sabato 24 dicembre 2011

Il mio (nuovo) natale



Già. Avete proprio ragione. Qualcuno di voi ha proprio ragione e non posso proprio dargli torto.
Anch'io ho odiato profondamente il natale, il suo clima, il suo far rifiorire amicizie e parentele un po' così...tutti gli annessi e connessi.
Ero profondamente a disagio... molto a disagio.
Regali comprati per me stesso, fratello e genitori (ed ovviamente nonna Lily) e stop. Qualche pensierino per gli amici. Stop. niente più.
Nessuna voglia di di festeggiare, nessuna voglia di andare in soffitta a prendere da sotto centimetri di polvere umida albero, luci e palline.
La voglia di sabotare la luminara di quartiere fin dal momento dell'installazione ad inizio dicembre (quando ancora in uno pseudo stato di benessere se ne facevano... adesso manco ci pensano lontanamente).
Il voltastomaco non appena mettevo piede in qualche negozio o supermercato al solo vedere armonie più o meno farlocche di coppiette che si accingevano a fare acquisti per la famiglia...o peggio ancora da solo per il proprio-la propria amata.
Onestamente evitavo amabilmente, preferendo passeggiate sulla spiaggia, giri in moto con annichilimento-ibernazione delle articolazioni delle gambe oppure nel buio e nel silenzio (e nella solitudine) della mansarda, stesso sul letto, occhi chiusi ed ottima musica che scorreva nelle cuffie.

Ci sono passato, so di cosa parlate e cosa provate.
Onestamente si può odiare tutto questo.
Ed a me succedeva fino a non molti anni fa.

Ma quanto tempo è passato... quanto tempo sembra essere passato da quel Natale del 2007. Rileggetevi anche voi i pensieri di quel periodo. Ogni tanto lo faccio e mi pare proprio che stesse scrivendo un'altra persona.
Quanto tempo è passato...quante tempeste si sono abbattute sulla costa ovest d'Irlanda...quante cose son cambiate.

Dal natale più nero della mia vita (che è stato il culmine di una serie di natali tristi, cupi e pessimi) alla fine è venuto fuori un nuovo Paolo.
Dalla paura, dal terrore e dall'angoscia di vedere la propria vita, la propria esistenza davanti, spesa nel migliore delle ipotesi su una sedia a rotelle sono riuscito a provare qualcosa di estremamente positivo verso questa festività.

Festività che come ben saprete anche voi, per me, dal punto di vista religioso, non ha proprio alcun significato.

Ma alla fine adesso, oggi...beh, riesce a darmi quel qualcosa di positivo che prima manco lontanamente riuscivo manco a sognare, immmaginare.
Penso di non fare un atto di estremo egoismo nel dire e pensare questo.
Cazzo, posso dire di essermi ripreso la vita?
Sì, me lo voglio proprio dire.
Il solo pensiero di fare "l'albero". Insieme. Insieme a chi ti ha aiutato a riprenderti la vita. Costruire insieme.
Il sogno di una vita. La trasposizione, per il momento figurativa, della volontà di creare qualcosa, mano nella mano, nella vita come nel salotto di casa (in questo caso l'albero) con chi si ama.
Un sogno. Un sogno, una speranza lontanissima quando in quel natale del 2007 ero laggiù in fondo al buio del pozzo della vita.
Era un sasso lanciato nello stagno.

E qualcuno l'ha raccolto.
Ed è stato il primo mattone di quella mia rinascita, del nostro cammino.
Della realizzazione di un sogno.

Sì, lo ammetto. Adesso adoro il natale.
Adoro poter dedicare del tempo a chi amo. E mi ama.
Adoro poter dedicare il mio tempo libero (ferie) a chi amo. E mi ama.
Adoro poter prendere questi momenti di libertà di idee e di sogni come un dono incredibile che la vita ci ho voluto dare e che noi abbiamo cercato.
Disperatamente cercato.
Adoro....adoro potermi dedicare solamente a te. A noi.

Unico rimpianto. Grande rimpianto.
Il tempo.
Il tempo che scorre sempre più veloce, sempre più senza freni.
Lavoro, lavoro, lavoro, altri impegni. lavoro. Pausa. lavoro, lavoro, lavoro...
Manco il tempo di leggermi un libro la sera (e voi potreste dire, giustamente, che cazzo ci fai qua? che cazzo cazzeggi sul faccialibro? beh, per come e quanto piace leggere a me, non mi posso accontentare di pochi minuti qua e là: quando leggo, ho bisogno di tempo per entrare bene nel libro...) manco il tempo di...
Manco il tempo. Manca il tempo.

Avrei voluto fare qualche regalo con la mia fantasia, con le mie capacità creative.
Avrei voluto mandare, come facevo tempo fa, i miei biglietti di auguri personalizzati per posta. Quanto mi piacevano. Mi davano soddisfazione.

Adesso mi sono ridotto ad un misera foto (purchè comunque bella dai...l'ho fatta io...e sì dai, mi lodo un po' da solo...) posta e taggata sul faccialibro.
Mi scuso di questo amici miei. Veramente.

Però alla fine è così.
Avrei voluto non entrare nel giro del consumismo dei regali...
Promesso, prossimamente sarà fatto. Spero.

Auguri Amici Miei. Auguri di cuore.

Il mio più grande e sincero Augurio per voi?
Spero che possiate passare queste feste con il cuore vicino a colui/colei che ve lo fa battere ogni giorno più forte.
Se non ce l'avete? Beh, avete tutto il diritto di odiare tutto questo.
Capisco e vi comprendo.
Ma...ma lasciatevelo dire.
Arriverà, sicuramente, il momento del sorriso anche per voi.
Ed allora le luci del vostro albero di natale vi sembreranno brillare più del solito.

Parole di chi ha toccato il fondo del pozzo ed ora può toccare la stella più lucente del firmamento.
Auguri vita mia.

Auguri a tutti voi. Vi voglio bene.