domenica 8 aprile 2012

Premessa. Dovuta.



Eh già, qua una premessa è proprio dovuta.
Altrimenti qualcuno potrebbe pensare che sia proprio cambiato.
Mi chiamavano e tuttora mi definiscono "mr. autunno": adorando alla follia quelle luci e quei colori crepuscolari che solo quando l'anno volge al termine e ci si lascia alle spalle un'estate ricca di ricordi e dolci sensazioni piene, debordanti di salmastro e falò sulla spiaggia (attenti alla forestale che se vi pizzica vi spettina!), nome non potrebbe essere più azzeccato.
Perchè è proprio in quel momento dell'anno che secondo me il "tutto" che ci circonda si predispone e si assesta in modo tale da permettere una modalità talmente frizzante del mio ego, della mia mente, della mia creatività e della capacità di autoanalisi. Quasi mai nel resto dell'anno mi sento "IO" nel pieno senso del termine.
Potrei stare minuti, ore e forse anche giorni ad esempio ad osservare i colori pastello di un cielo spazzato da una fredda tramontana. Ammetto le mie debolezze.

Ci sono in quel momento dell'anno colori, profumi, suggestioni, idee, progetti, sogni, scorci, suoni, fruscii, punti di vista da una finestra socchiusa, baci, tocchi, pagine di libri, canzoni, ricordi, sapori, forme, ombre e foto, che sublimandosi in un maniera apparentemente ed inconsapevolmente ben architettata, mi riempono il cuore, l'anima ed ogni singola fibra del corpo e della mente.

Facendomi sentire vivo.

E' una sensazione strana e credo che se non sapete di cosa stia parlando, difficilmente riuscirete a capire di cosa stia parlando.
Ma tanto serve, credo, questa mia digressione-premessa per far capire al lettore che passa distrattamente da queste parti, quanto senta l'autunno la MIA STAGIONE. E quanto io mi senta pienamente IO in quei momenti. Che poi hanno poco a che vedere con il calendario e con i giorni...tanto è solo una pura e semplice sensazione che sento vibrare e dentro.

Premettendo tutto ciò, c'è...ci sarebbe da dire molto altro ancora. Lo so.
Ma non voglio tediarvi oltre modo.

E mentre qua, nella famosa "mansarda", risuonano le note e le emozioni di "Shock to my system" di Gemma Hayes, mi viene da dire e scrivere che ogni tanto, di questi tempi, quelle sublimazioni di emozioni e suggestioni avvengono anche di questi tempi.

Te ne accorgi...in realtà me ne accorgo subito. E' un attimo, meno di un secondo.
Bisogna essere sensibili e ricettivi a tutto ciò che ci è intorno, che ci sfiora e che vuole essere ammirato.
E' un bagliore, una particolare luce al tramonto quando l'aria è spazzata da un vento di maestrale e tramontana (quasi un mistral), un colpo d'occhio, un battito d'ali di una gabbianella sugli scogli...è molto altro ancora invero.

Ma basta tutto ciò ed allora ci siamo.
E allora ti basta scegliere un punto da dove il tuo sguardo può spaziare, dove il vento riesce a farsi sentire forte e teso; basta fermarsi là per qualche istante.
Là, proprio là.
La luce, i colori, le ombre e le forme saranno il contorno perfetto ed ideale.

Basta che il vento si senta forte e teso abbastanza da... farti volare via, tenendoti ben saldo al suolo, allo scoglio, alla panchina. Là.

Deve essere forte abbastanza per portare via i dubbi, spazzare via i pensieri negativi e tenere lontano le refole dell'invidia e della cattiveria di chi ti osserva, di chi ti segue sperando in tuo passo falso.
Ma deve essere teso tanto da portarti quelle idee, quelle suggestioni, quelle consapevolezze che ti faranno riprendere il cammino tanto ricco e vitale facendoti sentire pienamente VIVO.

Tutto il resto verrà da se.
Ne sono sicuro.

Slàn.

mercoledì 4 aprile 2012

Una vita da lumaca. Uno spasso.


...eh, beh, in effetti, letta così al volo uno potrebbe pensare che il sidro che ho bevuto stasera fosse stato in qualche modo adulterato o andato a male. E invece, cari amici, penso proprio che la vita di una lumaca sia un qualcosa di veramente ganzo.

Ammetto che mi è partito un trip mentale, giusto ieri mattina, non appena sono sceso per la colazione: persiana sul giardino aperta, le prime gocce di pioggia dopo una lunga stagione secca ed ecco che come per incanto la natura, riprova almeno, a riprendere il suo normale corso.
E lo sguardo mi cade proprio su quella lumaca che si avventura su per quel muretto bagnato, tra vasi, piante, rami e... tutto quello che il nostro occhio magari non riesce neanche a vedere e che magari per quel piccolo mollusco gasteropodo (ah...la rete, quante risorse si possono trovare!!!) diventa un ostacolo insuperabile.

Curiosa la vita delle lumache. Ci avete mai pensato?
Dite che se uno desiderasse provare per un po' quel tipo di vita è seriamente malato?

Mettiamola così.
Sono sempre stato un po' controcorrente, non mi è mai piaciuto seguire il gregge, a costo di sembrare scontroso o peggio ancora snob. Ma, wtf, no??? Mi è sempre piaciuto uscire solo quando, dove e come piaceva a me. C'è il sole? mmm...troppo caldo. Me ne sto a casa. Meglio un giro in macchina sotto la pioggia battente, per vedere un po' come il mondo è sotto la pioggia. Un po' come fanno le lumache: se ne escono solo quando piove e fiere se ne vanno per la campagna, non curandosi di umidità, pioggia, tuoni e fulmini. Siete dei grandi esseri, lasciatevelo dire! Mentre tutto il resto del genere faunistico se ne sta rinchiuso al caldo ed all'asciutto di tane e nidi, voi siete là.

Con il vostro incedere lento ma deciso siete un esempio perfetto di come piace affrontare la vita a questo povero essere umano che in queste righe telematiche prova a tessere le vostre lodi. Nella vita ci sono sempre, ogni giorno, ogni momento, difficoltà, ostacoli, trabocchetti & altre amenità.
Se noi dall'alto del nostro essere bipedi eretti, osserviamo l'andare di una lumaca ci viene da dire "mamma mia, quanto va lenta!". Non considerando tutto quello che un piccolo essere come la lumaca deve superare: un piccolo muretto, un legno, buche e quant'altro. Dando per scontato che in realtà, considerate le proporzioni, per fare dieci centimetri in campagna, una lumaca fa una fatica immonda. E la fa pure molto velocemente.

Ah...quanto vorrei chiedere a coloro che danno per scontato tante cose, giudicando, ammonendo, consigliando e sparlando, se mai, per un attimo, se fossero in grado di mettersi nei panni altrui prima di dare fiato al proprio cavo orale.
Ma lo so, con certi personaggi è proprio una partita persa in partenza.
Purtroppo.
Per loro.

Ecco, vorrei che ogni tanto qualcuno osservasse la mia vita, le mie scelte, i miei errori, le mie vittorie, le mie gioie ed i miei dolori, considerando tutto quello che ho passato e sto passando per provare a camminare ed andare in questa vita.
E' sempre facile, credo (o almeno così immagino) dall'alto del proprio ego, talvolta smisurato, elargire preziosi consigli e pizzichi di presupposta superiorità.

Ma a me, alla fine della fiera, piace uscire quando piove e gli altri se ne stanno al chiuso. Per andarmene piano piano in giro per il mondo, a scoprire cosa la vita ha deciso di regalarmi. Piano piano, senza correre per arrivare chissà dove. Perchè quando si corre troppo, si rischia di lasciare dietro un sacco di cose importanti.

A me piacerebbe proprio vivere da lumaca.
Sotto la pioggia, nella natura, andando avanti e superando gli ostacoli piano piano, col passo giusto.
Sperando però di incontrare umani che sappiano giudicare il mio passo, il mio incedere, per quello che realmente è.

E poi oh...volete mettere? Di questi tempi dove le banche non ti danno il mutuo nemmeno se garantisce Obama, avere una propria casuccia da portarsi sulle spalle ovunque si vada, è un lusso!

Si, ho deciso. Voglio proprio vivere da lumaca.
Notte mondo.