare questo oggettino, questi due elementi che vedete ritratti nella foto di questo post.
E' un regalo, un cadeau di un ristoratore francese di cui siamo stati ospiti...in realtà sono due elementi da cucina, per il sale e per il pepe...a me sono piaciuti per la forma armoniosa e per il colore.
Lo volevo comprare ma poi sto tizio ha insistito per darmelo come cadeau appunto.
Ecco...lo fisso in continuazione. Mi prende lo sguardo.
Mi ruba l'anima.
E' curioso e buffo come un oggetto così semplice, un porta sale e pepe, in realtà due elementi distinti che si fondono con sì tanta eleganza e morbidezza, possano catturare con tutto questo ardore la mia attenzione.
Ecco...guardo loro, queste due piccole e luccicanti teste di porcellana colorata e mi viene subito in mente come alla fine appunto anche al cuore serva un appoggio, un puntello per poter stare in piedi, in equilibrio.
E vivere sereno.
E le invidio un po'...sapete?
Perchè anche adesso ci sarebbe una persona a cui vorrei potermi liberare in un morbido e potente abbraccio...un abbraccio pieno di energia e di affetto.
Ma è lontana.
Di sicuro agli occhi, ma non al cuore.
Ma spero presto di poter capire se è lei veramente quella che il mio cuore cerca per poter stare in equilibrio.

Slàn.

martedì 15 aprile 2008

Commenti?

Meglio di no.
E mi riferisco alla due giorni elettorale appena trascorsa.
Non riesco sinceramente a capacitarmi di come nel mio paese ci siano persone che veramente riescono a credere con così tanta facilità al più grande pifferaio magico della storia italiana.
Tutto qua, son senza parole.

Sempre più dell'idea che siamo entrati in un nuovo ventennio.

Sconsolatamente vostro...e con il morale a terra.

Slàn.

Ps: speriamo che due incazzature riescano a tenere alto il mio livello di guardia.
Quando parla il cuore, bisogna saperlo, comunque ascoltare.
Sapete per caso dove si comprano i tappi in cera per gli orecchi?
Me ne metto uno sì...e lascio l'altro aperto, funzionerà?
Boh. Mah. Chissà.

domenica 13 aprile 2008

Confessione

Questa è l'ora giusta per le confessioni.
Siamo solo io, il mio cuore, una luce soffusa ed un silenzio che squarcia il cielo.
Potrebbe essere la peggiore o la migliore compagnia possibile. Al momento onestamente non saprei proprio come definirla.

Fatto sta che appunto...ecco...visto che non ho nessuno qua vicino per parlare un po' e stasera ne avrei proprio bisogno, vengo a sfogarmi un po' qua.
Qua mi sento a casa mia, qua mi sento libero di scrivere (quasi) tutto quello che mi passa per le mente.

Stasera, stanotte...oggi, ieri...ho un gran casino, ammetto di aver avuto un gran casino nella testa.
Cavolo quanto è dura combattere con il cuore...cavolo.
Troppo. Non so se ci riuscirò.
A volte veramente bisognerebbe prendere e partire per lasciarsi, o almeno provarci, tutto alle spalle.
Quei pensieri martellanti, quei pensieri che non portano mai a niente di buono, quei pensieri che quando si mettono in moto, a catena, non fanno altro che creare un circolo vizioso che ti tiene fermo, un gorgo d'acqua che pian piano ti porta giù.
Cavolo quanto è dura, cavolo quanto è difficile.
Ne va della mia salute, lo so. Questo lo so e deve sempre essere, e lo dovrà essere sempre, il mio main target in tutto quello che andrò ad affrontare da qui in avanti.

Ma il bisogno d'affetto è grande, enorme. Ed allora alle volte si tende ad afferrare il famoso oggetto che nel buio ci passa più vicino.
E' un salvagente?
E' un peso che mi porterà giù?
Ammetto veramente di essere un attimo in crisi.

Speriamo che come al solito la notte porti consiglio...o per lo meno tranquillità.

Un briciolo di serenità al 26 di Berlinguer St, please.
Metta sul conto, regolerò.

Uffffaaaaaa... buona notte a tutti.

Slàn.